Rivista "IBC" XXI, 2013, 1

media, progetti e realizzazioni

A mezzo secolo dall'apertura, la sala di consultazione della Biblioteca bolognese dell'Archiginnasio diventa digitale.
Al passo con i tempi

Marcello Fini
[Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, Bologna]

Anche se la realizzazione di una sala di consultazione all'interno della biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna, una delle più famose e importanti biblioteche civiche d'Italia, fu immaginata fin dai primi del Novecento da Albano Sorbelli, essa fu messa in opera solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale dal nuovo direttore, Alberto Serra Zanetti. L'inaugurazione avvenne l'8 giugno del 1958, al termine di complessi lavori durati quasi un decennio.

La nuova sala, concepita sull'esempio di importanti modelli europei del tempo (prima fra tutte la sala di consultazione presente nella Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera), conteneva, in quasi mille metri di scaffali disposti su tre piani, circa 23000 volumi. Le opere furono ordinate in modo sistematico, secondo la materia (Enciclopedie, Biografie, Belle arti, Scienze storiche, eccetera), criterio che veniva allora utilizzato anche per tutti gli altri documenti collocati nei depositi della biblioteca.

Anche se alcune delle opere da collocare vennero acquistate appositamente, per la maggior parte i libri furono rintracciati nelle aule storiche della biblioteca e da lì prelevati, scegliendoli tra quelli che al tempo erano considerati gli strumenti fondamentali per la ricerca scientifica: ecco quindi prendere posto, sui nuovi scaffali, dizionari, repertori biobibliografici, enciclopedie italiane e straniere, classici della letteratura, edizioni critiche greche e latine, fonti storiche, classici del pensiero filosofico e religioso.

Lo scopo dichiarato era arrivare ad avere una copertura tematica che fosse il più possibile universale e onnicomprensiva di tutto lo scibile umano: dalle scienze più propriamente umanistiche e pertinenti al mondo bibliografico, fino a quelle più strettamente scientifiche, in modo che chi accedeva a questo nuovo spazio potesse rintracciare qualsiasi tipo di informazione necessitasse in qualsiasi campo del sapere.

Anche per questa peculiarità, la sala di consultazione dell'Archiginnasio fu presa a modello dall'editore Arnaldo Forni per il suo progetto di catalogo di edizioni anastatiche, con le quali aveva l'intenzione di fornire a tutte le biblioteche l'occasione di possedere repertori ormai introvabili: tante furono le opere della nostra sala di consultazione a essere fedelmente riprodotte da Forni.


Secondo una tendenza molto diffusa negli anni Cinquanta per gli spazi di questo tipo, alla sua apertura, l'accesso alla sala di consultazione fu riservato unicamente agli studiosi, ovvero a docenti universitari, insegnanti di scuola media superiore, ricercatori e specialisti affermati in qualche materia, mentre tra gli studenti vi erano ammessi, eccezionalmente, i soli laureandi. Si venne perciò a creare, all'interno della biblioteca, una vera e propria separazione fisica tra coloro che erano definiti "veri studiosi" e il resto degli altri utenti, per così dire "normali".

Questa concezione elitaria della sala di consultazione ("È ovvio che a un reparto destinato a servire l'alta cultura e gli studi specializzati non possono essere ammessi indistintamente tutti i frequentatori delle Biblioteche", scriveva in un articolo il direttore di allora), per fortuna, nel corso dei decenni, cominciò a venire meno: a partire dagli anni Ottanta, infatti, previa iscrizione e il rilascio di una tessera, fu consentito l'entrata a tutti gli utenti maggiorenni. Dal 1996, infine, l'accesso è stato completamente liberalizzato, senza necessità di mostrare alcuna tessera e con la possibilità di portare con sé anche libri propri.

Un particolare non secondario di questo processo di rinnovamento, poi, ha riguardato la porta d'ingresso, che un tempo veniva rigorosamente tenuta chiusa per separare anche fisicamente questo luogo dal resto dei locali della biblioteca: dapprima si cominciò a lasciarla aperta, quindi fu addirittura smontata dai suoi cardini.

