Rivista "IBC" XXIII, 2015, 3

convegni e seminari, leggi e politiche, progetti e realizzazioni

Il progetto "PU-ER" inaugura un gemellaggio tra la Regione Emilia-Romagna e la Puglia. Obiettivo: trasferire conoscenze e buone pratiche in materia di standard museali.
Uniti dalla qualità

Laura Carlini Fanfogna
[IBC]
Paola Di Marzo
[Associazione "ArTA - Archeologia Turismo Arte"]
Francesca Fabbri
[IBC]
Giulia Pretto
[IBC]

Tra la Regione Emilia-Romagna e la Regione Puglia è nato un gemellaggio per trasferire conoscenze e buone pratiche in materia di standard museali. Questo progetto, denominato "PU-ER", ha fornito degli strumenti condivisi di lavoro tra le due regioni, attraverso workshop, visite e giornate di presentazione con i direttori dei musei emiliano-romagnoli e pugliesi, che hanno permesso di creare un tavolo di lavoro efficace per trasmettere metodologie, conoscenze, sistemi innovativi e, in generale, esperienze. 1


Il progetto "PU-ER"

"PU-ER" è la prima iniziativa di questo tipo in Italia, interamente finanziata da risorse comunitarie nell'ambito di "AGIRE POR", strumento attuativo del Programma operativo nazionale "Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013", cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Il programma di lavoro prevede vari workshop e incontri tra i funzionari regionali e gli operatori dei musei, sia in Puglia sia in Emilia-Romagna, e si conclude alla fine del 2015.

L'obiettivo generale del gemellaggio parte dal trasferimento delle modalità attraverso cui la Regione Emilia-Romagna, tramite l'Istituto per i beni culturali (IBC), ha recepito, a livello regionale, le indicazioni contenute nel Decreto ministeriale 10 maggio 2001 "Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei" e l'intero processo di riconoscimento dei musei di qualità.

Il gemellaggio è volto, inoltre, a trasferire i risultati, le valutazioni e le analisi scaturite dal Tavolo tecnico che unisce il Ministero per i beni e le attività culturali e le regioni sui livelli minimi della valorizzazione, istituito nel 2012 per aggiornare e integrare i requisiti e gli obiettivi di qualità individuati dall'atto di indirizzo del 2001.

Nell'ambito del Tavolo tecnico è stato elaborato un documento da parte dei referenti delle regioni Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto, rappresentanti della Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale e del Segretariato generale del Ministero e rappresentanti di ICOM Italia (maggio 2013). Gli esiti del lavoro del Tavolo sono stati utilizzati per arricchire la cassetta degli attrezzi del gemellaggio con contenuti innovativi già condivisi a livello nazionale e interregionale.

Le esperienze, le metodologie, i sistemi organizzativi e gestionali, anche alla luce dei nuovi orientamenti, costituiscono la base per un'ulteriore analisi dell'evoluzione del concetto di standard minimi di funzionamento e di sviluppo dei musei, dove questi ultimi sono intesi come parte di sistemi culturali integrati. Un'offerta culturale aggregata tra istituti e luoghi di cultura presenti in ambiti definiti e in grado di rappresentare identità territoriali organizzate e gestite sulla base di percorsi avanzati di valorizzazione, di sviluppo e cooperazione interistituzionale, permette un miglioramento della qualità dei servizi e un accrescimento dell'attrattività del territorio.

Oltre a trasferire le buone pratiche già avviate dall'amministrazione offerente (l'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna) all'amministrazione destinataria (la Regione Puglia), l'obiettivo generale del gemellaggio è intraprendere un percorso condiviso di riflessione e di crescita delle amministrazioni coinvolte (nazionali e regionali), consce di dover essere al passo con la strategia di "Europa 2020" e con la prossima programmazione dei fondi strutturali europei. Attivare, quindi, un meccanismo in cui le regole e le linee guida di intervento sugli standard minimi mirino a favorire l'investimento in cultura, intesa quale strumento di sviluppo locale e regionale, di inclusione sociale, di rigenerazione urbana, di sviluppo rurale e occupazionale, di promozione della creatività e di nuovi processi innovativi, così come emerge dagli orientamenti della Commissione europea sulle politiche di coesione nel 2014-2020.

