Rivista "IBC" XXV, 2017, 4

pubblicazioni, storie e personaggi

Uno dei progetti selezionati per l’edizione 2012 di “Io amo i beni culturali” restituisce il clima culturale e politico sotteso al primo conflitto mondiale attraverso i registri di un liceo bolognese.
Lavagne armate

Vittorio Ferorelli
[IBC]

Assetati di vendetta. Votati al sacrificio. Pronti a morire per una guerra santa. Non è il profilo dei terroristi odierni, “nemici dell’Occidente”. Sono i padri dei nostri nonni, così come venivano dipinti dalla propaganda che li voleva tutti schierati sul fronte della Prima guerra mondiale, un conflitto tra i più sanguinosi della storia: i soldati morti, stando alle stime complessive, furono più di sedici milioni. La Grande Guerra fu tale solo per le dimensioni dei cimiteri che produsse, per i reparti psichiatrici che alimentò e per gli industriali che si arricchirono grazie alle commesse militari, ma molti italiani, all’epoca (e anche in seguito) ne fecero una nobile causa, creando un luminoso empireo di eroi, martiri e santi della trincea.

Tra questi adepti del culto bellico c’era anche Ida Folli, insegnante della Scuola normale femminile “Laura Bassi” di Bologna. Tra il 1915 e il 1918, insieme ai suoi familiari, raccolse lettere e cartoline di soldati e le unì alle fotografie e alle testimonianze di alcune delle glorie nazionali (Francesco Baracca, Cesare Battisti, Damiano Chiesa, Fabio Filzi, Decio Raggi, Nazario Sauro). L’obiettivo era comporre, a beneficio dei suoi scolari presenti e futuri, un vero e proprio “altare della patria”.

Chissà se Ida Folli immaginava che, un secolo dopo, altri studenti e altre studentesse del Liceo “Laura Bassi” avrebbero analizzato le sue carte, oggi conservate dal Museo civico del Risorgimento? È proprio ciò che è avvenuto grazie al progetto “Legami di carta”, selezionato nel 2012 dalla seconda edizione del concorso “ Io amo i Beni Culturali”, promosso dall’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna.

Realizzato nel corso dell’anno scolastico 2012-2013 da cinque classi della sezione E del Liceo, il progetto ha incrociato i materiali del fondo “Folli” con quelli custoditi nell’ archivio storico della scuola: i registri annuali e gli incartamenti di segreteria relativi al periodo 1914-’18. Gli esiti dell’indagine, frutto del lavoro svolto da 127 ragazzi e ragazze, sono ora disponibili nel volume Legami di carta. Soldati in trincea, alunne tra i banchi: intersezioni tra archivi della Grande Guerra, curato da Maria Giovanna Bertani per l’editore BraDypUS.

Dai registri sono stati ricavati i dati per redigere un censimento delle alunne dell’epoca, il loro andamento scolastico e la composizione delle classi. Inserendo i cognomi paterni nei database “Grande Guerra Virtuale” (del Museo del Risorgimento) e “Ossario della Grande Guerra” (del Museo virtuale della Certosa di Bologna) si è risaliti ai familiari morti nel conflitto, ricostruendo le microstorie di persone, affetti e relazioni, ora pubblicate anche sul portale “ Storia e memoria di Bologna”.

Le lettere inviate dai soldati, decodificate e trascritte, hanno permesso di individuare le notizie relative alla guerra, alla concezione della patria e ai sentimenti personali degli individui in carne e ossa, mentre l’analisi iconografica delle cartoline ha dato modo di isolare i nuclei ideologici che stavano alla base (ieri come oggi) della manipolazione del pensiero necessaria a giustificare una dose così massiccia di lutti, sofferenze e privazioni.

L’indagine condotta sugli incartamenti scolastici, infine, ha svelato il ruolo-chiave affidato, in questa epidemia collettiva di propaganda, agli insegnanti e agli stessi alunni: anche a loro, impegnati sul fronte interno, era chiesto di partecipare allo sforzo, confortando chi soffriva nel fango o nelle infermerie, ma soprattutto alimentando l’illusione collettiva che quella sofferenza avesse, oltre a una funzione vitale, anche un alto valore morale.

“Quando la bufera di guerra sarà cessata, e alle regioni d’Italia, ormai redente dal pianto, sorriderà senza tramonti il sole della libertà, noi ci raccoglieremo alla bella rassegna dei cari nomi e, per l’azione concorde di Insegnanti e di alunni, la Scuola onorerà, con solennità degna di loro e di sé, i prodi suoi figli”: così inneggiava un provveditore in una circolare inviata agli istituti bolognesi nel 1915. Cento anni dopo, depurato dalla retorica ingannevole e ridotto all’essenza, quell’auspicio di onorare la memoria è stato accolto.

Volume:

Legami di carta. Soldati in trincea, alunne tra i banchi: intersezioni tra archivi della Grande Guerra, a cura di M. G. Bertani, Roma, BraDypUS Editore, 2017.

Legami di carta. Soldati in trincea, alunne tra i banchi: intersezioni tra archivi della Grande Guerra, a cura di M. G. Bertani, Roma, BraDypUS Editore, 2017.

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