Rivista "IBC" XXV, 2017, 4

progetti e realizzazioni

Continua la collaborazione tra la Biblioteca Panizzi e l’IBC per rendere sempre più consultabile il variegato patrimonio dell’Archivio Zavattini.
Un altro passo con Za

Alberto Ferraboschi
[Responsabile Archivi contemporanei Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia]
Carmelo Mario Lanzafame
[Ricercatore storico sociale]
Carlo Podaliri
[Ricercatore]
Marzia Moreni
[Archivista]

Storia e struttura dell’archivio

All'interno del panorama archivistico regionale l'archivio di Cesare Zavattini non rappresenta certamente un'entità misconosciuta. Grazie all'impegno di varie istituzioni ormai da diversi anni il fondo dello scrittore emiliano (Luzzara, 1902 - Roma, 1989), si è qualificato come un'importante risorsa per indagare aspetti e vicende della vita culturale italiana del Novecento. In effetti, quella dell'autore luzzarese è una straordinaria raccolta documentaria che costituisce, per vastità e complessità dei materiali in esso conservati, un caso di grande rilevanza nell’ambito degli “archivi di persona”.

Grazie alla donazione degli eredi l’archivio, sedimentatosi nella casa romana dell'artista luzzarese, è stato definitivamente acquisito dal Comune di Reggio Emilia, e per esso dalla Biblioteca Panizzi, nel 2012 dopo una lunga gestazione. Fin dal 1990, all'indomani della scomparsa di Zavattini, in virtù diuna convenzione stipulata tra gli Eredi Zavattini, il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna che tramite il proprio Istituto per i beni culturali (IBC) sostenne i primi interventi di ricognizione e descrizione del fondo, nonché le procedure di trasferimento dei materiali da Roma a Reggio Emilia. Dopo un accurato lavoro preparatorio, grazie anche all’intervento della Direzione archivistica del Ministero per i Beni e le attività culturali, nel 2007 è stata portata a termine una descrizione con criteri catalografici, in concomitanza con il completamento del trasferimento a Reggio Emilia del lascito culturale.

L'eterogeneità dei materiali zavattiniani conservati nel fondo riflettono la varietà d'interessi dello scrittore, documentando il suo impegno culturale dagli anni Trenta fino alla scomparsa avvenuta nel 1989. L’archivio è attualmente costituito da un “Fondo principale” (comprendente varie tipologie documentarie come lettere, cartelle dattiloscritte, appunti manoscritti e materiale e stampa) è suddiviso in sedici partizioni: Cinema, Cooperazione culturale, Convegni-eventi, Cultura-Società, Estero, Fotografia, Fumetti, Giornalismo, Letteratura, Poesia, Pittura-Arte, Padania-Luzzara, Radio, Teatro, Televisione, Varie; e da alcuni “fondi speciali”: il ponderoso epistolario (comprensivo di oltre centomila unità), la raccolta dei lavori cinematografici (riguardante l'attività di scrittura svolta da Zavattini per il cinema), la raccolta degli “echi della stampa” (costituita da oltre 20.000 articoli di giornali e riviste su e di Zavattini), la sezione multimediale (comprendente materiali fotografici, documenti audio e video) e la sezione grafica (costituita da 37 opere tra incisioni e lastre e 11 libri d'artista). ( 1)

Questo prezioso “giacimento culturale” si appresta ora a dotarsi di nuovi strumenti in vista di un ulteriore percorso di valorizzazione. Infatti, in virtù della convenzione sottoscritta il 16 luglio 2016 tra l’IBC e il Comune di Reggio Emilia, è in corso l'intervento per l'inserimento dell’Archivio Zavattini nel sistema informativo partecipato degli archivi storici in Emilia-Romagna IBC Archivi mediante l’inventariazione sulla piattaforma IBC-xDams, giungendo così alla pubblicazione nel circuito degli inventari online degli archivi di enti pubblici e privati, famiglie e persone dell’Emilia-Romagna.

L’intervento descrittivo in corso sull’Archivio

Come si è detto, l’Archivio di Cesare Zavattini è giunto presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, attraverso diversi versamenti nel corso degli ultimi venticinque anni. Ancora oggi, si sta procedendo all’acquisizione di ulteriori materiali, legati alle molteplici attività ed interessi di Zavattini.

Questa struttura di archivio ancora “aperto”, ha reso necessaria, per il lavoro di descrizione e parziale riordino che si sta conducendo, una fase propedeutica nella quale si sono acquisite informazioni sulla storia archivistica del fondo e sulla cronologia e tipologia degli interventi precedenti.

In effetti, uno degli obbiettivi progettuali dell’intervento era quello di ricostruire, grazie al prezioso contributo del figlio Arturo e di Giorgio Boccolari, per anni responsabile della Biblioteca Panizzi per l’Archivio, la struttura e il funzionamento di un archivio “di lavoro” che Zavattini vivente alimentava e utilizzava per le proprie esigenze con il contributo e l’intervento di collaboratori e studiosi.

Nello stesso tempo obbiettivo progettuale è di valorizzare e sistematizzare, grazie anche ad uno strumento di descrizione di grande qualità e flessibilità quale IBC-xDams, il lavoro di chi nel tempo ha realizzato catalogazioni e ordinamenti parziali dei vari versamenti e segmenti dell’archivio.

L’orizzonte progettuale, perciò, si orienta in due diversi direzioni: da un lato valorizzare quanto è stato fatto in passato, attraverso la costruzione di una rete di collegamenti consentita dal sistema informativo utilizzato, rendendo il più trasparente possibile l’inventario; dall’altro lato offrire all’ente conservatore (la Biblioteca Panizzi) quelle linee guida necessarie per il lavoro di implementazione di partizioni ancora inedite e di segmenti archivistici che resteranno ancora “aperti” per volere degli eredi o che saranno oggetto di futuri versamenti.

