Rivista "IBC" XVI, 2008, 4

convegni e seminari, progetti e realizzazioni

Il terzo appuntamento regionale del progetto "Nati per leggere" ha discusso il tema della lettura ad alta voce e il ruolo svolto dai lettori volontari.
La voce del lettore

Nicoletta Bacco
[Associazione italiana biblioteche - Sezione Emilia-Romagna]

Nel febbraio del 2008, per il terzo anno consecutivo gli attori e i soggetti promotori del progetto "Nati per leggere" - bibliotecari, pediatri e l'intera comunità - hanno condiviso strategie e modalità di diffusione del progetto a livello regionale e locale.1 La sezione Emilia-Romagna dell'AIB - Associazione italiana biblioteche, infatti, avvalendosi della collaborazione dell'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna e della Sezione ragazzi della Biblioteca Sala Borsa di Bologna, ha organizzato il terzo seminario regionale dedicato al progetto. Il prossimo seminario regionale si terrà di nuovo a Bologna, presso la Biblioteca Sala Borsa, il 23 febbraio 2009.

L'incontro formativo e di confronto, ormai consueto, aveva come filo conduttore il tema della lettura ad alta voce e il ruolo svolto dai lettori volontari. Leggere ad alta voce rafforza il legame affettivo tra bambino e genitore, sviluppando in maniera armonica le capacità relazionali: è quanto sostiene Rita Valentino Merletti in un suo importante contributo sul tema;2 un motivo fondamentale dunque, che già di per sé sarebbe sufficiente a giustificare la pratica della lettura familiare ad alta voce a un bambino piccolo. Durante il seminario bolognese, bibliotecari e professionisti della lettura ad alta voce si sono alternati in una preziosa rassegna di suggerimenti, pratiche di lettura, modalità organizzative e percorsi formativi.

Quello del lettore volontario era stato il tema centrale del seminario regionale 2007 e la relazione di Nives Benati, rappresentante AIB nel coordinamento nazionale di "Nati per leggere", ha illustrato ai 130 presenti, soprattutto bibliotecari, come organizzare l'attività di reclutamento dei lettori volontari e come conservare nel tempo la loro preziosa presenza. Il panorama dei lettori volontari, specificamente legati al progetto "Nati per leggere", è estremamente composito, per formazione, caratteristiche sociodemografiche e anche per modalità operative.3

Nives Benati ha offerto ai presenti una serie di buone pratiche per il reclutamento dei lettori volontari. L'esperienza della Biblioteca "Trisi" di Lugo (Ravenna) è da questo punto di vista ormai pluriennale; nel corso del 2008 ha organizzato il primo corso di aggiornamento per lettori volontari mentre nel triennio 2004-2007 ha reclutato circa 80 lettori, organizzando 3 diversi corsi di formazione e investendo nella propria comunità. Oggi ha all'attivo 50 lettori volontari che prestano il proprio tempo per avvicinare bambini e genitori alla lettura e che operano nei diversi contesti: sale d'attesa degli ambulatori, reparti pediatrici, ospedali, biblioteche, ma anche spazi gioco, scuole dell'infanzia, centri per le famiglie. Benati ha anche sottolineato come il lettore volontario, nell'ambito del progetto "Nati per leggere", rappresenti un "rinforzo positivo" che ha lo scopo di mostrare ai genitori come bambini di età diverse, anche molto piccoli, presentino interesse e predisposizione a interagire con i libri.

Il seminario regionale del 2008 è stato l'occasione per offrire uno spazio ad alcuni dei formatori che, nelle diverse realtà provinciali e regionali, si sono adoperati per creare percorsi formativi specifici. Flavia De Lucis, che ha curato parte della formazione per i lettori volontari voluta dalla Biblioteca "Panizzi" a Reggio Emilia, ha sostenuto che, per formare i lettori nell'ambito di "Nati per leggere", bisogna partire dalla consapevolezza che ogni lettore ha una propria particolarissima esperienza, da cui egli parte e a cui occorre dare spazio. Il compito che per primo si impone al formatore è quello di conoscere il formando e, in questo senso, l'atto della presentazione di sé diventa un momento fondamentale del percorso formativo, il momento nel quale esplicitare le attese e il significato che ogni lettore volontario attribuisce alla formazione stessa.

Secondo De Lucis, le tecniche per una buona lettura ad alta voce esistono e si possono apprendere, ma il sapere realmente più formativo per ciascuno di noi è quello che ci viene presentato come somigliante a ciò che già siamo. Anche Alessia Canducci, che con Alfonso Cuccurullo e Paolo Massari ha ideato e sperimenta da anni "La viva voce del lettore" (uno specifico percorso formativo studiato proprio per il progetto "Nati per leggere"), precisa che l'obiettivo del percorso non è fornire formule standard da applicare ma dare stimoli e occasioni di confronto e scambio relazionale. I quattro incontri in cui l'intervento formativo viene articolato si propongono di avvicinare i partecipanti alla piacevole abitudine di mettersi in gioco, di giocare con i libri e con le storie.

Come di consueto, l'AIB Emilia-Romagna ha presentato i dati più aggiornati sul progetto, elaborati dopo avere esaminato gli oltre 165 questionari ricevuti da biblioteche o centri di lettura delle province emiliano-romagnole, fatta eccezione per quella di Parma. I bibliotecari dell'Emilia-Romagna sono attenti a monitorare gli effetti che la spesa e il lavoro pubblico hanno sulla comunità, ben consapevoli che la lettura non è considerata un bisogno primario e che lo scopo del progetto "Nati per leggere" è sensibilizzare i genitori sull'importanza di leggere ad alta voce ai bambini, fin dai primi mesi di vita. Diverse le domande sottoposte ai bibliotecari mediante il questionario in sperimentazione da tre anni:

· la biblioteca collabora nel territorio con i pediatri?