I risultati finali conseguiti, una volta sperimentati e attivati dalle amministrazioni, potranno così costituire validi ed efficaci strumenti, ulteriormente utilizzabili nel trasferimento di buone pratiche verso altre amministrazioni regionali e nazionali interessate allo sviluppo degli standard museali, anche attraverso l'avvio di progetti di gemellaggio futuri.


Alla scoperta dei musei di qualità dell'Emilia-Romagna

La prima occasione pubblica di presentazione del progetto "PU-ER" si è tenuta a Bari il 7 ottobre del 2014, quando IBC, Regione Puglia, Ministero per i beni e le attività culturali e Ministero per lo sviluppo economico hanno illustrato il progetto agli operatori museali e alla stampa. Quindi il primo workshop del gruppo di lavoro composto da funzionari dell'IBC e della Regione Puglia, e responsabili dei musei pugliesi, si è tenuto a Bologna tra il 17 e il 19 febbraio 2015.

Durante il workshop i funzionari dell'IBC hanno presentato tutti gli ambiti entro i quali erano stati stilati gli standard di qualità per i musei emiliano-romagnoli, con viva attenzione e partecipazione dei referenti del progetto per la Regione Puglia. L'analisi ha messo in luce le potenzialità del procedimento per il riconoscimento dei musei di qualità, gli aspetti più critici e le opportunità per i musei. I due giorni successivi, come da agenda, prevedevano visite ad alcuni musei della provincia di Modena e della città di Bologna. Il 18 febbraio il gruppo di lavoro ha visitato il Museo di Palazzo Pio di Carpi, il Museo della bilancia di Campogalliano e i Musei civici di Modena.

Al Museo di Palazzo Pio di Carpi, la direttrice Manuela Rossi e Giovanni Gnoli, dirigente del Settore restauro e conservazione del patrimonio immobiliare artistico e storico del Comune di Carpi, hanno illustrato la storia dell'istituto culturale e le attività messe in opera per la salvaguardia e la sicurezza del patrimonio storico-artistico in caso di rischio. Manuela Rossi ha raccontato, inoltre, l'esperienza del corso di approfondimento sulla "Gestione dei rischi" organizzato dall'IBC e gestito da esperti dell'ICOM e dell'UNESCO, tenutosi proprio a Palazzo Pio con la partecipazione di molti direttori di musei di qualità della regione. La direttrice ha poi accompagnato il gruppo nella visita degli spazi di Palazzo Pio, raccontando le vicende più importanti della città e illustrando il proprio racconto con la visione degli oggetti custoditi nell'interessante percorso espositivo del Museo della Città.

La mattinata è proseguita con la visita al Museo della bilancia di Campogalliano, guidati dal direttore Maurizio Salvarani: un piccolo museo che racchiude una collezione unica nel suo genere e che ha un forte rapporto con il suo territorio, e un'offerta educativa aggiornata sulle più interessanti esperienze nazionali e internazionali.

L'ultima tappa della giornata prevedeva la visita ai Musei civici di Modena, insieme a due guide d'eccezione, la direttrice Francesca Piccinini, che ha condotto il gruppo alla scoperta delle collezioni permanenti, e la curatrice Cristiana Zanasi, che ha illustrato la pregevole mostra archeologica intitolata "Le Urne dei Forti". L'ultima giornata si è tenuta al MAMbo, il Museo d'arte moderna di Bologna, accompagnati da Uliana Zanetti, responsabile delle attività espositive e delle collezioni.


Il viaggio in Puglia

Nell'aprile del 2015 si è tenuto il secondo workshop del progetto "PU-ER", questa volta in Puglia. Presso l'Auditorium dell'Archivio di Stato di Bari, nella Cittadella della Cultura, si è svolta una giornata di presentazione dei requisiti per il riconoscimento della qualifica di museo di rilevanza regionale. L'appuntamento ha visto la numerosa partecipazione di direttori e funzionari museali pugliesi, che hanno così avuto occasione di conoscere i criteri qualitativi che la Regione Puglia intende adottare per mettere a sistema i propri musei.

