Rivista "IBC" XVII, 2009, 1

mostre e rassegne, progetti e realizzazioni

Nata "a comodo della studiosa gioventù, degli artisti e di chiunque ne voglia approfittare", la Biblioteca comunale di Sassuolo compie 150 anni.
A benefizio della gioventù studiosa

Luca Silingardi
[storico dell'arte]

Con la giornata di studi "Il futuro che fu. Una Biblioteca, una Città", organizzata il 17 gennaio 2009 a Sassuolo (Modena), e la concomitante inaugurazione della mostra "Una Biblioteca, una Città. Alla scoperta dei fondi storici della Biblioteca comunale", aperta presso la galleria PaggeriArte fino al 15 febbraio - curate entrambe da Giorgio Montecchi, professore di bibliografia all'Università di Milano - si è concluso il biennio di iniziative ed eventi che ha celebrato il centocinquantesimo anniversario della Biblioteca comunale "Natale Cionini", la principale istituzione culturale della città, fondata nel marzo del 1857. Il Servizio attività culturali del Comune di Sassuolo ha dato vita a letture, esposizioni, conferenze, spettacoli musicali e incontri con importanti personalità del panorama artistico e culturale internazionale, appuntamenti che hanno segnato un percorso di coinvolgimento e di arricchimento dell'intera cittadinanza, registrando un grande interesse soprattutto tra i più giovani. Sono stati in tanti, infatti, sassolesi e non, a partecipare alle iniziative realizzate dall'Amministrazione comunale, con il supporto della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, desiderosi di riscoprire le loro radici storiche e culturali. Radici che, in un comune senso di appartenenza, costituiscono gli indelebili elementi di una identità condivisa.

Alle tematiche riconducibili all'attualità della biblioteca come luogo della memoria, dell'incontro, della crescita culturale e del progresso sociale della città, ai suoi possibili sviluppi e alle diverse prospettive ipotizzabili, è stata dedicata la giornata di studi, alla quale hanno partecipato, in un proficuo momento di dibattito e di scambio di differenti esperienze: Flavia Cristiano, della Direzione beni librari e archivistici del Ministero per i beni e le attività culturali; Rosaria Campioni, soprintendente per i beni librari e documentari dell'Istituto regionale per i beni culturali; Giuseppe Gherpelli, direttore del Settore cultura del Comune di Firenze; Raffaella Manelli, del Centro di documentazione della Provincia di Modena; Antonella Agnoli, consulente bibliotecaria; e, naturalmente, lo stesso Giorgio Montecchi. A margine del convegno è stato presentato anche il cortometraggio Un'antica dimora. Villa Giacobazzi riprende vita, regia di Lillo Venezia, che ha riallacciato le fila della storia plurisecolare della dimora estiva appartenuta ai conti Giacobazzi e destinata a futura sede della biblioteca per i ragazzi, secondo l'importante progetto di recupero edilizio e di riconversione funzionale a destinazione culturale promosso e commissionato dal Comune di Sassuolo.

Il convegno, poi, ha offerto l'occasione per presentare al pubblico il volume Una Biblioteca, una Città. 150 anni di libri e di vita civile a Sassuolo, a cura di Giorgio Montecchi (Modena, Artioli Editore, 2008), raccolta di saggi di un gruppo di studiosi che hanno approfondito la storia della città dalla metà dell'Ottocento alla metà del Novecento, e hanno permesso di riscoprirne gli aspetti culturali, sociali ed economici, partendo dai luoghi della cultura e della memoria: la biblioteca, naturalmente, ma anche il ginnasio, il circolo di lettura, la scuola di disegno e il cimitero monumentale; quest'ultimo è oggetto pure di un'approfondita ricerca storico-artistica, confluita nel volume Il cimitero monumentale di San Prospero di Sassuolo, a cura di Vincenzo Vandelli (Sassuolo, Incontri Editrice, 2008). Un racconto corale, quindi, che assomma competenze scientifiche diverse e che non manca di sorprendere per la qualità degli studi compiuti e gli inediti rinvenimenti archivistici. Una narrazione lungo la quale personaggi, episodi e date, di cui spesso si era persa memoria, si sono nuovamente intrecciati, come durante il loro accadere.

