Rivista "IBC" XXV, 2017, 4

didattica, progetti e realizzazioni

Approda a Ferrara “Monumenti Aperti”, la manifestazione nata a Cagliari che porta in luoghi spesso inaccessibili un pubblico sempre più numeroso ed entusiasta.
Da Karales alla corte estense

Massimiliano Messina
[Vicepresidente associazione culturale Imago Mundi]

Quindicimila. E oltre. Sono le firme lasciate dai visitatori che testimoniano il successo con cui si è chiusa a Ferrara la prima edizione di Monumenti Aperti in Emilia-Romagna. Una festa dei beni culturali, che ha pacificamente invaso la città estense nell’ultimo fine settimana dello scorso ottobre, dedicata alla riscoperta e alla valorizzazione dell’importante patrimonio artistico e architettonico del Seicento ferrarese. Un itinerario che si è snodato attraverso dieci monumenti, dal Palazzo dei Diamanti al Castello Estense, dalle chiese di San Francesco e Santa Francesca Romana all’Oratorio dell’Annunziata, da Palazzo Bonacossi alle Basiliche di Santa Maria in Vado e di San Giorgio, fino alle chiese di San Giuliano e San Carlo, fortemente danneggiate dal terremoto del 2012 e da allora off limits.

La manifestazione è giunta a Ferrara in occasione della mostra Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese, ospitata nelle prestigiose sale del Palazzo dei Diamanti, ed è parte del progetto didattico La fabbrica della meraviglia, realizzato grazie al sostegno di Eni. Un evento, Monumenti Aperti, che ha consentito al numeroso pubblico ferrarese accorso, oltre ai tanti gruppi organizzati giunti in città appositamente, di poter visitare per la prima volta anche luoghi abitualmente non accessibili al pubblico.I monumenti sono stati raccontati da circa 900 studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, che nei mesi precedenti l’evento hanno partecipato a un articolato percorso formativo curato dallo scrittore Luigi Dal Cin, impegnato al fianco dello staff dell’organizzazione.

Patrocinata dal Comune di Ferrara, la prima edizione della manifestazione nella città estense è stata organizzata da Imago Mundi Onlus, Comune di Ferrara e Fondazione Ferrara Arte, con il coordinamento dell’associazione culturale Ferrara Off, e ha contato sull’adesione di molte istituzioni pubbliche e soggetti cittadini.

Nata nel 1997 a Cagliari dalla passione civile di un gruppo di studenti universitari impegnati nel mondo dell’associazionismo, l’iniziativa ( www.monumentiaperti.com), organizzata e coordinata da Imago Mundi, coinvolge ogni anno in Sardegna quasi 60 amministrazioni comunali e oltre diciassettemila studenti di tutte le età. Che nel corso dei fine settimana fra aprile e maggio – dopo un percorso di formazione che impegna alunni e insegnanti durante l’anno scolastico – diventano appassionate guide dei propri territori e degli 800 monumenti aperti al pubblico, visitati da oltre 300.000 persone. La formula è semplice ma accattivante: nelle due giorni della rassegna quanti più luoghi d’arte e cultura, in particolare quelli normalmente chiusi o difficilmente accessibili, vengono, appunto, aperti e illustrati ai visitatori dai giovani “ciceroni”. Dal 2014 la manifestazione ha superato i confini regionali ed è sbarcata nelle Langhe piemontesi, nelle terre raccontate da Cesare Pavese e Beppe Fenoglio.

Diversi i riconoscimenti ricevuti in questi anni, come il premio Cultura di Gestione di Federculture nel 2006 e una “menzione speciale” riconosciuta da Legambiente, Fondazione Symbola, Consiglio Nazionale degli Architetti, Comieco, nell’ambito della terza edizione del premio nazionale “Sterminata bellezza” nel 2017. Attestati di valore altamente significativi, che si aggiungono alla Medaglia di rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana, che viene assegnata a Imago Mundi per Monumenti Aperti dal 2008, e ai patrocini delle Presidenze della Camera e del Senato, del MIUR, a cui si affianca quello della Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna. Dal dicembre 2017 la Onlus Imago Mundi è tra le quindici organizzazioni nazionali che fanno parte di Europa Nostra.

“Abbiamo deciso di puntare su questo format innovativo” – sottolinea il vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto – “per creare un circuito, a partire dalla mostra su Carlo Bononi, attraverso quel grande ‘museo diffuso’ offerto dalla città: accanto alle celebri testimonianze della stagione estense, i musei, le chiese e i palazzi cittadini si sono rivelati ricchi di tesori artistici del Seicento, tra i quali spicca l’opera di Bononi. La sfida vincente è stata quella di rendere protagoniste le generazioni più giovani, che per due giorni sono state portavoce dei valori storici, artistici, civili e identitari custoditi nel patrimonio artistico della loro città. L’entusiasmo con cui gli insegnanti e gli studenti hanno aderito al progetto e l’impegno di tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione hanno permesso di raggiungere risultati ben superiori alle aspettative: la straordinaria risposta – in termini numerici e di partecipazione – della cittadinanza e dei visitatori non fanno che confermare la lungimiranza del progetto Ferrara Città d’Arte e di Cultura”.

“Questo straordinario risultato”, afferma il presidente di Imago Mundi Fabrizio Frongia, “è per noi motivo di grande soddisfazione, considerata l’importanza che Ferrara riveste nel panorama storico-culturale italiano. Monumenti Aperti in questa prestigiosa città d’arte e cultura è stato un banco di prova di incredibile interesse per la manifestazione, che nel corso di questi primi vent’anni di vita ha compiuto passi importanti, dalla presenza capillare e massiccia in Sardegna fino a diventare una best practice replicabile in altre realtà culturali italiane. L’impegno – prosegue Frongia – dei quasi 1000 volontari, e dei loro docenti, che la città estense ha chiamato a raccolta è il principale valore aggiunto di questa riuscitissima prima edizione. Un esempio di cittadinanza attiva fondamentale per le prospettive del nostro progetto, che nel 2018 si svolgerà all’interno dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Anno – conclude il presidente di Imago Mundi – che vedrà approdare Monumenti Aperti anche in Puglia, a Bitonto”. Ferrara ha aperto non solo i suoi tesori ma anche una porta d’oro verso il futuro della manifestazione che, ci auguriamo, possa suscitare l’interesse di altre amministrazioni comunali dell’Emilia-Romagna, interessate a entrare a far parte della rete di questa bella iniziativa.

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