Nelle giornate successive il gruppo ha visitato alcuni musei situati a nord di Bari: la Galleria nazionale della Puglia "Girolamo e Rosaria De Vanna", all'interno del Palazzo Sylos Calò di Bitonto, dove la direttrice Filomena Barbone ha raccontato le attività collaterali che si fanno negli spazi museali per attirare visitatori; la Pinacoteca "Giuseppe De Nittis" nel Palazzo della Marra di Barletta, con la guida appassionata della direttrice Santa Scommegna; il Museo civico di Foggia con la direttrice Gloria Fazia, che è tra i referenti pugliesi del progetto "PU-ER"; il rinnovato e tecnologico Complesso di Santa Scolastica di Bari, che è in parte ancora in fase di allestimento, insieme a Paola Di Marzo, dell'Associazione "ArTA - Archeologia Turismo Arte" e alla dirigente del Servizio Pinacoteca della Città metropolitana di Bari, Clara Gelao, che poi ha accompagnato il gruppo anche alla visita della Pinacoteca di Bari "Corrado Giaquinto", situata nel Palazzo della Provincia.

Il terzo incontro del gruppo di lavoro si è svolto nuovamente in Puglia, a metà maggio. Anche questa volta è stata realizzata una giornata di presentazione dei requisiti per il riconoscimento della qualifica di museo di rilevanza regionale, incontro aperto a tutti i responsabili dei musei della regione Puglia, e nei giorni successivi sono stati visitati due musei archeologici provinciali del territorio meridionale della Puglia, che hanno fatto conoscere ai colleghi emiliano-romagnoli alcuni importantissimi reperti archeologici messapi: il Museo "Francesco Ribezzo" di Brindisi e il Museo "Sigismondo Castromediano" di Lecce. Non è mancato anche un fuori programma nella bellissima Polignano a Mare, dove la visita alla città è stata anche deliziata dalla visione del Museo Fondazione "Pino Pascali", con il suo meraviglioso spazio espositivo a picco sul mare.

Altri due incontri, uno in Emilia-Romagna e uno in Puglia, con la presentazione ai musei pugliesi dei requisiti di qualità redatti grazie a questo progetto, sono in programma tra settembre e ottobre 2015.

[Laura Carlini Fanfogna, Francesca Fabbri, Giulia Pretto]


La Puglia verso il percorso di riconoscimento museale

Il progetto "PU-ER" è stato occasione di analisi, approfondimento, scoperta e confronto sia tra i musei e gli operatori della Regione Puglia, sia tra due realtà molto diverse tra loro, come l'Emilia-Romagna e la Puglia. Spesso si sente parlare di rete o sistema museale, parole e concetti ormai inflazionati ma, nonostante questo, difficili da costruire. Per il progetto "PU-ER" molti direttori di musei pugliesi hanno condiviso durante quest'anno qualcosa di importante: non solo tavoli di lavoro, documenti, slide ma anche un viaggio, un viaggio nel mondo dei musei, un viaggio in Emilia-Romagna come in Puglia, un viaggio vero. Per la prima volta un "faccia a faccia con valigia in mano", vissuto allo scopo di condividere un'esperienza. Per comporre il team sono stati scelti alcuni dei direttori museali di Puglia, coprendo uniformemente il territorio regionale da Foggia a Lecce. Un gruppo di lavoro nuovo, creato appositamente per questo progetto; con loro, i funzionari della Regione Puglia - Servizio beni culturali.

Il workshop bolognese di febbraio è stato un'occasione di conoscenza, confronto e condivisione di buone pratiche. I direttori di musei sono stati chiamati in prima persona a lavorare ed elaborare i criteri minimi di qualità. Proficuo e arricchente è stato il confronto tra i due gruppi di lavoro: non una conferenza ma un reale tavolo di lavoro, che ha consentito alla Puglia di poter esplorare il "modello Emilia-Romagna" e nello stesso tempo poterne elaborare uno proprio. L'IBC ha messo a disposizione il gruppo di esperti che da anni, ormai, lavora sugli standard di qualità, e ognuno di loro ha raccontato e spiegato l'iter seguito per ogni ambito. Ci si è accorti che, oltre a stilare i criteri minimi di qualità, la complessità sta nel doverli poi trasmettere, facendoli comprendere e intraprendere da ogni museo. Il cammino verso il riconoscimento, non sempre condiviso e riconosciuto, è stato un lavoro costante di affiancamento. La visita ai musei ha fatto toccare con mano il lavoro fino a oggi svolto.