È però la mostra, in cui erano esposti volumi del fondo antico e documenti dell'Archivio storico comunale, che ha permesso di fare conoscere al pubblico la storia della Biblioteca comunale dalle origini a oggi, attraverso pannelli di testo e proiezioni di immagini. Il primo tentativo di istituire una biblioteca pubblica a Sassuolo risale addirittura al 1784, quando don Giuseppe Cavicchioli dispone nel testamento di donare la propria biblioteca al Comune, "a benefizio della gioventù studiosa"; lascito poi revocato a seguito dell'insediamento dei rivoluzionari in Municipio. Fin dall'inizio dell'Ottocento, comunque, il Comune custodiva una raccolta di circa cinquecento libri; edizioni antiche e di grande valore che provenivano dal lascito del 1736 di Giovanni Andrea Farrosi alle scuole di Sassuolo. Purtroppo, nel corso della prima metà dell'Ottocento, questo nucleo di volumi di proprietà comunale fu in gran parte disperso: nell'agosto del 1826, infatti, i libri di carattere ecclesiastico furono ceduti alla parrocchia di Sassuolo a uso del clero, mentre i più pregevoli furono venduti e nel 1834 entrarono a far parte della ricca biblioteca milanese del conte Gian Giacomo Trivulzio.

Bisogna quindi attendere l'11 marzo 1857 per arrivare alla fondazione della biblioteca. Quel giorno Luigi Cavoli, cultore di storia locale, presenta infatti all'Amministrazione municipale di Sassuolo una proposta per la fondazione di una biblioteca comunale, "da aprirsi due o tre giorni della settimana a ore determinate, a comodo della studiosa gioventù, degli artisti e di chiunque ne voglia approfittare". Il progetto è accolto dal podestà Luigi Dallari che, il 26 marzo seguente, risponde: "lo scopo lodevole che anima il ricorrente, signor Luigi Cavoli, non può fare a meno di ottenere l'adesione, non che gli encomi, di questo Magistrato". Così, alla fine del luglio 1858, il podestà apre al pubblico, nei locali dell'ex ginnasio e sotto la direzione di don Costanzo Ruggieri, la Biblioteca comunale.

Pur avendo chiesto contributi anche a "forestieri", fu la cittadinanza che rispose con maggiore entusiasmo all'invito di Cavoli di partecipare attivamente alla costituzione del fondo librario della biblioteca, donando ben 730 volumi. Come scrive lo stesso Cavoli all'amico reggiano Paolo Terrachini il 23 novembre 1857, grande fu infatti la generosità "de' buoni Sassolesi, che (a dir vero) apprezzando li miei sforzi, sonosi prestati ad aiutarmi, coll'offrire libri e opere non poche". Il nucleo più importante dell'intera raccolta è costituito indubbiamente dai libri di interesse storico, civile e letterario donati dallo stesso Luigi Cavoli, il quale, per incrementare la raccolta e renderla più adatta a una biblioteca pubblica, compì nel 1857 molti acquisti presso i librai modenesi Cesare Obici e Giuseppe Luppi (quest'ultimo è pure registrato tra i benefattori della biblioteca per averle donato quattro opere).

A questi volumi, nel 1868, se ne aggiunsero altri 1490 provenienti dal soppresso Convento dei minori osservanti della Madonna di Sotto. La maggior parte di questi libri interessava la cura delle anime, la predicazione al popolo e la vita devozionale, con opere di Paolo Segneri e di Alfonso Maria de' Liguori, ma non mancava il pensiero filosofico e civile, rappresentato da opere di Antonio Genovesi, di Étienne Bonnot de Condillac, di John Locke (tradotto da Francesco Soave) e di Lodovico Antonio Muratori. Vi erano, poi, anche giornali di forte ispirazione religiosa, come il periodico reazionario di Modena "La Voce della Verità", e quello dei Gesuiti "Civiltà Cattolica".

