Rivista "IBC" XV, 2007, 3

convegni e seminari, didattica, progetti e realizzazioni

"Gli archivi scolastici. Patrimoni culturali e risorse per la didattica", Bologna, Istituto di istruzione superiore "Crescenzi-Pacinotti", 18 aprile 2007.
Archivi scolastici: il 'Crescenzi-Pacinotti' di Bologna

Maria Letizia Bongiovanni
[responsabile dell'Archivio storico provinciale di Bologna]

Organizzata dall'Assessorato alla cultura della Provincia di Bologna nell'ambito dei progetti di valorizzazione degli archivi storici del territorio provinciale e dall'Istituto di istruzione superiore "Crescenzi-Pacinotti", la giornata di studi su "Gli archivi scolastici. Patrimoni culturali e risorse per la didattica" si è svolta il 18 aprile 2007 presso l'Aula Magna dell'Istituto stesso. All'iniziativa hanno collaborato la Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna, la sezione regionale dell'Associazione nazionale archivistica italiana, l'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna, l'Ufficio scolastico provinciale e l'Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna (ISREBO).

Il seminario, rivolto al personale docente e amministrativo delle scuole, ha inteso sensibilizzare gli istituti del territorio verso una corretta tenuta dell'archivio, un patrimonio culturale a cui è opportuno rivolgere una consapevole attenzione in ordine ai problemi di tutela e valorizzazione, senza trascurarne la valenza di risorsa didattica a disposizione di insegnanti e studenti. Le norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, infatti, conferendo personalità giuridica alle scuole, hanno reso queste ultime destinatarie degli obblighi di produrre ordinatamente il proprio archivio corrente e di ordinare e conservare correttamente i fondi archivistici in loro possesso (obblighi validi per tutti gli enti pubblici).

L'approfondita relazione di Giampiero Romanzi (Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna) ha offerto un'ampia e dettagliata analisi del quadro normativo di riferimento, seguita dalla presentazione di una prima ricognizione degli archivi scolastici del territorio svolta da Maria Letizia Bongiovanni (Servizio Cultura della Provincia di Bologna) grazie alla collaborazione dell'Ufficio scolastico provinciale. I risultati di questa prima e parziale indagine evidenziano notevoli difficoltà nella conservazione e valorizzazione dei fondi scolastici, soprattutto in relazione alla carenza di sedi adeguate, di personale specificamente dedicato all'archivio e, in particolare, alla possibilità di una fruizione dell'archivio da parte del pubblico.

Seguendo un ideale percorso dal generale al particolare, l'esperienza di valorizzazione della memoria storica del "Pier Crescenzi" è stata illustrata da Alessandro Righini (curatore, accanto a Gabriele Bezzi, dell'inventario dell'archivio dell'istituto) e Valeria Cinquini. Righini ha ricordato come, in linea generale, un archivio scolastico conservi memoria dell'attività degli insegnanti e del personale amministrativo, ma non dia altrettanta voce agli studenti e alla loro vita all'interno della scuola. La documentazione strettamente relativa agli alunni è stata infatti, salvo rare eccezioni, oggetto di scarto fino all'entrata in vigore della circolare n. 44/2005 del Ministero per i beni e le attività culturali, recante linee guida per la conservazione e lo scarto della documentazione delle scuole. Valeria Cinquini, prendendo spunto dalla ricchezza dell'archivio e dalle tappe della sua valorizzazione, ne ha vivacemente illustrato i contenuti e le potenzialità per la didattica, evidenziando inoltre i legami che intercorrono tra il patrimonio documentario, l'ampia collezione fotografica e la ricca biblioteca scolastica.

Gli insegnanti Pietro Biancardi, Alessandra Deoriti, Anna Grattarola e Franca Montanari, coordinati da Paola Zagatti (ISREBO), si sono confrontati sul tema "L'archivio scolastico come risorsa didattica": partendo dall'illustrazione di esperienze condotte con alcune classi dei singoli istituti, gli insegnanti coinvolti in questa "conversazione a più voci" sono stati concordi nell'affermare che la memoria della scuola può divenire una fonte ricchissima e un'insospettabile risorsa didattica a disposizione dei docenti. Una risorsa che, all'interno del lavoro di gruppo, coinvolge e responsabilizza i singoli studenti, facendoli sentire soggetti attivi e partecipi della ricostruzione di momenti particolari della storia della loro scuola.

 

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