Rivista "IBC" XXIV, 2016, 2

Dossier: Archaeology & ME

Il progetto NEARCH: nuovi scenari per l’archeologia e il patrimonio

Amala Marx, Kai Salas Rossenbach
[INRAP, project leader NEARCH]

Il contesto all’interno del quale è inserita la mostra Archaeology&ME, è il programma di cooperazione denominato NEARCH.
Finanziato dalla Commissione europea, NEARCH è una rete di 16 strutture di alto livello provenienti da 11 paesi, che lavorano nel campo dell’archeologia e del patrimonio culturale: università, istituti nazionali, agenzie locali, laboratori diricerca…
NEARCH ha il compito di disegnare nuovi scenari per l’archeologia e il patrimonio, con l’obiettivo di migliorare il rapporto fra le società dell’Europa contemporanea e il nostro ambito di conoscenza. Attraverso il programma si vuole comprendere cosa pensi noi cittadini e che cosa si aspettano dal loro rapporto con il patrimonio culturale; ma anche coinvolgere le comunità nelle nostre attività, nelle nostre decisioni, e capire che cosa significhi ciò per noi come archeologi professionisti.
Stiamo cercando di ripensare alla nostra disciplina al fine di aprire il nostro ambito a pratiche collettive e maggiormente inclusive. In questa direzione abbiamo organizzato una serie di attività e di temi per esplorare e fare nuove proposte.

La prospettiva della creazione artistica

Assieme a due centri di arte contemporanea, abbiamo proposto a 10 artisti di pensare e creare sul tema del patrimonio. Il risultato è stata una grande mostra a Parigi nel 2016, La materialità dell’Invisibile e una prossima che aprirà a Maastricht nel 2017. Attraverso queste proposte artistiche abbiamo ottenuto una nuova prospettiva sul nostro oggetto di studio e assieme su di noi, con un risultato molto lusinghiero di circa 12.000 visitatori.
Abbiamo compreso che artisti e visitatori hannouna chiara percezione del significato politico dell’archeologia; che hanno una relazione emotiva molto forte con il patrimonio e la cultura materiale e che il processo creativo può diventare uno strumento nuovo e molto potente per diffondere la conoscenza archeologica verso un pubblico più ampio. I nostri concittadini sono desiderosi di essere sorpresi da nuove modalità di raccontare il passato.

L’opinione dei cittadini europei
Per ottenere un quadro più oggettivo della percezione del patrimonio e dell’archeologia abbiamo anche chiesto direttamente ai cittadini europei a proposito della loro relazione con questi temi. Assieme ad un istituto di indagini statistiche, è stata organizzata un’indagine a livello europeo, in 9 paesi*. I risultati ci hanno mostrato che gli europei sono ben informati sull’archeologia e il patrimonio culturale e desiderano avere un rapporto più stretto con questi temi. Quando è stato loro chiesto “che cosa è l’archeologia?”, le risposte sono state molto precise dimostrando una buona comprensione della disciplina, associata ad una attività scientifica.

Il ruolo dell’archeologia è chiaramente connesso alla comprensione del presente e al trasferimento di questa conoscenza alle generazioni più giovani. Che responsabilità per noi archeologi!

Abbiamo anche compreso che i cittadini non hanno un quadro molto preciso dei compiti e delle attività quotidiane degli archeologi. Capiscono perché vi è bisogno degli archeologi, ma che cosa facciano esattamente, non è molto chiaro. Questo aspetto è per noi importante perché significa che dobbiamo spiegare meglio “come” ricostruiamo il passato.

I cittadini sono realmente coinvolti dal patrimonio e desiderosi di sostenere l’archeologia poiché è una disciplina utile. Allo stesso tempo vogliono che sia lo Stato a mantenere la disciplina come bene comune e a beneficio della collettività. Quest’ultima è sicuramente una notizia positiva, ma, di nuovo, una grossa responsabilità pe rnoi.

Ciò che ci ha sorpreso molto è constatare che i cittadini non attribuiscono un ruolo economico al patrimonio e al settore archeologico. É colpa nostra: abbiamo il dovere di spiegare meglio quanto sia importante il patrimonio per lo sviluppo dei nostri paesi, in termini di posti di lavoro, denaro ma anche benessere.

Attraverso la nostra indagine statistica, abbiamo anche imparato che le categorie più alte dal punto di vista sociale, posseggono una conoscenza migliore dell’archeologia e del patrimonio, il che non ci ha sorpreso ma è inaccettabile se riteniamo che il passato europeo sia un bene comune. Questa è la prossima sfida per la nostra professione: è nostro dovere parlare a tutti i cittadini senza eccezioni.

Per continuare la nostra esplorazione della percezione della nostra disciplina, nel 2015 abbiamo invitato i cittadini ad esprimersi creativamente sul patrimonio e l’archeologia. Il risultato è la mostra Archaeology&ME.

Per concludere, attraverso questo percorso sulla percezione del patrimonio e dell’archeologia da parte dei non addetti ai lavori, abbiamo compreso che dobbiamo proseguire in questa direzione, soprattutto perché le persone amano e si aspettano molto dall’archeologia e dal patrimonio culturale.
Continueremo nella nostra indagine su cosa si attendono da noi archeologi i nostri concittadini e cercheremo di essere più vicini alle loro aspettative, tenendo presente la grande responsabilità che abbiamo nel ricostruire scientificamente la conoscenza di un passato così presente e abusato nel nostro presente.

*Risultati dell’indagine statistica NEARCH “L’immagine dell’archeologia”, effettuata online dal 29 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015 da Harris Interactive su un campione rappresentativo della popolazione di nove paesi (4516 intervistati), in corso di pubblicazione su www.nearch.eu

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