Ma la biblioteca cresce anche grazie ai nuovi acquisti promossi dal direttore don Costanzo Ruggieri, che il primo di maggio del 1872 invia al sindaco la Distinta dei libri recentemente acquistati in servizio di questa Biblioteca Comunale: 16 libri per gli studenti delle scuole sassolesi e per le persone che, con un buon bagaglio di studi, oltre a svolgere le tradizionali professioni di insegnanti, di notai, di avvocati, di medici, di farmacisti e simili, si dedicavano, sempre più numerosi, alle nuove carriere e ai nuovi mestieri richiesti dalla crescita delle attività artigianali, commerciali e manifatturiere. Vi incontriamo le poesie, i saggi e i romanzi che hanno accompagnato il nostro Risorgimento: i Promessi sposi di Alessandro Manzoni, Marco Visconti di Tommaso Grossi, Ettore Fieramosca e Niccolò de' Lapi di Massimo D'Azeglio, le Poesie di Giuseppe Giusti e, infine, Le mie prigioni di Silvio Pellico.

Tuttavia quella comunale non era l'unica biblioteca presente a Sassuolo nella seconda metà dell'Ottocento: si andavano infatti diffondendo le biblioteche popolari circolanti. Erano chiamate "popolari" le biblioteche che si rivolgevano principalmente ai ceti meno abbienti e meno istruiti della popolazione, ed erano dette anche "circolanti" quando non avevano una sala di lettura in sede, ma i libri circolavano in prestito ai lettori, che, con una piccola quota associativa aggiunta ai finanziamenti pubblici, ne coprivano gli acquisti e le spese di gestione. Il 12 ottobre 1870 Antonio Costi scrive al sindaco che il giorno 7 ottobre, con 147 soci e circa cinquecento volumi, è nata anche a Sassuolo una biblioteca popolare circolante, di cui egli è presidente. Il sindaco stesso, nell'ottobre del 1881, scriverà infatti al Ministero dell'istruzione pubblica che a Sassuolo sono presenti due biblioteche: la Biblioteca comunale e la Biblioteca popolare circolante, "diretta e governata da alcuni giovani, e mantenuta in vita dalle quote degli associati".

Già nel giugno del 1885, però, stando alla comunicazione di don Costanzo Ruggieri al provveditore agli studi di Modena, la Biblioteca circolante non è più attiva, e a Sassuolo, oltre a quella comunale, risulta essere stata istituita la nuova Biblioteca popolare circolante della Società magistrale. Organizzata e gestita dagli insegnanti delle scuole pubbliche, quest'ultima diventerà la biblioteca più importante della città di Sassuolo nei primi decenni del Novecento. L'ascesa del Fascismo non risparmia questa istituzione: se già nel 1926 l'ANFI, Associazione nazionale degli insegnanti fascisti, prende il posto di tutte le forme associative dei docenti e assume la gestione della biblioteca popolare circolante, nel 1932 all'ANFI subentra l'AFS, Associazione fascista della scuola, e iniziano a farsi maggiori le pressioni imposte dagli organi del regime. Il 2 gennaio 1933, per esempio, il prefetto raccomanda al direttore della biblioteca popolare Egidio Macchetti "di usare la maggior oculatezza negli acquisti di libri da parte delle biblioteche popolari, allo scopo d'evitare che vengano offerte in lettura opere che, sotto l'ingannevole veste di racconti romantici, siano tali da inoculare negli animi dei lettori principi e sentimenti contrari al Regime, alla sua dottrina e alle sue direttive". La biblioteca popolare possiede allora circa tremila volumi e un centinaio di associati.