· esiste un programma annuale di azioni su "Nati per leggere" nel territorio di riferimento della biblioteca?

· quanti incontri organizza la biblioteca per i genitori?

· qual è la spesa annuale per l'acquisto di libri?

· quanti sono i bambini iscritti al servizio di prestito?

· quanti pediatri collaborano con la biblioteca? consegnano il kit di lettura ?

· negli ambulatori pediatrici pubblici e privati ci sono libri per bambini?

I dati raccolti ed esaminati, pur evidenziando la sofferenza di alcune realtà provinciali nell'ambito delle biblioteche per ragazzi, indicano che il progetto è in crescita: il 39% dei comuni della regione (133 sui 341 presenti) dichiara, attraverso la biblioteca, di aderire agli obiettivi del progetto "Nati per leggere", contribuendo alla diffusione di una cultura attenta ai bisogni dei bambini, favorendo lo sviluppo di servizi per l'infanzia che, con professionalità, spazi e materiali adeguati, valorizzano e sostengono il ruolo dei genitori nel percorso di crescita dei bambini.4

Nello specifico, il diagramma relativo al rapporto comuni-biblioteche/questionari per il triennio 2005-2007 indica una crescita lenta ma continua a livello regionale. In evidenza anche i dati sulle iscrizioni al servizio di prestito per i bambini della fascia 0-5 anni. Il dato mette in relazione il numero complessivo di bambini residenti per la fascia 0-5 in ogni provincia, con il numero di bambini iscritti al servizio di prestito delle rispettive biblioteche nel triennio 2005-2007, e mentre si nota il quasi costante aumento, si evidenzia contemporaneamente quanti ancora siano i bambini che non frequentano il servizio e che quindi presumibilmente non hanno contatti con i molti libri che la biblioteca pubblica può offrire. Un dato che, ancora una volta, mette in evidenza la necessità di mantenere alto il livello di attenzione sul progetto e favorire l'accesso e la fruizione dei servizi bibliotecari ai più piccoli.

I pediatri di famiglia, attivi nel progetto, non si limitano a curare il bambino sotto l'aspetto esclusivamente clinico ma, alla luce di una visione più globale del suo sviluppo, raccomandano e consigliano la lettura ad alta voce e facilitano l'acquisizione, da parte dei genitori, degli strumenti di base per l'avvio dell'attività di lettura, come mostra il costante aumento della presenza dell'angolo lettura presso gli ambulatori pediatrici. L'intervento autorevole del pediatra - che si concretizza attraverso azioni precise, come attrezzare il proprio ambulatorio con un espositore e con i libri, utilizzare il libro nel rapporto con il bambino e la famiglia, favorire l'incontro con la locale biblioteca per il prestito dei libri - può diventare capillare nel tessuto sociale del territorio di riferimento, proprio perché raggiunge tutte le famiglie.

Il dato relativo all'organizzazione di corsi per lettori volontari (tema centrale del seminario regionale 2007) evidenzia come in ogni provincia, con la sola eccezione di Piacenza, la sperimentazione e l'attivazione di percorsi formativi dedicati ai lettori volontari sono costantemente presenti. Nella provincia di Bologna, sulle 59 biblioteche partecipanti alla rilevazione regionale curata dall'AIB nel corso del 2007, sono 15 quelle che hanno organizzato almeno un corso per lettori volontari; nel territorio di Reggio Emilia, quelle che hanno promosso la "lettura volontaria" sono 19; mentre nella provincia di Modena sono 11 su 23. L'attenzione dei bibliotecari verso la "lettura volontaria" favorisce la diffusione di una cultura attenta ai bambini presso la comunità, facilita il superamento di un atteggiamento e di una modalità operativa autoreferenziali della biblioteca e degli altri servizi socioeducativi: si rivela, insomma, un'occasione importante per la crescita civile di una comunità.

Infine, il primo dato sulla spesa rivolta al progetto "Nati per leggere" evidenzia, accanto alla spesa per i libri, anche un significativo incremento quantitativo per le spese dedicate alla promozione del progetto, della lettura e per l'organizzazione di eventi rivolti ai genitori. Il dato, tuttavia, va ulteriormente esplorato e analizzato per singole realtà: per ora, infatti, viene rappresentato per aggregazione su base annua, ma sono ancora troppo poche le realtà bibliotecarie in grado di evidenziare la spesa esatta sostenuta per questa fascia così speciale di lettori.


Note

(1) Sul sito www.natiperleggere.it si possono consultare tutte le informazioni sul progetto nazionale e sui progetti locali.

(2) R. Valentino Merletti, Leggere ad alta voce, Milano, Mondadori, 2006; per un profilo dell'autrice: www.engheben.it/prof/notizie_autore/valentino_rita.htm.

(3) Per maggiori dettagli si veda: "NPL Notizie. Giornale elettronico del Coordinamento nazionale NPL", 2007, 1 (www.natiperleggere.it/documenti/N1_NPL_Notizie.pdf).

(4) N. Benati, La sfida di "Nati per leggere", "Sfoglialibro", luglio 2008, pp. 10-12.

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