Negli ultimi decenni la sala di consultazione si è quindi andata trasformando da luogo quasi sacralmente riservato ai soli studiosi, quale era stato concepito al momento della sua apertura - la sala ancora oggi rimane l'unica nella nostra biblioteca a essere a "scaffale aperto" -, a cuore vivo e pulsante di tutta la biblioteca.

A sottolineare ancora di più questo cambiamento, nel 2001, nell'atrio antistante, è stata allestita una postazione dove accogliere il nuovo servizio di reference, servizio al quale possono accedere liberamente tutti i cittadini, di persona o da casa. Nel 2006 ha poi preso avvio "Chiedilo al bibliotecario", il servizio di reference digitale cooperativo al quale partecipiamo insieme ad altre sette biblioteche bolognesi. Contemporaneamente, all'interno, è stata realizzata un'emeroteca: nei suoi espositori si trovano i numeri più recenti di un centinaio di riviste scientifiche di storia, filosofia, letteratura, belle arti, biblioteconomia e storia locale.

Nel 2005, una volta completata la catalogazione in Servizio bibliotecario nazionale dei quasi 25000 volumi, è anche scomparso il vecchio catalogo a schede: oggi i libri presenti nella sala si possono ricercare nel catalogo on line del Polo Bolognese, oppure attraverso un apposito catalogo topografico disponibile in rete, interrogabile mediante delle comode mappe sensibili.

Ma le novità che caratterizzano il nostro locale dedicato alla consultazione non finiscono qui: fedeli alla quinta legge della biblioteconomia di Ranganathan, secondo la quale "la biblioteca è un organismo che cresce", siamo fermamente convinti che oggi la sala di consultazione di una biblioteca a vocazione storica e di conservazione, come la nostra, debba per forza essere un luogo in continuo fermento, in cui mettere a disposizione degli utenti le risorse più innovative e le tecnologie più utili per lo studio e la ricerca scientifica. Questa necessità acquista una valenza ancora più forte e pressante in una realtà bibliotecaria come quella dell'Archiginnasio, nella quale si respira, inevitabilmente, un profondo e inscindibile rapporto con le memorie e le fonti del passato prossimo e remoto.


È per questo che, mentre da un lato continuiamo a rinnovare costantemente le raccolte librarie della sala, dall'altro cerchiamo di mantenerla il più possibile al passo con i tempi sempre più frenetici dell'evoluzione tecnologica, che caratterizza anche il settore biblioteconomico. Innanzitutto abbiamo dotato tutto lo spazio di una connessione wireless gratuita: per questo motivo, delle quattro postazioni presenti fino a poco tempo fa per la navigazione internet, ne abbiamo mantenuta una sola, a favore di quegli utenti che siano ancora sprovvisti di un proprio strumento per navigare. Due ulteriori postazioni - altre sei sono a disposizione in altri luoghi della biblioteca - sono poi disponibili liberamente per la consultazione di tutta una serie di cataloghi, da quelli della biblioteca, a quello di Polo, fino a quelli nazionali.

In un'ultima postazione, proprio all'entrata della sala, abbiamo invece deciso di dare avvio a un nuovo progetto che abbiamo ribattezzato "Sala di consultazione digitale". L'idea di creare questo nuovo strumento per gli utenti è nata, in primo luogo, dalla necessità sempre più pressante di conservare, nel miglior modo possibile, il nostro patrimonio librario: quando questo spazio fu aperto più di cinquant'anni fa, infatti, sui suoi scaffali furono messi numerosi libri antichi e preziosi. Questi volumi erano, e sono ancora oggi, molto utili per le ricerche degli studiosi, ma sono anche molto delicati e quindi non adatti a essere conservati in un luogo nel quale le condizioni ambientali variano molto, sia nel breve che nel lungo periodo. Per numerosi di questi libri risulta poi molto difficile (a causa delle dimensioni fisiche o dell'antichità) la riproduzione: non è possibile effettuarla per mezzo di fotocopie o scanner, ma solo con la macchina fotografica. Ci siamo quindi trovati nella necessità di trasferire in altre sale alcuni di questi importanti repertori, o perché già fortemente danneggiati o perché in precarie condizioni conservative. Quando è stato possibile, questi testi sono stati rimpiazzati con delle copie anastatiche, ma quando queste non erano disponibili abbiamo deciso di sostituire gli originali cartacei con la loro versione digitale.

