Rivista "IBC" XV, 2007, 4

convegni e seminari, progetti e realizzazioni

Se è vero che stimolare l?amore per i buoni libri può favorire lo sviluppo economico anche più di una tangenziale, il progetto ?Nati per leggere?, dedicato ai più piccoli, è avviato sulla strada giusta...
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Nicoletta Bacco
[Associazione italiana biblioteche - Sezione Emilia-Romagna]

Il 26 febbraio 2007 si è svolto a Bologna, organizzato dall'Associazione italiana biblioteche (AIB) Emilia-Romagna, il secondo seminario regionale sul progetto nazionale "NPL - Nati per leggere", coordinato dall'AIB, dal Centro per la salute del bambino, e dall'Associazione culturale pediatri (www.natiperleggere.it).1 La collaborazione con l'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna (IBC) e con la Sezione ragazzi della Biblioteca Sala Borsa di Bologna ha permesso di rendere annuale questo importante appuntamento in cui i soggetti promotori del progetto (bibliotecari, pediatri ed educatori) possono condividere le strategie e le modalità di diffusione dei risultati a livello regionale e locale. Il prossimo seminario si terrà, sempre a Bologna, nel febbraio 2008.

All'apertura dell'incontro, Rosaria Campioni, testimoniando l'interesse della Regione Emilia-Romagna, ha ricordato l'importanza della lettura anche attraverso i risultati di una ricerca condotta dagli economisti Antonello Scorcu e Edoardo Gaffeo e presentata agli stati generali dell'editoria nel 2006, ricerca secondo cui non è soltanto vero che la lettura dipende dallo sviluppo economico, ma è anche possibile dimostrare la relazione inversa: che questo sviluppo dipenda dalla lettura. Come sottolinea Piero Attanasio, dell'Associazione italiana editori, questa indagine dimostra che i tassi di lettura hanno sulla crescita "un'influenza maggiore di quella dello stock di capitale fisico di inizio periodo" e che, secondo i coefficienti calcolati, "per ogni punto percentuale in più, la produttività è destinata a crescere poco più di un centesimo di punto ogni anno: ma questo, anno dopo anno, può cambiare il volto di un paese". Considerazioni che portano a una conclusione perfettamente coerente con il senso generale del progetto "Nati per leggere": "Per favorire lo sviluppo economico è più utile costruire una biblioteca che una tangenziale".2

I dati statistici raccolti e presentati durante il seminario a cura della sezione AIB Emilia Romagna testimoniano come il progetto "NPL" continui a diffondersi nel territorio coinvolgendo pressoché tutte le province, anche se con differenti livelli di attivazione. Nel corso del 2006 diversi sono stati i corsi di formazione e le giornate seminariali: a Modena, Bologna, Reggio Emilia, Ravenna. Intorno al libro e al bambino, e grazie anche in parte a questo progetto, è nato e sta crescendo un intero movimento di persone, luoghi e situazioni; le oltre 90 presenze registrate durante il seminario regionale, soprattutto di bibliotecari ma non solo, testimonia l'impegno e l'attenzione verso un processo di educazione permanente che coinvolge contemporaneamente genitori e bambini e che ha come obiettivo la costante riduzione dell'analfabetismo.

L'appuntamento di febbraio è stata l'occasione per la seconda raccolta sistematica dei dati regionali sul progetto. Per la raccolta 2007, il Gruppo regionale di "NPL" - il primo a formarsi in ambito nazionale, costituito per lo più da bibliotecari delle diverse province - ha lavorato in sinergia con la sezione regionale dell'AIB, distribuendo il questionario 2006, rivisto e aggiornato in alcune sue parti, ed elaborando sinteticamente i dati raccolti.3 Il lavoro oneroso svolto dai bibliotecari coinvolti segnala anche la crescita professionale in questo settore, mostra la sempre maggiore sensibilità nei confronti della misurazione come strumento di crescita qualitativa prima ancora che quantitativa dei servizi bibliotecari regionali e va proprio nella direzione indicata dalla ricerca di Scorcu e Gaffeo.

Tra i dati e i risultati più significativi ottenuti dagli oltre 160 questionari - fra i quali (novità del 2007) anche 17 provenienti dalla provincia di Parma, dove tuttavia il progetto ancora non è attivato - emerge l'aumento delle adesioni complessive al progetto da parte delle biblioteche; nel censimento 2005 erano 88 i Comuni che dichiaravano l'adesione, nel 2006 risultano invece 131, pari quindi al 38% complessivo. Nello specifico, il diagramma relativo al rapporto adesioni/comuni per il 2005-2006 indica una crescita pressoché uniforme per tutte le province, fatta eccezione per Parma (come già si è detto) e Ravenna e Forlì, dove in realtà il dato negativo è dovuto alla mancata consegna dei questionari in tempo utile per la rilevazione.

