Rivista "IBC" XV, 2007, 1

biblioteche e archivi / pubblicazioni, storie e personaggi

Il dono di Malatesta Novello. Atti del Convegno, Cesena 21-23 marzo 2003, a cura di L. Righetti e D. Savoia, Cesena, Società Editrice "Il Ponte Vecchio", 2006; P. Errani, Libri, frati e giacobini. Le vicende della Biblioteca Malatestiana nel periodo francese e la nascita della Biblioteca Comunale (1797-1813), con un saggio di A. Emiliani, Bologna, IBC - Editrice Compositori, 2006.
Il dono dei Malatesti

Zita Zanardi
[IBC]

Carl Gustav Jung chiamava "coincidenze significative" i casi in cui la volontà del destino e quella dell'uomo, per qualche oscura ragione indipendente da qualunque rapporto causale, collimano. La definizione è necessariamente semplificata, ma ben si adatta all'occasione: quasi quattro anni fa, nel marzo 2003, si svolse a Cesena un convegno di studi, "Il dono di Malatesta Novello", organizzato per celebrare i 550 anni dall'apertura della Biblioteca Malatestiana. L'Emilia-Romagna è una delle regioni italiane più prolifiche in questo settore e, pur non avendo niente di paragonabile, per grandezza, alle due Nazionali centrali (quella di Firenze e la "Vittorio Emanuele II" di Roma) possiede tuttavia alcuni gioielli: la Biblioteca comunale di Cesena è uno di questi e, senza nulla voler togliere alle altre, sicuramente il più particolare.

Il dono che volle fare l'ultimo signore di Cesena, Domenico dei Malatesti - detto, per suo stesso desiderio, Malatesta Novello - è il più prezioso che una città possa ricevere: un luogo destinato alla cultura, per di più con due caratteristiche peculiari: la sua funzione originaria è proprio quella di luogo destinato alla custodia e consultazione di libri, ed è considerata la prima biblioteca civica italiana, grazie ai rapporti con il Comune intrattenuti fin dagli inizi da Malatesta Novello, evidentemente convinto che la sorveglianza da parte di una "amministrazione pubblica" avrebbe assicurato maggiori garanzie di tutela e di conservazione.

La splendida sala progettata da Matteo Nuti è arrivata fino a noi praticamente integra, nel contenuto e nel contenitore, nonostante gli accadimenti di cinque secoli e mezzo, tra i quali nel 1797 l'occupazione dell'esercito francese di Napoleone, che trasformò in una caserma tutto il complesso monastico di San Francesco, entro il cui perimetro sorgeva la libraria domini. Esauriente ed esemplificativa, a tale proposito, risulta la lettura della bella introduzione di Paola Errani al volume Libri, frati e giacobini. Le vicende della Biblioteca Malatestiana nel periodo francese e la nascita della Biblioteca Comunale (1797-1813), da lei curato per la collana "ERBA - Emilia-Romagna Biblioteche Archivi" della Soprintendenza regionale per i beni librari e documentari.

Di questa Biblioteca (www.malatestiana.it) è già stato detto tanto e ancora tanto sarà detto, ma chi ancora non la conosce, o la vuole conoscere meglio, può leggere (o rileggere) la descrizione che ne fece Augusto Campana nel lontano 1932, nel volume dedicato alla nostra regione e curato da Domenico Fava dei Tesori delle Biblioteche d'Italia. Al grande studioso romagnolo - che ne fu direttore reggente ancora giovanissimo nel biennio 1926-1927 e poi ancora dal giugno 1963 al dicembre dell'anno dopo - fu doverosamente dedicato il primo intervento del convegno del 2003, che ha onorato degnamente questa importante istituzione. Pochi mesi dopo, in coincidenza con l'apertura della mostra "Malatesta Novello magnifico signore", organizzata come naturale appendice, venne segnalata sul mercato antiquario la presenza di un manoscritto (un Commune sanctorum) facente parte della serie che il cardinale Bessarione aveva commissionato come dono per il monastero dei Francescani osservanti di Bisanzio. L'alto prelato, nato a Trebisonda, che tanta parte ebbe anche nella storia cittadina bolognese durante la sua legazione, si era venuto creando negli anni una ricca raccolta libraria costituita dai più importanti testi classici latini e greci che lasciò, per evitarne la dispersione dopo la sua morte, alla Biblioteca veneziana di San Marco.

