Rivista "IBC" XXII, 2014, 1

Dossier: Pane e Internet in biblioteca

“Pane e Internet in biblioteca”

Rosaria Campioni
[IBC]

Tra i malanni contemplati nel prontuario di Ella Berthoud e Susan Elderkin, uscito contemporaneamente in vari paesi europei, figura pure la dipendenza da Internet: "I nostri computer e smartphone ci chiamano come sirene e ci dicono di tornare, interagire, aggiornare, ricaricare. Come falene attratte dalla luce e dal calore, sembriamo incapaci di resistere [...]. A volte può sembrare che la vita sia più interessante sullo schermo che fuori". 1

In una società in cui milioni di persone vivono costantemente "connesse", al punto che va aumentando il fenomeno della dipendenza da Internet, può sembrare anacronistico o quanto meno secondario che un'amministrazione pubblica intraprenda una campagna formativa su scala regionale per promuoverne l'accesso. Eppure, anche in una regione aperta all'innovazione tecnologica e telematica e caratterizzata da una discreta qualità della vita, qual è l'Emilia-Romagna, ci sono ancora abitanti che non sono in grado di accedere alla rete. A tale imperizia, diffusa soprattutto presso alcune fasce deboli (anziani, donne, immigrati), a rischio di emarginazione crescente anche per mancanza di accesso alle informazioni on line, ha cercato di porre rimedio il progetto "Pane e Internet" ideato un lustro fa dalla Direzione generale Organizzazione sistemi informativi e telematica della Regione Emilia-Romagna e comunicato in varie piazze, anche di piccoli centri, grazie a un camper attrezzato all'uopo.

Il progetto, teso a far conoscere con appositi corsi gratuiti promossi sul territorio le modalità essenziali per comunicare e fruire i servizi on line, gode di ottima salute, come attestano le numerose richieste che continuano a pervenire. Dalle interviste, condotte dopo la conclusione dei corsi per valutare l'efficacia delle passate edizioni, era tuttavia emerso che alcuni partecipanti non erano riusciti a sviluppare le competenze acquisite tramite le venti ore di lezione per mancanza di attrezzature informatiche e di assistenza tecnica. Per superare tali criticità è parso opportuno costruire nuove alleanze e ricorrere al supporto di altre strutture, in primis delle biblioteche di ente locale, che hanno il compito di "offrire risorse e servizi, con una varietà di mezzi di comunicazione, per soddisfare le esigenze individuali e collettive di istruzione, informazione e sviluppo personale". 2

La rete bibliotecaria emiliano-romagnola rappresenta un terreno fertile e offre un valido sostegno ai processi di apprendimento attivati con i corsi di alfabetizzazione informatica previsti dal progetto regionale, che mira all'inclusione sociale. D'altronde una ricerca sulla diffusione dei punti di accesso pubblico a Internet (i cosiddetti PIAP), condotta una decina di anni fa dalla società "ERVET - Emilia-Romagna valorizzazione economica territorio", aveva già messo in rilievo che "la biblioteca è [...] la struttura pubblica dedicata alla consultazione di Internet nettamente più diffusa su tutto il territorio della regione Emilia-Romagna. Il sistema bibliotecario regionale riveste quindi un ruolo fondamentale per la riduzione del digital divide 'sociale' poiché offre la disponibilità di accedere a Internet a chi non possiede una connessione presso la sua abitazione". 3

In questo ultimo decennio, naturalmente, le biblioteche hanno migliorato l'offerta dei servizi on line e incrementato il numero dei computer con connessione a Internet a disposizione del pubblico. Dal sistema informativo regionale SIBIB risulta che nel 2012, su 458 biblioteche di ente locale, l'80% era dotato di postazioni Internet per il pubblico, per un totale di circa un milione e duecentomila sessioni.

Considerando che le finalità del progetto regionale, teso allo sviluppo della società dell'informazione, sono del tutto convergenti con quelle della biblioteca pubblica, che deve assicurare il libero accesso all'informazione ai fini dello sviluppo personale e della partecipazione informata alla democrazia, si è deciso di avviare il sottoprogetto "Pane e Internet in biblioteca", a partire da Bologna. È subito emerso che l'alleanza naturale del progetto "Pane e Internet" con le biblioteche comunali poteva incontrare uno scoglio nella carenza di personale da adibire all'assistenza degli utenti in orari prestabiliti. Le biblioteche interessate ad avviare sperimentalmente il nuovo servizio, ma prive di una sufficiente dotazione di risorse umane, hanno perciò segnalato per i corsi per facilitatori (realizzati nel 2012 a Bologna) i nomi dei volontari disponibili a svolgere in seguito il lavoro di assistenza a coloro che avevano frequentato i corsi. L'esito positivo dei corsi per facilitatori digitali e l'avvio del nuovo servizio in alcune biblioteche di Bologna (tra le quali Sala Borsa, grazie ai volontari di "BiblioBologna") e della provincia hanno incoraggiato la Regione Emilia-Romagna a estendere la sperimentazione alle altre province.