Tra i dati rilevati per la prima volta vanno segnalati quelli relativi al numero complessivo di ore di apertura dei servizi per ragazzi nelle biblioteche regionali. I dati sull'apertura delle biblioteche, rispetto agli standard regionali,4 indicano che nel 48% del campione lo standard viene raggiunto o superato con un'apertura superiore alle 30 ore settimanali, mentre solo nel 13% del campione il numero complessivo di ore di apertura è inferiore alle 18 ore settimanali. Va precisato tuttavia, a questo proposito, che tra le biblioteche partecipanti alla rilevazione molte afferiscono a centri di lettura per l'infanzia e a scuole materne e rispettano quindi, anche nell'apertura, il calendario e l'orario scolastici. Molto diversa, invece, è la situazione complessiva rispetto all'apertura nella giornata del sabato; se è sufficientemente consolidata l'apertura del sabato mattina (che coinvolge l'86% del campione), assolutamente deficitario appare il servizio per il sabato pomeriggio (presente solo nel 19%), a testimonianza della necessità di investire nell'ambito culturale in risorse umane e non solo, per favorire maggiormente la fruizione e l'accesso di tutti i cittadini agli istituti culturali.

Ancora, in evidenza, i dati sui prestiti registrati dalle biblioteche partecipanti al rilevamento. Il prestito dei libri, dato estrapolato attraverso il software in uso presso le biblioteche relativamente alla fascia d'età 0-5 anni,5 si consolida quasi ovunque, così come è interessante anche il risultato emerso dal confronto tra i bambini iscritti al servizio di prestito della biblioteca e il dato sulla fruibilità del servizio. Il dato sui lettori attivi (quelli che utilizzano almeno una volta nell'anno il servizio di prestito) dimostra come sia necessario mantenere sempre alto e costante il livello di attenzione sul progetto e favorire l'accesso e la fruizione dei servizi bibliotecari ai più piccoli. Da segnalare infine il costante aumento della presenza dell'"angolo lettura" presso l'ambulatorio pediatrico, una riprova che il progetto e i suoi sostenitori possono davvero compiere il salto di qualità verso un'idea di "salute" non limitata alla fisicità della persona, ma aperta al suo benessere complessivo e al suo sviluppo armonioso.6

Un ruolo centrale, durante il seminario regionale, è stato svolto dall'intervento di Luigi Paladin, esperto di letteratura per ragazzi, sul tema della sicurezza e della qualità nei libri per i piccoli, tema peraltro "strettamente interconnesso con la rinnovata scoperta che il bambino, fin dalla più tenera età, è anche un lettore di libri". "Leggere è un processo complesso che noi tutti attuiamo di fronte a un cartello stradale, un quadro, un viso, un simbolo, le pagine di un libro", un processo che richiede l'acquisizione di particolari competenze e la successione di almeno tre atti: raccogliere i dati della realtà, interpretarli dandogli un senso, reagire. La lettura dei bambini piccoli, non ancora in possesso delle competenze necessarie alla decifrazione delle parole, avviene dunque attraverso il volto e la voce dell'adulto, che il bambino adotta come modalità per "raccogliere i dati della realtà che lo circonda" (si tratta di uno degli elementi caratterizzanti del progetto "NPL").

Una seconda modalità di lettura per il bambino è quella multisensoriale, che si attiva attraverso la manipolazione, la scoperta, la familiarizzazione con gli oggetti che lo circondano e quindi anche con i libri: "Da quando acquisisce la capacità di comunicare 'su qualcosa', da quando ha cioè circa 6 mesi, il bambino usa il libro come una risorsa comunicativa senza pari: riconosce l'oggetto nella figura e, gratificato dall'attenzione dell'adulto che verbalizza, nomina, descrive, racconta, legge, fa domande, sollecita, osserva, a sua volta mette in atto spontanei tentativi di manipolazione, di gioco, di osservazione".7

Il bambino lettore esplora e ha un primo incontro con i libri attraverso il tatto e l'olfatto, ma il fatto più evidente, e da sottolineare, è che la lettura nasce prima della scuola, bensì nasce con il bambino, che i primi insegnanti sono i genitori, e che le espressioni del loro volto sono "le illustrazioni di un libro, sempre aperto, che il bambino impara a leggere".8 Il mondo editoriale, dinamico e in continua evoluzione, nel cosiddetto settore dei "primi libri" produce diverse tipologie - i libri gioco, gli album illustrati, i libri multisensoriali, i libri cartonati - e all'interno di questa mole di prodotti editoriali non sempre i requisiti di sicurezza e di qualità sono rispettati. Paladin, nel suo intervento, ha sottolineato proprio come i bibliotecari siano chiamati a vigilare per professione sulla scelta dei libri migliori, che nel caso dei piccoli lettori devono essere anche i più sicuri.