Gli standard coinvolgono ogni aspetto della vita di un museo e per questo il percorso verso la qualità è davvero molto lungo. Il viaggio nei musei emiliano-romagnoli ha aiutato i direttori museali pugliesi a fare un confronto tra le due regioni. Le diversità emerse partono proprio dalla diversa realtà sociale e dalla diversa tipologia di musei: sul territorio che va da Rimini a Piacenza, infatti, vi è una grossa rilevanza di musei civici, ancorati al tessuto urbano. Gli standard hanno determinato, per esempio, un riordino delle figure professionali richieste all'interno di un museo oppura hanno portato ad attivare piani di emergenza e sicurezza a causa delle calamità naturali.

È nato in tal modo un confronto aperto e sincero. Il progetto ha consentito di andare al di là dei rapporti formali, molto spesso ridotti a brevi incontri. I direttori pugliesi hanno avuto modo di conoscersi tra loro e di raccontare della propria realtà, di quanto c'è di buono e di quanto si potrebbe migliorare. L'analisi della realtà pugliese, seguita dalla visita ai musei stessi, durante il secondo workshop in Puglia, ha fatto emergere una riflessione importante: tale modalità di lavoro, visita ai musei e confronto diretto tra i direttori, dovrebbe essere praticata periodicamente in regione, in quanto reale condivisione di idee e buone pratiche.

Il regolamento per il riconoscimento regionale dei musei e l'individuazione dei requisiti di qualità è stato poi condiviso più volte con tutti gli altri musei non facenti parte del gruppo di lavoro, convocati in una conferenza plenaria. Nel lavoro di elaborazione si è sempre sottolineata la specificità dei musei pugliesi, onde evitare un rischio insito in questi progetti di gemellaggio, ovvero una certa tendenza all'omologazione, per cui si cerca di fare proprie delle modalità vincenti ma non confacenti alla propria realtà.

Al termine di questo percorso il regolamento approvato ha cercato di soddisfare le annotazioni arrivate dai diversi musei e di rispondere alle esigenze più pregnanti, come quelle che riguardano al definizione delle figure professionali o l'inventariazione dei beni conservati. Ora si è giunti alla sperimentazione del questionario di autovalutazione, testato su una decina di musei. Si aspetta, perciò, la fine del progetto per dare avvio a un reale processo di riconoscimento.

[Paola Di Marzo]

 

Nota

[ 1] Le amministrazioni partecipanti al progetto "PU-ER":

· amministrazione nazionale: Ministero per i beni e le attività culturali - Direzione generale per l'organizzazione, gli affari generali, l'innovazione, il bilancio e il personale;

· amministrazione offerente: Regione Emilia Romagna - Istituto per i beni artistici, culturali e naturali;

· amministrazione destinataria: Regione Puglia;

· amministrazione di coordinamento: Ministero dello sviluppo economico -Direzione generale per la politica regionale unitaria comunitaria - Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica.

Al progetto "PU-ER" collaborano:

· per l'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna: Laura Carlini Fanfogna, Francesca Fabbri, Valentina Galloni, Isabella Giacometti, Fiamma Lenzi, Giovanni Battista Pesce, Giulia Pretto, Margherita Sani, Iolanda Silvestri, Patrizia Tamassia, Valeria Villani;

· per la Regione Puglia: Mauro Paolo Bruno, Massimiliano Colonna, Domenica De Biase, Daniela De Vincentis, Paola Di Marzo, Gloria Fazia, Francesco Palumbo, Saverio Pansini, Silvia Pellegrini, Anna Lucia Tempesta, Susanna Torres, Sonia Vivaqua;

· per il Ministero per i beni e le attività culturali: Antonella Arancio, Donatella Basso, Elisabeth Giuliana Eleonora Videtta;

· per l'Agenzia per la coesione territoriale: Pina Babbini, Stefania Cantagalli, Stefania Civello, Federico Lasco, Riccardo Monaco.

 

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