Nel frattempo, con l'aiuto di alcune insegnanti, nel novembre 1928 Diego Riva presenta al prefetto una relazione sul riordinamento della Biblioteca comunale, in vista della sua rinascita. Degli acquisti proposti da Riva per il suo effettivo rilancio, nel 1929 il Comune adotta esclusivamente l'Enciclopedia italiana Treccani. Solamente tra il 1937 e il 1939, con un impegno di spesa di almeno quattromila lire e un sussidio ministeriale di duemila lire per l'acquisto di attrezzature e di libri, il Comune riapre al pubblico la Biblioteca comunale, ma questa breve stagione è interrotta dal sopraggiungere del secondo conflitto mondiale.

Dopo la guerra, quasi tutti i fondi librari delle precedenti biblioteche sassolesi, compresa quella del circolo ufficiali della Scuola di bombardieri, confluiscono nella Biblioteca comunale, che viene gestita dall'associazione giovanile del Comitato di liberazione nazionale, il Fronte della gioventù per l'indipendenza nazionale e per la libertà, e viene riaperta al pubblico grazie all'impegno di Ivano Cinesi e di Anna Piccinini. Il nuovo locale di via Mazzini 29 non è ritenuto "idoneo biblioteconomicamente" dal soprintendente Sergio Samek Ludovici, che tuttavia acconsente all'apertura provvisoria della nuova biblioteca nel 1953. La Soprintendenza bibliografica e l'Ente nazionale delle biblioteche popolari e scolastiche contribuiscono, poi, all'apertura di centri di lettura a Sassuolo e nelle vicine località di Pontenuovo e Montegibbio.

Nel 1964 il trasferimento nei nuovi locali di via Pretorio 17, considerati più idonei, è accompagnato dalla catalogazione di tutti i volumi della biblioteca che prosegue anche negli anni seguenti. Tuttavia, nonostante le buone intenzioni, negli anni Settanta i servizi bibliotecari non riescono a raggiungere livelli di efficienza adeguati a una città come Sassuolo. Solo negli anni Ottanta, col passaggio delle competenze sulle biblioteche pubbliche dallo Stato alle Regioni, sotto l'impulso degli assessorati alla cultura e grazie all'iniziativa dell'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna, e del Centro di documentazione della Provincia di Modena, si comincia ad affrontare anche a Sassuolo il problema della pubblica lettura, a partire dal modello anglosassone della public library: non più una biblioteca comunale per gli studiosi e altre biblioteche minori per diverse categorie di lettori, ma una sola grande biblioteca, aperta a tutti i cittadini.

Per offrire spazi più adeguati alla lettura e un più facile accesso ai nuovi strumenti della comunicazione, nel 1986 la Biblioteca si trasferisce al primo piano della ducale Paggeria nuova di via Rocca 19, il cui restauro si era appena concluso. Inoltre, per rispondere in modo coordinato, e secondo criteri di economia di scala, ai problemi biblioteconomici posti dall'aumento dei lettori e dei costi per la gestione informatizzata delle biblioteche, negli anni Ottanta sorgono i sistemi bibliotecari, che uniscono in un'unica rete le biblioteche di un territorio intercomunale, collegato a sua volta con l'intera rete provinciale. Il Sistema bibliotecario di Sassuolo nasce nel luglio del 1987 e vi aderiscono i Comuni di Sassuolo, Formigine, Maranello e Fiorano, ai quali si aggiungono in seguito quelli di Prignano e di Frassinoro.

La Biblioteca Comunale conta oggi un patrimonio di più di 80000 volumi (di cui circa 14000 nella sezione ragazzi), 5000 audiovisivi, 70 periodici e 6 quotidiani. Hanno aderito al sistema intercomunale di Sassuolo anche la Biblioteca del Liceo "Formìggini" e la Biblioteca del Centro di documentazione per l'industria ceramica (www.cedoc.mo.it/sistema_sassuolo.php). Ed ora, festeggiati i 150 anni di attività, si sta progettando l'apertura di una biblioteca presso il nuovo ospedale, dove è già stato attivato un servizio di lettura e di prestito.

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