Rivista "IBC" XXVII, 2019, 1

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Il Comune e le Biblioteche di Modena hanno promosso una casa editrice digitale: un laboratorio creativo che mette a disposizione gratuitamente ebook di autori noti ed esordienti.
Il Dondolo non sta fermo

Vittorio Ferorelli
[IBC]

Prendete un ente che sostiene le sue biblioteche da oltre un cinquantennio, aggiungete un pubblico che fa contare più di trentamila utenti e quasi mezzo milione di prestiti all’anno, coinvolgete un uomo di cultura visionario quanto pragmatico, mescolate senza agitare, ed ecco “ Il Dondolo”, la casa editrice digitale del Comune di Modena. Il nome, ricalcato sulla celebre “Rocking Chair”, la seduta in vetroresina progettata negli anni sessanta da Cesare Leonardi e Franca Stagi, è stato scelto da chi guida l’intero progetto, l’editor modenese Beppe Cottafavi, esperto navigatore dei mari letterari. E, in effetti, dopo il pozzetto di una barca a vela, cosa c’è di meglio di un bel dondolo se si vuole leggere, pensare e far rotolare lontano le idee (magari spegnendo il telefono per un po’)?

Avviato nel 2017, in meno di due anni “Il Dondolo” ha pubblicato più di venti ebook nei formati epub e mobi, mettendoli a disposizione gratuitamente su EmiLib, la biblioteca digitale delle province emiliane che aderisce a MediaLibraryOnLine (MLOL), la rete italiana di biblioteche pubbliche per il prestito digitale. Gli autori sono diversi: insieme a nomi noti (tra cui Edmondo Berselli, Ugo Cornia, Marco Santagata e Walter Siti) compaiono firme nuove, ancora da conoscere, e anche veri e propri esordienti; ma tutte le uscite sono accomunate da due marchi di fabbrica ben impressi.

Il primo è il legame stretto tra chi scrive e il territorio modenese, dove a legare può essere la nascita, ma anche la scelta di vivere o l’arrivo fortuito dalle parti della Ghirlandina. L’altro è l’attenzione raffinata alle immagini di copertina, confezionate da “Sartoria comunicazione” a partire dalle creazioni di artisti modenesi. “ Siamo solo noi”, per riferirsi a uno dei titoli più scaricati di questi mesi, propone un’antologia di scritti d’autore su Vasco Rossi sotto la coperta grafica offerta da un’opera d’arte di Wainer Vaccari, ispirata ‒ manco a dirlo ‒ al volto imbronciato del Blasco.

Digitale, autarchico e civico (ovvero gratuito): sono questi gli attributi del “Dondolo” nelle intenzioni di Cottafavi. Senza timore di smentite se ne può aggiungere un quarto, ed è “sperimentale”. Questa casa editrice, che ha pochi precedenti in Italia, è pensata infatti come una factory, un laboratorio in fermento in cui possono convivere con disinvoltura generi tra loro distanti, anche lontanissimi. Il ritratto istantaneo del cuoco Massimo Bottura realizzato dal giornalista Mattia Ferraresi può stare tranquillamente accanto al primo libro in prosa del poeta Emilio Rentocchini, tra i più grandi del nostro paese. I protagonisti contemporanei del romanzo a fumetti di Marino Neri, bozza-cantiere della versione definitiva su carta, camminano vicino ad Alfonsina Strada, la leggendaria pioniera del ciclismo femminile rievocata da Stefano Massini. Il racconto in cui Elena Bellei ricostruisce le storie di sfruttamento e rivolta avvenute ai tempi del Duce nella Regia Manifattura Tabacchi di Modena può respirare al fianco delle pagine in cui Adil Bellafqih immagina i percorsi mentali di un mancato attentatore suicida ai giorni nostri (e il contratto offerto da Mondadori al ventenne sassolese di origini marocchine, dopo la pubblicazione del suo “Halal”, ha fatto davvero notizia).

Nel prossimo futuro la fucina promette nuove sorprese. È in uscita un racconto di Simonetta Agnello Hornby dedicato ad Angelo Fortunato Formìggini, l’editore che morì suicida in segno di protesta contro le leggi razziste. Seguiranno il ritratto del giornalista scrittore Guglielmo Zucconi scritto dal figlio Vittorio e, in maggio, per l’arrivo del Giro d’Italia, un omaggio narrativo di Fabio Genovesi alla vittoria modenese di Fausto Coppi nella tappa del 1940.

Anche dopo aver superato i 40.000 titoli scaricati, “Il Dondolo” continua a oscillare, non resta fermo ad attendere il suo pubblico ma lo cerca, senza paura di cambiare temi, stili e approcci alle diverse generazioni. Somiglia davvero alla sedia progettata da Leonardi & Stagi, che oggi si fa ammirare nei musei di Londra, Parigi e New York: una linea continua che si incurva, priva di braccioli, dove per dare impulso al moto altalenante bisogna spostare il peso verso i piedi. Basta decidere di interrompere la stasi e si parte. Ci si muove senza spostarsi. Proprio come fanno fare le letture più memorabili.

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