Rivista "IBC" XIX, 2011, 1

musei e beni culturali / didattica, pubblicazioni

R. Novelli Nanni, Una fiaba mi guida al museo, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana Editoriale, 2010.
E vissero felici al museo

Rebecca Rossi
[giornalista]

Per spiegare qualsiasi cosa ai bambini nella maniera più chiara per loro, è meglio cominciare dall'inizio, accompagnarli nel ragionamento e magari servirsi di rimandi alle loro tanto amate fiabe. La buona intuizione di Rita Novelli Nanni è stata proprio questa: recuperare la fiaba inglese dei tre porcellini, per guidare i piccoli visitatori del Museo Davia Bargellini di Bologna alla scoperta di una collezione di materiali, oggetti e riproduzioni di un tempo che non si riconosce più.

Il risultato è un piacevolissimo libro-laboratorio intitolato Una fiaba mi guida al museo, nato anche grazie alla collaborazione con docenti e alunni della Scuola materna comunale "Giaccaglia Betti" di Bologna. Il testo, pubblicato dalla casa editrice (casualmente fiabesca) Silvana Editoriale, è illustrato da Maureen Lister e intervallato dalla riproduzione di acqueforti d'epoca di Giuseppe Maria Mitelli (1634-1718), messe a disposizione dalla Fondazione Cassa di risparmio in Bologna.

Come le casette dei tre porcellini, quasi tutti gli oggetti collezionati nel Museo Davia Bargellini sono fatti di paglia, legno o terracotta. Ogni materiale segna idealmente una tappa nell'evoluzione della civiltà contadina, così come, nella fiaba, simboleggia un modo diverso di porsi di fronte alla realtà e una strategia via via più efficace per difendersi dal lupo. E tutto quanto è anche il pretesto per descrivere come nasceva il protagonista della tavola, sia di ieri, che di oggi: il pane.

In principio era il grano. Con gli steli recisi seccati al sole si faceva la paglia, usata per sedie, decorazioni, ceste e ventagli. I chicchi macinati riempivano i grandi arcili, mobili di legno destinati a contenere la farina. Di legno erano fatti anche tutti gli attrezzi indispensabili per mietere e trebbiare il grano, correggi e battitori, e quelli per lavorare la farina sulla madia: mattarelli, palozze, granadelli e salarole. Alla fine di tutto, però, l'impasto del pane si doveva cuocere in forno. A legna, sì, ma costruito in terracotta, che non teme il fuoco... e nemmeno il lupo. Di terracotta è anche il busto di Virgilio Bargellini, esponente della famiglia omonima che ha fatto costruire il palazzo dove è tuttora esposto, il quale probabilmente avrebbe gradito assaggiare un po' di pane fragrante alla fine di questo percorso, ma che sicuramente non ha viaggiato sulla splendida carrozza di legno, costruita solo nel Settecento, ospitata nell'ultima sala del Museo.

Per fare una carrozza, quindi, parafrasando Gianni Rodari e Sergio Endrigo, ci vuole una spiga di grano. Ma tornando al pane, e passando di museo in museo, è interessante segnalare che la rassegna "Odorosi Sensi" dell'edizione 2011 di "Smell - Festival dell'olfatto", ospitata dal 25 al 27 maggio 2011 al Museo civico archeologico di Bologna, si intitola "Dall'anima della terra, al profumo del pane". L'iniziativa, in questo caso rivolta a un pubblico più adulto, è sponsorizzata da Kamut Enterprises of Europe, azienda che produce l'omonimo grano originario dell'Antico Egitto, ed è un'ulteriore occasione di approfondimento sul grano come alimento fondamentale delle antiche civiltà e come simbolo di abbondanza e vita, sacralizzato anche nelle cerimonie religiose.

Le testimonianze di questa cultura cerealicola sono rintracciabili nella collezione della sezione egizia del Museo archeologico. Il percorso per recuperarle sarà eccezionalmente accompagnato da olfazioni di fragranze ispirate agli aromi della farina e del pane (e realmente in commercio sul mercato cosmetico), per culminare in una degustazione. Nessun rischio di incappare nel lupo dei tre porcellini, comunque. Come racconta Rita Novelli Nanni ai più piccini nelle ultime pagine del suo libro, i lupi non abitano in città, bensì nel Parco del Corno alle Scale, sull'Appennino tosco-emiliano. Grazie al loro olfatto, cento volte più sviluppato del nostro, possono seguire il percorso anche da lassù.


R. Novelli Nanni, Una fiaba mi guida al museo, Cinisello Balsamo (Milano), Silvana Editoriale, 2010, 63 pagine, 8 euro.

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