Rivista "IBC" XXV, 2017, 4

biblioteche e archivi / pubblicazioni

Nell’autunno del 2017, prima in libreria e poi con Il Resto del Carlino, è uscita la guida “Le Torri di Bologna”, edita da i Libri di Emil.
Ma quante belle torri

Andrea Malossini
[Scrittore e giornalista]

La guida Le Torri di Bologna è nata per caso: figlia di un romanzo storico fantasy, ambientato a Bologna negli anni ‘70 del XIII secolo ( Le chiavi del tempo), che ho recentemente pubblicato. Dopo due anni di ricerche per ricostruire la Bologna del Duecento, dalle strade agli edifici religiosi fino alle torri, e quasi terminato il romanzo, ho pensato che con il materiale raccolto e le conoscenze acquisite sulle torri medievali bolognesi, una guida turistica sull’argomento ci stava eccome.

Dopo un breve confronto con l’editore (I Libri di Emil), decidemmo di pubblicare romanzo e guida insieme. Io felice di pubblicare il romanzo, e l’editore di pubblicare una guida che a Bologna ancora mancava, e dunque con buone prospettive commerciali.

Benché il materiale raccolto fosse veramente abbondante, e le fonti disponibili altrettanto ricche, per trasformarli in una guida turistica mancava ancora la parte redazionale e soprattutto trovare il modo per accompagnare ed emozionare il turista - o il bolognese curioso - alla scoperta delle torri.

Dunque, per quasi un anno ho fatto il turista nella mia città, alla ricerca dei segreti delle torri medievali. Le 22 torri esistenti le ho fotografate dal piano strada, così come chiunque le può vedere. Ho cercato tracce di quelle quasi scomparse e ho sfruttato ogni occasione per vederle all’interno, partecipando a tour guidati, visitandole in solitaria e intrufolandomi negli esercizi commerciali che spesso sono ospitati al loro interno, dalla singola storica bottega fino alle grandi catene di distribuzione. Pochi immaginano che è possibile entrare liberamente in ben 14 delle 22 torri medievali bolognesi, anche se in tanti credono che, a parte l’Asinelli - e in qualche occasione la Prendiparte - per tutte le altre sia impossibile.

Per onor di cronaca, in molte delle 14 torri “aperte” non sembra d’essere in una torre medievale: muri intonacati, controsoffitti e aperture sul lato strada non proprio originali, a volte disorientano, ma per alcune il fascino del tempo resta immutato.

Oltre alle visite dal vivo e alla macchina fotografica, per documentarmi ho consultato tantissimi libri, come l’opera di Giovanni Gozzadini Delle torri gentilizie di Bologna e delle famiglie alle quali prima appartennero del 1875 o Le torri di Bologna curata da Giancarlo Roversi del 1989, ma anche libri più divulgativi, di appassionati, fino ad arrivare all’opera di Angelo Finelli, Bologna ai tempi che vi soggiornò Dante. Aspetto della città con le 180 torri gentilizie allora esistenti, del 1929 che, benché scritta da un autodidatta (Finelli faceva il ciabattino) e il numero esagerato di torri descritte, resta uno dei libri sulle torri più affascinanti.

Per la ricostruzione di Bologna e la storia degli edifici, torri comprese, la fonte principale è stata il portale web originebologna.com, curato dall’ingegner Carlo Pelagalli, basato a sua volta (ma non solo) sull’opera di Giuseppe Guidicini Cose notabili della città di Bologna ossia Storia cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati del 1870.

Infine, per immergermi nella vita del Duecento bolognese, quando le torri erano nuove fiammanti, ho seguito fin dall’inizio il progetto “ Tower and Power” di Massimo Sinigaglia e Silvia Tugnoli che, grazie alla consulenza dell’architetto Carlo De Angelis e dello storico Rolando Dondarini, ha portato alla ricostruzione in 3D del centro di Bologna, da rivivere oggi con la realtà virtuale grazie alla Macchina del Tempo, collocata presso il Museo della Storia di Bologna di Palazzo Pepoli.

La guida Le Torri di Bologna, oltre a raccontare delle singole torri esistenti o scomparse, ha alcune parti introduttive che mi sono costate molto lavoro, soprattutto quella riguardante il costo di edificazione delle torri. Per arrivare a dire che costruire una torre di 60 metri nel 1200 occorrevano 400 lire (di allora), e a quanto nella realtà queste corrispondessero, ho dovuto lavorare di fino, tanto da diventare, gioco forza, un esperto di cambio medievale: bolognini piccoli e bolognini grossi; zafferano, pepe e noce moscata; oro e argento; soldi e denari. Tutti riferimenti indispensabili per affermare che 400 lire del Duecento oggi sarebbero 68mila euro, ma che in realtà, senza poter contare sui servi della gleba (la schiavitù a Bologna, primo luogo al mondo, fu abolita nel 1256 con il Liber Paradisus), costruire una torre come quella dei Prendiparte o degli Azzoguidi, di sola manodopera, poteva costare (al salario attuale degli operai edili) circa 100 milioni di euro.

Passando ad altre curiosità - la guida ne è ricchissima - ho scoperto che diverse torri furono adoperate come prigioni: la Lambertini fu un carcere femminile, nell’Asinelli venivano imprigionati i religiosi condannati e nella Prendiparte - diventata proprietà dell’arcivescovo - ad essere messi a pane e acqua erano i colpevoli di reati contro la Chiesa. Oppure che l’Asinelli è davvero la torre medievale più alta d’Italia e la Garisenda la più pendente (più di quella di Pisa), o che la celebre città toscana di San Geminiano non detiene il primato di città più turrita (per 22 a 15 vince Bologna), dimostrando una volta per tutte che Bologna è la “Manhattan del medioevo” e le sue torri sono più vive che mai. La prova? Le 22 torri esistenti oggi ospitano tre negozi d’abbigliamento, tre bar-ristorante, una libreria, un bed and breakfast, una farmacia, un compro-oro e un negozio di oggettistica e souvenir, ai quali si aggiungono un museo, uffici comunali, la Questura, una chiesa, una Fondazione, l’Archivio di Stato e una centrale telefonica. Più vive di così.

Andrea Malossini , Le Torri di Bologna. Guida alle torri medievali bolognesi da visitare o immaginare, Bologna, I Libri di Emil, 2017, 144 pagine.

La guida propone le schede delle 22 torri medievali di Bologna ancora visibili, delle due torri-campanili e dei quattro torresotti superstiti (28 schede in totale). Sono inoltre descritte brevemente altre 66 tra torri scomparse, per le quali si hanno fonti attestate sulla loro esistenza o ne sono visibili i resti.

Delle principali torri sono riportati: nome/i; indirizzo (attuale e antico); anno di costruzione; altezza; dimensioni della base; spessore dei muri; notizie storiche sulla/e famiglia/e proprietaria/e; personaggi; eventi; curiosità; leggende; indicazioni per la visita.

In premessa, l’origine delle torri medievali bolognesi, la loro funzione nel corso dei secoli, quante furono e quando vennero costruite, come si costruivano, quanto costavano e infine la loro tipologia: torri, case torri, torresotti, campanili. Ogni torre è ritratta in foto dell’autore (55 immagini in totale), nella sua interezza e in alcuni dettagli.

 

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