Rivista "IBC" XV, 2007, 3

musei e beni culturali, territorio e beni architettonici-ambientali / leggi e politiche, pubblicazioni, storie e personaggi

Un italiano scomodo. Attualità e necessità di Antonio Cederna, a cura di M. P. Guermandi e V. Cicala, Bologna, Bononia University Press, 2007.
Per niente facile

Stefano Pezzoli
[IBC]

Un italiano scomodo. Attualità e necessità di Antonio Cederna, a cura di Maria Pia Guermandi e Valeria Cicala, è una densa e composita raccolta di testi su e di Antonio Cederna (Milano, 1921 - Sondrio, 1996), l'indimenticabile intellettuale e giornalista che per tutta la vita difese il nostro patrimonio architettonico e ambientale dalla perenne insidia di deliberate manomissioni. Il volume segue, a dieci anni di distanza, un precedente "Quaderno di IBC", In nome del Bel Paese. Scritti di Antonio Cederna sull'Emilia-Romagna (1954-1991), curato da Gabriella Gallerani e Carlo Tovoli.

Il titolo del libro è già carico di qualifiche che ben configurano Antonio Cederna. Scomodo per i politici e gli amministratori e per tutti coloro che accettano supinamente la perdita progressiva di "pezzi" di storia e di cultura del nostro territorio, come testimonianze edili, tipologie colturali, vegetazione, spiagge e corsi d'acqua. Attuale perché ancora oggi, a dispetto di un conclamato riconoscimento da parte della classe politica e del mondo economico e imprenditoriale dei risaputi valori artistici, culturali e naturali del "Bel Paese", si continuano a proporre e a realizzare interventi poco meditati nei centri storici, nuove urbanizzazioni avulse dai rispettivi contesti territoriali e ambientali, nuove infrastrutture viarie che mal si raccordano con gli assetti preesistenti, nuovi porti turistici, villaggi vacanze, parchi di divertimento, centri commerciali, campi da golf: tutte cose "gettate" sulla nostra terra con insufficiente rispetto e senso del limite. Necessario perché, nonostante una diffusa crescita di attenzione rispetto all'irreparabilità di certe perdite e una corrente sensibilizzazione sui rischi ecologici, il livello di attenzione ha bisogno di un costante sostegno e pungolo per contrastare la disinformazione, la distrazione e la pigrizia.

Non è possibile qui enumerare e sintetizzare tutti i contributi, che fra i diversi contano Vittorio Emiliani, Corrado Stajano, Pier Luigi Cervellati, Edoardo Salzano, Francesco Erbani, Adriano La Regina, Vezio De Lucia, Italo Insolera, Franco Farinelli, e anche i figli Giulio, Giuseppe e Camilla Cederna; interventi che effettivamente danno la misura dell'amplissimo raggio d'azione di Cederna, della quantità tematica su cui ci fa riflettere, della sua martellante insistenza, della sua instancabilità e capacità d'inchiesta, oggi qualità sempre più rare nel mondo del giornalismo. Un libro che proprio per la somma delle testimonianze ci comunica assai bene il carattere e la fortissima passione civile di Cederna, che ce lo fa vedere da vicino, sentire persona e non solo personaggio. Chi scrive questa breve nota ricorda ancora un'intensissima giornata, nel 1987, dedicata a illustragli le terre piane fra Bologna e il basso Ferrarese, per un suo servizio sul piano paesistico dell'Emilia-Romagna, e rivede ancora il suo sguardo interrogatore e un po' ironico, risente la sua insistente curiosità, la sua passione di capire e di esprimere opinione.

Venendo agli scritti di Cederna, che il libro propone in base a individuali scelte dei suoi autori, ne escono le peculiarità dell'uomo e dell'archeologo che percepisce nel ritrovamento "un incontro semplice e immediato" fatto molto spesso con cose modeste, e parimenti s'indigna della banalizzazione e ridicolizzazione dei reperti lungo l'Appia e difende l'estensione degli scavi ai Fori. E c'è soprattutto l'urbanista, attento alla conservazione della città storica (straordinaria la denuncia dello sventramento di Milano durante il ventennio fascista), capace propositore innovativo, conscio dell'assoluta necessità di una "legge sull'indennità di esproprio e sul regime dei suoli degli immobili", e di un'efficace legislazione per la difesa del suolo e il contenimento rigoroso dell'attività estrattiva. Un conservatore moderno, convinto che i valori del passato fossero necessari alla creazione dei valori moderni e che la conservazione potesse essere un fattore di equilibrio della nostra esperienza.

 

Un italiano scomodo. Attualità e necessitàdi Antonio Cederna, a cura di M. P. Guermandi e V. Cicala, Bologna, Bononia University Press, 2007, 308 p., _ 23,00.

 

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