I libri liturgici (probabilmente una ventina) erano destinati invece al convento orientale per il legame che il Bessarione aveva con i frati dell'Osservanza di cui era anche divenuto protettore. Dopo la caduta dell'Impero d'Oriente, nel 1453, i volumi presero un'altra, più sicura destinazione e vennero donati al convento cesenate degli osservanti. Il motivo? Le "affinità elettive" dei due grandi personaggi, accomunati dalla predilezione per i frati e dalla passione per i libri, la cui produzione patrocinavano entrambi presso gli scriptoria del tempo.

Di questa serie, la Biblioteca Malatestiana, prima del 2003, possedeva i sette superstiti, esposti in permanenza nella sala della Biblioteca Piana, posta proprio di fronte all'aula del Nuti. Quando l'ottavo manoscritto è comparso nel catalogo di Christie's, il coinvolgimento è stato rapido e unanime: grazie allo sforzo sinergico del Comune, della Fondazione Cassa di risparmio di Cesena e della Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'Istituto per i beni culturali, il prezioso volume è andato ad aggiungersi agli altri, contribuendo evidentemente a incrementare il valore complessivo, sia dal punto di vista storico, che bibliografico e artistico.

Nel 2006 vengono quindi dati alle stampe gli atti del convegno, raccolti in un corposo volume, testimone tangibile di quanto è stato detto ed è ancora possibile dire di questa istituzione e dell'inestimabile patrimonio librario che custodisce. Le belle immagini che lo corredano non rendono giustizia - e come potrebbero? - allo splendore delle miniature e delle incisioni. Non si darà qui conto di ogni singolo intervento (29 in tutto): non sarebbe possibile e risulterebbe ovviamente riduttivo. Chi assistette al convegno potrà rinfrescare la memoria circa quanto fu detto, gli assenti coglieranno l'occasione per approfondire la conoscenza del "dono" di Malatesta Novello e del cardinale Bessarione.

Poco tempo dopo la pubblicazione degli atti, il 19 maggio, a conclusione di questa serie di "coincidenze significative" si è tenuta, a Cesena, la cerimonia ufficiale di inserimento della Libraria domini nel Registro UNESCO della "Memoria del Mondo": la Biblioteca Malatestiana è così il primo bene culturale italiano che ne entra a far parte. Questo processo, avviato nel 1992 dall'Organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura, si pone l'obiettivo di raccogliere il patrimonio documentario che presenta peculiari caratteristiche di universalità e di unicità, nonché di particolare interesse per la storia dell'umanità e l'istituzione cesenate, come è riportato nel registro stesso, "contiene lavori di filosofia, teologia e scritti di natura biblica, così come di letteratura scientifica e classica di differenti provenienze. È un raro esempio di una completa e meravigliosa collezione conservata dalla metà del XV secolo, appena prima dell'avvento della stampa in Europa [...]. La collezione è contenuta nell'originale edificio di Cesena".

 

Il dono di Malatesta Novello. Atti del Convegno, Cesena 21-23 marzo 2003, a cura di L. Righetti e D. Savoia, Cesena, Società Editrice "Il Ponte Vecchio", 2006, 656 p., euro 25,00; P. Errani, Libri, frati e giacobini. Le vicende della Biblioteca Malatestiana nel periodo francese e la nascita della Biblioteca Comunale (1797-1813), con un saggio di A. Emiliani, Bologna, IBC - Editrice Compositori, 2006 (ERBA, 61), 194 p., euro 15,00.

 

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