Vista la scarsità di risorse economiche che in questi ultimi anni caratterizza non solo la nostra realtà, abbiamo cercato di reperire direttamente in rete i testi digitali dei quali necessitavamo; innanzitutto su Google Books (books.google.it), poi in Internet Archive (www.archive.org), quindi su Documenta Catholica Omnia, un sito dedicato unicamente a opere e fonti riguardanti la storia della Chiesa (www.documentacatholicaomnia.eu). Altri testi per noi fondamentali sono poi stati acquisiti in formato elettronico internamente alla biblioteca, tramite scanner. A questo proposito, il recente acquisto di una macchina "Agate e-scan", uno scanner a ripresa dall'alto, ci permetterà di continuare a implementare in maniera costante e in misura sempre maggiore il numero di titoli digitali che metteremo a disposizione degli utenti, permettendoci di togliere dagli scaffali sempre più esemplari cartacei.

La struttura di questa nuova Sala di consultazione digitale riprende quella del luogo reale; i testi (in formato PDF) sono disposti in ordine sistematico, divisi per sezioni i cui nomi riprendono quelli presenti nella sala: Biografie, Bibliografia, Dizionari, Linguistica, Belle arti, Scienze storiche, Geografia e Scienze religiose. I testi di argomento locale sono invece stati ordinati in un'apposita sezione che abbiamo chiamato "Biblioteca bolognese", a sua volta strutturata in quattro sottosezioni: Persone, Storia, Luoghi e Dialetto.

Nella stessa postazione dedicata alla Sala di consultazione digitale sarà poi possibile consultare numerosi altri documenti: tutte le banche dati della biblioteca; numerose annate del principale quotidiano bolognese, "Il Resto del Carlino" (1915-1919; 1939-1948; 1999-2001; 2005; 2009-2011), nonché tutta una serie di risorse utili per la ricerca che si trovano ancora disponibili unicamente in CD-ROM (bibliografie, indici di riviste, database e raccolte).

Siamo consapevoli di essere solo all'inizio di un progetto ambizioso, in quanto potenzialmente senza fine, ma che ci permetterà di raggiungere due importanti risultati: da una parte una migliore conservazione dei testi antichi e preziosi all'interno delle più adatte aule storiche chiuse al pubblico, dall'altra una più facile consultazione e fruizione di risorse e documenti fondamentali per lo studio di ricercatori e studenti.


Bibliografia

A. Serra Zanetti, La nuova sala di consultazione della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, "L'Archiginnasio. Bullettino della biblioteca comunale di Bologna", 1956, 51, pp. 51-85.

L. Bonora, La sala di consultazione della biblioteca dell'Archiginnasio, in Biblioteche sistemi informativi e documentazione. Materiali di lavoro del corso regionale di aggiornamento per operatori di biblioteca, a cura dell'Ufficio stampa e pubbliche relazioni dell'Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, Bologna, CLUEB, 1980, pp. 143-154.

L. Bonora, Il fiore all'occhiello: la sala di consultazione, in L'Archiginnasio. Il Palazzo, l'Università, la Biblioteca, Bologna, Credito romagnolo, 1987.

G. Nerozzi, Ridefinire le raccolte nella Sala di consultazione di una biblioteca storica, in Current issues in collection development: Italian and global perspectives. Atti del Convegno internazionale sullo sviluppo delle raccolte (Bologna, 18 febbraio 2005), Bologna, Editrice Compositori, 2006, pp. 71-77.

M. Buscarini, I primi cinquant'anni della Sala di consultazione (1958-2008), "L'Archiginnasio. Bullettino della biblioteca comunale di Bologna", 2008, 103, pp. 602-621.

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