Rivista "IBC" XV, 2007, 3

didattica, mostre e rassegne, progetti e realizzazioni

I Musei comunali di Rimini fanno il punto sul loro trentennale rapporto con la scuola.
Rimini: la didattica fa centro

Angela Fontemaggi
[Musei comunali di Rimini]
Orietta Piolanti
[Musei comunali di Rimini]

Concluso l'anno scolastico, anche per i Musei comunali riminesi (il Museo della città e il Museo degli sguardi) è tempo di bilanci: i dati sui visitatori consegnano un trend di crescita superiore al 20% con un totale complessivo fra settembre 2006 e giugno 2007 di 12.336 ragazzi dalla scuola materna fino all'università. Un traguardo raggiunto grazie alla fidelizzazione del rapporto con le scuole del territorio e all'apertura verso il panorama nazionale tramite il turismo scolastico, che sempre più dimostra di apprezzare Rimini come città di cultura. Tale interesse è all'origine di una proposta riservata alle classi in viaggio di istruzione, dal titolo "Benvenuti a Rimini", un'occasione per scoprire il fascino della storia di quella che, nell'immaginario collettivo, è la capitale delle vacanze e del divertimento. L'analisi del rapporto scuola-museo mette in luce non solo la crescita numerica, ma il consolidarsi e l'ampliarsi di un'esperienza che è frutto del lavoro costante, qualificato e appassionato di molti: un lavoro iniziato alla metà degli anni Settanta, che ha avuto il suo riconoscimento ufficiale nel 2003 con l'accreditamento come ente di formazione da parte del Ministero della pubblica istruzione, riconfermato nel luglio 2006.

Attori nel delicato e vivace dibattito che vede l'identità della didattica museale sospesa fra definizioni quali insegnamento, apprendimento, educazione, divertimento, i Musei riminesi non possono che constatare, da parte dei ragazzi, una risposta sempre più spontanea agli inviti rivolti. Così, a pochi giorni dalla chiusura della scuola, i corridoi sono tornati a riempirsi delle voci di bambini e adolescenti richiamati da un evento oramai molto atteso e non solo dagli adulti, il "Festival del Mondo Antico" (14-17 giugno 2007; antico.comune.rimini.it). "Mamma, non andiamo in centro! Entriamo a visitare il Museo!", oppure "Mio figlio ha scelto di partecipare a questi eventi", o ancora "Spero ci sia ancora posto per quel laboratorio. Altrimenti i miei bambini resterebbero delusi!": sono soltanto alcune delle frasi che ci siamo sentiti ripetere nei giorni del Festival, testimonianze del desiderio di trascorrere momenti del proprio tempo libero al museo, un ambiente divenuto evidentemente familiare e percepito sì come luogo di apprendimento ma soprattutto di piacere. A conferma che si può anche imparare divertendosi, come suggerisce anche lo slogan "Oh che bel Museo!" che da qualche anno sigla la rassegna di proposte domenicali indirizzate ai ragazzi e alle loro famiglie.

Nell'estate riminese, con allegria e curiosità, i piccoli visitatori tornano a invadere i musei per partecipare a laboratori, giochi, racconti animati, cacce al tesoro: ora con i centri estivi, ora in occasione della festa di un borgo cittadino, ora nella magica atmosfera delle "Sere d'Estate". Occasioni in cui il Museo della città dilata i propri spazi per fondersi con il tessuto urbano di cui custodisce la memoria, mentre il Museo degli sguardi si offre come ambiente ideale per la conoscenza e il confronto con culture diverse. Per i ragazzi, come per gli adulti, anche i Musei di Rimini si trovano oggi al centro di un evidente interesse sociale: qui, nell'incontro con l'eredità del passato o con mondi distanti, è forse più facile far crescere la propria identità e insieme comprendere le diversità di chi, giunto da paesi lontani, ci vive oggi accanto.

 

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