Dai dati pubblicati nel Rapporto LiBeR 2007 sull'editoria per ragazzi nel nostro Paese (www.liberweb.it) risulta evidente come, dalla metà degli anni Novanta a oggi, albi illustrati e libri-gioco coprano insieme, stabilmente, circa un terzo delle novità annuali. I libri-gioco in particolare, nel corso del 2006, raggiungono il record di produzione con il 16,6% delle novità totali. Forse proprio la continua espansione del mercato (che tuttavia non vale per tutte le case editrici) ha favorito una sorta di "distrazione" generalizzata sulla qualità e sulla sicurezza dei libri prodotti. Tra gli elementi che destano maggiori preoccupazioni, secondo Paladin, si possono individuare:

  • la breve vita editoriale di molti "primi libri";
  • la maggiore articolazione dei canali di distribuzione (edicole, cartolibrerie, supermercati);
  • l'abbinamento con prodotti di richiamo e gadget;
  • la pubblicazione in concomitanza di particolari periodi dell'anno;

la presenza di materiali deteriorabili (parti elettriche, pile, inchiostri particolari);

  • il luogo di stampa, sempre più spesso ubicato in paesi a basso costo di manodopera (oltre il 90% dei primi libri viene stampato in questi paesi e prevalentemente in Cina).

I temi dell'intervento di Paladin sono da sempre oggetto di particolare attenzione per i sostenitori del progetto "Nati per leggere" e le sue osservazioni consegnano un importante compito ai bibliotecari e un piccolo vademecum per riconoscere gli elementi che definiscono un buon libro:

  • riportare il codice ISBN (International Standard Book Number);
  • avere come principale scopo la trasmissione di idee, informazioni, contenuti estetici;
  • essere realizzato nel rispetto delle abilità e modalità di lettura del bambino in età prescolare;
  • essere progettato anche per un uso autonomo da parte del bambino;
  • avere i requisiti di sicurezza richiesti dalla normativa in vigore.

Durante il seminario di lavoro, infine, Nives Benati, componente AIB del coordinamento nazionale di "Nati per leggere", ha annunciato la prossima realizzazione di un'analisi dei libri pubblicati in Italia dal 2003 al 2007, analisi affidata a un gruppo nazionale di lavoro che avrà l'obiettivo di redigere la nuova bibliografia nazionale edita dall'AIB e che costituirà un nuovo strumento di riferimento per i soggetti coinvolti nel progetto e prima di tutto per i genitori. Il successo delle due guide precedenti, utilizzate per la composizione dei kit di lettura consegnati dai pediatri, ma anche direttamente dalle biblioteche, ha confermato la necessità e l'utilità di validi strumenti di selezione: per una scelta consapevole del libro e per stimolare gli editori a pubblicare dei buoni prodotti. Il grande successo delle 15 edizioni speciali "Nati per leggere" - riservate dagli editori ai progetti locali "NPL" e vendute a un prezzo particolarmente conveniente - dimostra che il progetto ha contribuito ad aprire, fra editori e bibliotecari, un dialogo senza precedenti nella storia della professione.

Note

(1) Si veda in proposito: N. Bacco, M. G. Casadei, M. Pellati, Nati per leggere, "IBC", XIV, 2006, 2, pp. 8-10.

(2) Per una sintesi degli interventi di Antonello Scorcu ed Edoardo Gaffeo: www.statigeneralidelleditoria.it; la citazione è tratta da: P. Attanasio, Lettura sotto inchiesta: la lettura e lo sviluppo produttivo, in Tirature '07. L'avventura del giallo, a cura di V. Spinazzola, Milano, il Saggiatore - Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 2007, pp. 194-199: 199. Si veda in proposito anche: P. Attanasio, Un ponte di pagine, "IBC", XV, 2007, 1, pp. 14-15.

(3) Il questionario 2006 e i dati analitici sono disponibili sul sito dell'AIB Emilia-Romagna: www2.spbo.unibo.it/aiber/aiber.htm.

(4) Si veda in proposito la Direttiva sugli standard e gli obiettivi di qualità ai sensi dell'articolo 10 della Legge regionale 18/2000 dell'Emilia-Romagna, "Norme in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali":

www.ibc.regione.emilia-romagna.it/soprintendenza/htm/iperlex/direttiva/direttiva.htm.

(5) Il software Sebina permette l'estrapolazione in automatico dei dati relativi alla fascia d'età 0-5 anni, non 0-6 come previsto dal progetto "NPL".

(6) Sull'esperienza dell'"angolo lettura" in ambulatorio si veda il lavoro svolto dal pediatra Graziano Zucchi: www.ausl.mo.it/pps/news/2006/111106_1.htm.

(7) S. Beghi, Leggere con i più piccoli. Storie, immagini, relazioni, "Sfoglialibro", dicembre 2006, pp. 8-12.

(8) Si veda in proposito: L. Paladin, S. Fantini, Requisiti di sicurezza e di qualità per i piccoli lettori, "Sfoglialibro", aprile 2006, pp. 14-19 (da cui è tratta la citazione finale).

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