Rivista "IBC" XXV, 2017, 4

Dossier: IN PRIMO PIANO

Casa Rossini a Pesaro: il nuovo allestimento

Bruno Mariotti
[Architetto e progettista, CH + Architecture Partners]
Silvano Straccini
[Direttore Pesaro Musei]

La casa natale di Gioachino Rossini a Pesaro ha una storia antica. Al XV secolo risale la realizzazione dei piani terra e primo, mentre i due superiori sono stati aggiunti in seguito. Nei primi decenni del Settecento una consistente ristrutturazione coinvolge facciata e interno. Gioachino Rossini nasce in una sala del primo piano il 29 febbraio 1792. Il Comune acquista l’edificio nel 1892, a cento anni dalla nascita del compositore; la casa viene dichiarata monumento nazionale nel 1904.

Tra il 1988 e il 1989 è avvenuto l’ultimo importante intervento di restauro che ha permesso di consolidare la costruzione e di rivedere l’esposizione secondo criteri scientifici. Il lavoro di restauro è stato compiuto dal Comune di Pesaro che si è avvalso della collaborazione e della consulenza del critico musicale Bruno Cagli, allora direttore artistico della Fondazione Rossini, coadiuvato da Mauro Bucarelli, e del sostegno economico della Fondazione Scavolini e della Cassa di Risparmio di Pesaro.

La Casa offre oggi al visitatore le tracce della sua lunga storia e la suggestione dei luoghi effettivamente abitati per alcuni anni dalla famiglia del piccolo Rossini: le imposte delle originarie finestre ad arco, la pavimentazione, i camini anneriti dalla fuliggine degli innumerevoli fuochi, gli elementi di un’antica cucina. Nulla resta invece dell’arredo di fine Settecento, poiché quando la famiglia Rossini si sposta dall’edificio questo verrà abitato da altri occupanti.

La Casa ospita prevalentemente opere e documentiprovenienti da diverse donazioni tra cui stampe, incisioni, ritratti ufficiali e spartiti musicali. In particolare i materiali esposti appartenevano in gran parte a collezioni di fine Ottocento; il nucleo più consistente proviene da Parigi e si tratta per lo più di stampe e incisioni, litografie e ritratti appartenuti al grande Alphonse Hubert Martel, collezionista di cimeli rossiniani. Nella dimora natale del collezionista sono esposte le stampe delle opere di Rossini e dei suoi celebri interpreti. Degna di nota è la raccolta di trenta ritratti a stampa del compositore, cronologicamente ordinati dalla giovinezza alla vecchiaia; un disegno famoso di Gustave Doré lo ritrae sul letto di morte. Oltre ai ritratti ufficiali, è esposta una serie di caricature tra cui una statuetta di Jean Pierre Dantan che mette alla berlina Rossini e altri personaggi dell’ambiente musicale dell’Ottocento. Infine, nella stanza dedicata alla musica, è collocata una spinetta da viaggio appartenuta al maestro e alcuni suoi autografi.

Il nuovo allestimento

La casa natale di Rossini, come abbiamo visto, non ha conservato alcun segno della presenza del grande compositore e ha mantenuto negli anni un carattere di grande semplicità formale e distributiva. È apparsa quindi subito chiara l’esigenza di concepire un allestimento rispettoso e allo stesso tempo coinvolgente, in grado di caratterizzare gli spazi e riproporli al pubblico in maniera empatica.L'intento che ha accompagnato le scelte del progetto è in linea con i principi che hanno guidato il restauro precedente che ha permesso di riaprire al pubblico l'edificio. La filosofia che delineò l’intervento allora è valida anche oggi: “rispetto per l'oggetto architettonico e per il suo peculiare carattere di casa semplice e umile, non priva di dignità formale che è stata valorizzata senza forzature”.

Riteniamo sia importante documentare le umili origini del compositore così come lui stesso amava ricordarle in vecchiaia, e allo stesso tempo celebrarne il personaggio.

Da qui è nata l‘idea di usare gli incipit delle opere più conosciute del grande compositore e di trasformare le sequenze musicali in un motivo grafico da rappresentare su almeno una parete per ogni stanza, partendo dal piano terra fino al secondo livello. Tale decoro è dunque caratterizzato da una sequenza di fasce colorate: ogni nota ha un colore e l’ampiezza della banda colorata dipende dalla duratastessa della nota; in alto la riproduzione dell’autografo di Rossini retroilluminato genera la sequenza colorata che, stanza per stanza, accompagna il visitatore come segno caratterizzante gli spazi ri-allestiti.

Gli spazi rinnovati e il percorso espositivo

Il piano terra, in passato adibito a spazio espositivo, diventa il nuovo punto di accoglienza al pubblico con accesso libero; qui il visitatore trova la biglietteria, il bookshop, una saletta per eventi temporanei e una piccola stanza con postazioni multimediali per la visione e l’ascolto delle opere rossiniane. Il tutto è ben visibile dalla prospiciente via Rossini attraverso le vetrine, tanto da identificare in maniera forte la presenza dell’edificio, che in passato passava inosservato.

L’itinerario di visita delle sale parte dal primo piano; il nuovo progetto mantiene le stesse tematiche (stanza della nascita, cucina, stanza della musica, la ritrattistica, gli ultimi giorni di vita), mentre al secondo piano, alcune sale sono allestite con l’esposizione delle stampe che in passato erano collocate al piano terra, seguendo unadivisione per opere rossiniane ( Il Barbiere di Siviglia, lo Stabat Mater…) con un ordine cronologico dei soggetti rappresentati nelle stampe.

Grazie alla collaborazione scientifica della Fondazione Rossini è stataincrementata la quantità del materiale da esporre, soprattutto in formato digitale. È consultabile gran parte del materiale digitalizzato facente parte delle collezioni della Fondazione Rossini (spartiti, autografi, stampe, etc). Inoltre saranno coinvolti alcuni importanti collezionisti che permetteranno di realizzare piccole esposizioni tematiche di cimeli rossiniani e non solo.

Il nuovo allestimento prevede un adeguamento degli espositori esistenti con una illuminazione aggiornata, pulizia e verniciatura, sostituzione del fondo con nuova grafica informativa e collocazione di nuovi contenuti restaurati. Alcune teche saranno anche adeguate per ospitare dei touch screen.

Nel nuovo riassetto di Casa Rossini sono previsti ausili alla visita da parte di disabili sensoriali programmati all’interno del progetto regionale “Sviluppo del Sistema Museale Marchigiano: interventi di accessibilità fruitiva DGR n. 954 del 04/08/2014”.

Il nuovo allestimento è stato progettato da Ch+ Architecture Partners per la società “Sistema Museo” che gestisce il sistema museale pesarese.

 

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