Merita di essere ricordato il buon accoglimento della proposta all'incontro di start up, organizzato presso il Centro di documentazione della Provincia di Modena (29 gennaio 2013), in un contesto ancora segnato dagli eventi sismici del maggio 2012 che hanno inferto un duro colpo all'organizzazione bibliotecaria della Bassa modenese. I bibliotecari dei centri colpiti, seppure in situazioni precarie, non hanno perciò inteso rinunciare ad aiutare "gli utenti a imparare a utilizzare Internet e l'informazione elettronica in modo efficace ed efficiente", secondo la chiara indicazione del Manifesto IFLA per Internet. 4

Gli ex utenti di "Pane e Internet" trovano nelle biblioteche che aderiscono al sottoprogetto un ambiente protetto e un operatore che, oltre a rispondere alle loro domande specifiche, può offrire gratuitamente suggerimenti utili per accedere alle informazioni on line e indicazioni essenziali per valutare i contenuti. Il diritto alla cultura e all'informazione, stabilito nelle carte internazionali, incontra così un luogo sicuro in cui può inverarsi. È per questo che, anche grazie al sostegno della Soprintendenza regionale per i beni librari e documentari, saranno svolti nuovi corsi per formare altri operatori da adibire al servizio di facilitazione digitale in biblioteca. Nel triennio 2014-2016 si tratta di consolidare i servizi già avviati e di favorire le adesioni da parte di nuove biblioteche che possono altresì beneficiare dei risultati delle precedenti sperimentazioni.

Sarà interessante, per esempio, monitorare l'esperienza recentemente intrapresa presso la Casa della conoscenza di Casalecchio di Reno, dove gli studenti di alcune classi dell'Istituto commerciale "Salvemini" insegnano ai corsisti di "Pane e Internet", molti dei quali sono anziani. Il servizio erogato dai giovani, oltre a fornire un aiuto per utilizzare le funzioni di base del computer, si estende un pomeriggio alla settimana anche all'uso di dispositivi mobili propri, quali smartphone e tablet. Preme sottolineare in una simile sperimentazione, fondata sulla proficua collaborazione tra scuola e biblioteca, il valore aggiunto del rapporto intergenerazionale, che a volte stenta a decollare persino nell'ambito familiare.

L'aspetto di inclusione sociale del progetto esce perciò rafforzato con "Pane e Internet in biblioteca", essendo le biblioteche pubbliche anche luoghi di aggregazione. Ebbene, dai primi dati del monitoraggio condotto negli istituti aderenti, emerge che il 56% degli utenti del servizio di facilitazione digitale non era mai entrato in precedenza in biblioteca. Per alcuni migranti ha costituito anche l'occasione per scoprire che la biblioteca possiede documenti nella lingua dei loro paesi di provenienza. Le biblioteche quindi, grazie al servizio di facilitazione digitale, possono incontrare nuovi utenti, svolgendo una funzione fondamentale: dispensare informazioni e competenze per fasce di pubblico che rischiano di essere escluse anche dai servizi della pubblica amministrazione, in una società che utilizza sempre più le tecnologie avanzate. Si possono portare a titolo esemplificativo le difficoltà che incontra una famiglia, priva di computer, a iscrivere un figlio a scuola, o il disagio di un anziano, digiuno di conoscenze informatiche, che deve collegarsi a Internet per scaricare il CUD per la denuncia dei redditi, o quello di un disoccupato che intende compilare il curriculum o usare le risorse della rete per cercare lavoro.

Gli operatori addetti ai servizi di facilitazione digitale aiutano gli ex utenti di "Pane e Internet" a consolidare le conoscenze di base e ad avvicinarsi ai servizi on line dei vari enti, forniscono inoltre indicazioni per orientarsi nella rete e suggerimenti relativi alla sicurezza e alla protezione dei dati personali. La biblioteca, aderendo al sottoprogetto "Pane e Internet in biblioteca", va incontro ai bisogni della vita quotidiana delle persone (più deboli per quanto riguarda l'accesso alla rete) e rafforza l'impatto sul territorio, erogando un servizio socialmente utile. La sfida, per gli operatori, è trasformare gli utenti che occasionalmente sono entrati in biblioteca, per consolidare l'alfabetizzazione informatica, in utenti abituali. E tale processo di fidelizzazione può essere favorito con l'impegno professionale del bibliotecario volto a fornire le prime indicazioni utili a valutare la qualità delle informazioni per favorire la crescita dello spirito critico, indispensabile per assicurare lo sviluppo di una società democratica e inclusiva.

Del resto la democrazia necessita di informazione e cultura, come emerge anche dalla Costituzione che con lungimiranza afferma la "pari dignità sociale" di tutti i cittadini (articolo 3) e che "la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica" (articolo 9). Se poi allarghiamo il nostro orizzonte al contesto europeo si può notare che "Pane e Internet in biblioteca", incoraggiando l'apprendimento permanente tramite l'utilizzo ottimale della rete, rappresenta anche un'opportunità coerente con le priorità strategiche di "Europa 2020" per una "crescita intelligente, sostenibile e inclusiva".

Note

( 1) E. Berthoud, S. Elderkin, Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, a cura di F. Stassi, Palermo, Sellerio, 2013, p. 307.

( 2) Il servizio bibliotecario pubblico: linee guida IFLA/Unesco per lo sviluppo, preparate dal gruppo di lavoro presieduto da Philip Gill per la Section of Public Libraires dell'IFLA, Roma, Associazione Italiana Biblioteche, 2002, p. 19.

( 3) A. Margelli, Internet in biblioteca: un privilegio diffuso, "IBC", XI, 2003, 4, pp. 9-10, la conclusione è a p. 10.

( 4) Il servizio bibliotecario pubblico, cit., pp. 129-131: 130.

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