Rivista "IBC" XXVI, 2018, 2

musei e beni culturali / mostre e rassegne

Italiani d’Istria in una mostra studio di Lucia Castelli.
Il mare perduto

Emiliano Rinaldi
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Il 10 febbraio 2018 è stata inaugurata la mostra Italiani d’Istria. Chi partì e chi rimase. Storie orali e ritratti fotografici raccolti da Lucia Castelli tra Pirano e Fossoli. Ospitata nelle suggestive sale dell’ex sinagoga di Carpi, l’esposizione, prodotta dalla Fondazione ex Campo di Fossoli, racconta l’esodo giuliano-dalmata nel secondo dopoguerra e di come migliaia di italiani, in seguito alla cessione di territori italiani all’ex Jugoslavia, si ritrovarono improvvisamente ospiti non graditi in una nazione straniera.

Lucia Castelli ha vissuto in prima persona le conseguenze di quella drammatica pagina di storia, trascorrendo la propria infanzia a Fossoli, frazione di Carpi, all’interno del villaggio San Marco, un ex campo di concentramento fascista che, nel dopoguerra, dal 1954 al 1970 fu riadattato per accogliere i profughi giuliano-dalmati.

Già nel 2013 l’autrice modenese aveva realizzato una prima ricerca fotografica volta ad esplorare ed approfondire le proprie origini istriane, concretizzatasi in Villaggio San Marco-Fossoli-Carpi, mostra che fu esposta alla galleria Photogallery di Modena. Determinata ad approfondire ulteriormente e in maniera più sistematica quelle vicende storiche, a partire dal 2014 Lucia Castelli ha rintracciato, intervistato e ritratto oltre 50 italiani d’Istria. Molti di loro lasciarono le terre d’origine e oggi vivono nella penisola, sparsi tra Bologna, Firenze, Modena, Portogruaro, Trieste e diverse altre località, altri decisero, invece, di rimanere nell’ex Jugoslavia e oggi risiedono a Parezzago, Pirano, Portorose, Sicciole. Nel compiere la propria ricerca la Castelli si è avvalsa della consulenza scientifica del Centro Etnografico del Comune di Ferrara, istituzione che dal 1972 si occupa di ricerca etno-antropologica, raccolta di fonti orali, promozione di cultura di base e fotografia, che le ha fornito gli strumenti metodologici necessari.

La mostra si presenta suddivisa in tre sezioni. In Ritorno a Fossoli i testimoni tornano, a distanza di oltre quarant’anni, all’interno del villaggio in cui vissero, mostrando vecchie fotografie di famiglia e posando nel luogo in cui furono realizzate. Questa serie di ritratti ambientati è caratterizzata dall’uso del colore e da riprese con luce naturale, a differenza delle due successive in cui i ritratti sono decontestualizzati e realizzati in bianco e nero.

Chi partì è il titolo della seconda sezione, dove Lucia Castelli ritrae e intervista chi fuggì dalle terre d’origine, mentre in Chi rimase il percorso espositivo viene chiuso dando voce a chi decise di non lasciare la terra natia.

Il volume che accompagna la mostra non solo raccoglie gli esiti di questa complessa e articolata ricerca sul campo, ma li amplia e approfondisce grazie ai testi di Marzia Luppi, direttrice della Fondazione Campo Fossoli, che fornisce un inquadramento storico dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende legate al campo, originariamente nato come campo di concentramento per ebrei e dissidenti politici, durante la Seconda Guerra Mondiale, e di Roberto Roda responsabile del Centro Etnografico Ferrarese, che approfondisce le metodologie etno-fotografiche messe in campo dalla autrice modenese. In appendice viene inoltre posta l’attenzione su alcuni aspetti particolari emersi dalle interviste: la nostalgia di chi scelse di andarsene, i problemi legati alla slavizzazione forzata dei nomi italiani imposta a chi rimase dal governo dell’ex Jugoslavia, la vita quotidiana all’interno del villaggio San Marco e persino la tradizionale celebrazione istriana del 6 dicembre, quel San Nicolò dispensatore di doni ai bambini, che gli esuli mantennero vivo nella loro nuova comunità modenese.

Mostra e volume, come evidenziavamo inizialmente, sono stati realizzati grazie all’impegno della Fondazione Campo Fossoli, ente che si occupa della promozione e della gestione culturale e scientifica del patrimonio storico e memoriale del Campo di Fossoli, ma pure del Museo del Deportato e dell’ex sinagoga di Carpi.

La mostra, che ha ottenuto ottimi riscontri di pubblico e di critica, si è conclusa il 25 aprile. Nel corso dei prossimi mesi osserverà una lunga circuitazione che la porterà a Colorno, in provincia di Parma, a Firenze e Trieste, per poi varcare i confini nazionali raggiungendo nel 2019 Pirano, in Slovenia, mentre presentazioni del volume si sono già tenute a Bologna (Centro Akasha) e a Ferrara (Sala della Musica).

 

Mostra:

Italiani d’Istria. Chi partì e chi rimase. Storie orali e ritratti fotografici raccolti da Lucia Castelli tra Pirano e Fossoli
10 febbraio-25 marzo 2018
Ex sinagoga di Carpi

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