Dopo una iniziale ricognizione, che ha permesso di evidenziare le documentazioni già catalogate, quelle parzialmente e quelle ancora non descritte, si è deciso che la prima operazione da compiere, in stretta collaborazione con IBC, fosse il riversamento in IBC-xDams di alcuni cataloghi già esistenti. In particolare sono stati riversati: il “Fondo principale”; l’epistolario; i lavori cinematografici (realizzati e non realizzati). Tali veri e propri subfondi, per la quantità dei materiali conservati, contengono già numerose serie solo in parte descritte e ordinate, generate, come si diceva, dalle lavorazioni precedenti e, soprattutto dal lavoro di sintesi condotto nel 2012-2013 in occasione della pubblicazione di Un prorompente Archivio, ( 2) cui rimandiamo per un approfondimento descrittivo sulle varie partizioni archivistiche.

Il riversamento ha restituito così uno scheletro di descrizione archivistica, che sta richiedendo un intervento di standardizzazione e di integrazione descrittiva, nonché il lavoro di collegamento tra altre parti dell’archivio.

Si sta perciò conducendo un lavoro di editing e standardizzazione delle descrizioni: da un lato rilevando e valorizzando anche le informazioni estratte dalle unità di condizionamento fisico, fascicoli, camicie, buste, etc.; dall’altro lato producendo nuove descrizioni sia per le singole unità archivistiche che per i livelli archivistici intermedi e per le sezioni non descritte in maniera organica in precedenza. Ad esempio, mettendo in evidenza i diversi materiali che compongono i fascicoli, si sono segnalate e descritte fotografie o materiali a stampa ivi contenuti.

Questo particolare tipo di impegno ha permesso di restituire una corretta situazione dello stato fisico delle documentazioni conservate, dando conto di alcuni interventi precedenti, dello stato dell’usura, verificando la correttezza dei conteggi, implementando la diversa tipologia di materiali presenti, e esplicitando le intestazioni corrette desunte dai documenti, valorizzando gli stessi contenuti presenti nelle carpette originarie e nelle camicie di contenimento con opportuni rimandi nel corpo del testo delle descrizioni. Si sta, inoltre, curando l'integrazione e la contestualizzazione puntuale per restituire, quando possibile, una corretta datazione dei singoli materiali, collegando anche documenti conservati in altri segmenti dell’archivio, quali l’epistolario, le recensioni, etc.

È di particolare rilievo il lavoro che è stato condotto, sinora, sul subfondo dei Soggetti cinematografici realizzati e su quelli non realizzati, nonché sulle partizioni archivistiche del “Fondo principale” che contengono altri progetti di Cesare Zavattini legati alla sua attività di sceneggiatore e regista ( La Veritàaa e The Children of Sanchez). Per quanto concerne questi segmenti archivistici è stato realizzato un importante ed accurato lavoro di integrazione della descrizione archivistica e del corredo bibliografico, aggiungendo, ove presenti, le più recenti ricerche italiane e straniere sull’opera di Zavattini, nonché i collegamenti con materiali e documentazione conservata in archivi italiani e stranieri. Si tratta, ovviamente, di una modalità di lavorazione che è in corso di implementazione anche per le restanti partizioni dell’archivio.

L’obiettivo più vicino di questo intervento è la pubblicazione nel 2018 nel sistema informativo IBC Archivi, dell’inventario descrittivo delle principali partizioni attualmente depositate ed accessibili dell’archivio di Cesare Zavattini.

Conclusioni

Questa brevissima sintesi ha, da una parte, l’obiettivo di testimoniare e dare notizia di un intervento che aumenterà la visibilità e la consultabilità di un archivio unico e straordinario come quello dello sceneggiatore emiliano. Sull’altro versante, tuttavia, il progetto di inventariazione e collocazione nel sistema informativo IBC Archivi di un archivio così importante significa, per l’ente conservatore - una biblioteca comunale che ha una lunga storia di collezioni e archivi personali donati e catalogati, oltre che messi in valore con mostre, cataloghi e visite guidate - dotarsi non solo di spazi congrui e attrezzati (cosa che è già stata effettuata), ma anche valorizzare e rafforzare uno staff specializzato nella gestione degli archivi contemporanei e progettare delle linee-guida generali relative al deposito, al trattamento e all’accesso di queste importanti risorse culturali.

In effetti sempre più la Panizzi, luogo centrale dell’identità culturale e della sociabilità di Reggio Emilia, sta diventando anche un centro che conserva e valorizza il patrimonio di memorie culturali e documentali che la pongono in stretto collegamento con il contesto nazionale e internazionale. La valorizzazione e la comunicazione alla quale sono chiamati ormai tutti gli enti pubblici dal recente quadro normativo, sono sollecitazioni raccolte dalla Panizzi nella direzione dell’innovazione dei servizi culturali, da un lato, e, dall’altro, del rinnovamento della stessa biblioteca sempre più anche ente di conservazione rivolto a patrimoni archivistici.

Anche in questo senso, l’archivio di Zavattini, continua a rappresentare “un prorompente archivio”.

Note

1 Per un approfondimento sulla produzione pittorica si veda Un archivio dell’arte. Cesare Zavattini e la pittura, a cura di Giorgio Boccolari e Orlando Piraccini, Bologna, Editrice Compositori, 2009 (IBC “Immagini e Documenti”).

 

2 Un Prorompente Archivio: Cesare Zavattini alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, a cura di Giorgio Boccolari e Orlando Piraccini, Bologna, Editrice Compositori, 2013 (IBC “Immagini e Documenti”).

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