Rivista "IBC" XXV, 2017, 3

pubblicazioni

Pietro Giordani, Scritti per le arti. Antologia

Maria Luigia Pagliani
[Istituto nazionale studi verdiani]

A due anni dall’uscita del volume Pietro Giordani e le origini dell’Accademia di Belle Arti a Bologna, Andrea Emiliani affronta nuovamente il tema Pietro Giordani e le arti. Nell’antologia propone al lettore una selezione di testi giordaniani legati alla riflessione storico artistica che il Piacentino matura all’Accademia di Belle Arti di Bologna ove, dal 1808 al 1814, ricopre la carica di prosegretario. Tra i brani scelti e proposti, alcuni in versione integrale altri per passi scelti, figurano: l’ Orazione Prima, oggetto di una pesante censura da parte degli organi accademici, segue la Seconda orazione, il Compendio dell’ Orazione Panegirica per Canova e quindi un brano dal Panegirico ad Antonio Canova e l’orazione Sopra un dipinto del Cav. Landi e uno del Cav. Camuccini; infine, in versione integrale secondo l’edizione di Antonio Gussalli, i tre discorsi sulle pitture di Innocenzo da Imola. Questi rappresentano l’esito più compiuto della ricerca giordaniana e costituiscono la prima fondamentale monografia sull’artista imolese. Nello studio su Innocenzo il Giordani sperimenta un metodo di indagine critica sulle fonti e di verifica puntuale delle notizie per giungere, attraverso una ricerca storica e artistica ormai moderna, a ricostruire un catalogo completo e certo delle opere. Obiettivo del Piacentino è recuperare un quadro il più possibile chiaro e veritiero su Innocenzo Francucci, un autore trascurato dalla letteratura artistica, in cui non pochi erano gli errori e le imprecisioni. Tra i colpevoli di non aver manifestato l’attenzione dovuta all’artista imolese figura anche il padre fondatore della storiografia artistica bolognese: Carlo Cesare Malvasia. Il Malvasia, sono parole del Giordani, aveva trascurato di esaminare direttamente le opere “[…] che in Bologna in Imola in Faenza erano a’ suoi dì più copiose e d’interrogare la famiglia del pittore che tuttavia durava”.

Il Giordani percorre instancabile la Romagna sulle tracce dell’artista e dei suoi dipinti, avvalendosi anche di una fitta rete di relazioni (studiosi, politici, amici) cui si rivolge per aiuto, per raccogliere informazioni e verificare le opere meno accessibili.
Fra gli illustri collaboratori, da Cicognara a Canova, agli amici imolesi come Giovanni Codronchi, figura anche un Ministro del Regno: “[…] il Signor Conte Filippo Marescalchi Ministro di S.M. il quale per favorire questo mio lavoro non si è sdegnato d’investigare diligentemente, e di scrivermi più volte di sua mano lungamente”.

A chiusura del volume, a documentare l’ampia e solida rete dei legami di amicizia e di studio che costituiscono il tessuto anche affettivo all’interno del quale si dipana la vicenda personale e scientifica del Giordani, Andrea Emiliani propone al lettore una selezione dall’epistolario, articolato per temi: dall’amicizia coi già citati Canova e Cicognara, al legame con i coniugi Martinetti, ai rapporti con il forlivese Domenico Manzoni per i quale favorirà l’acquisto di un’opera di Canova, alle testimonianze epistolari che accompagnano il lungo e faticoso lavoro su Innocenzo. In appendice figura una selezione dello scambio epistolare fra Pietro Giordani e Giacomo Leopardi, testimonianza di un’amicizia straordinaria nella storia della letteratura italiana.

Libro:

Pietro Giordani, Scritti per le arti. Antologia, a cura di Andrea Emiliani, Rastignano (Bologna), Bononia University Press, 2017.

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