Rivista "IBC" XIV, 2006, 2

mostre e rassegne, pubblicazioni

"La Biblioteca comunale di Bologna all'Archiginnasio. Il 160° della sua apertura al pubblico nell'antica sede dell'Università", Bologna, Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, 3 febbraio - 30 giugno 2006.
160 anni di Archiginnasio

Valeria Roncuzzi
[responsabile della Promozione delle attività culturali della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, Bologna]
Sandra Saccone
[Sezione manoscritti e rari della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, Bologna]

Il 3 febbraio 2006, con una manifestazione dal programma ricco e articolato, si è voluto ricordare alla città un significativo anniversario: il giorno di apertura della Biblioteca dell'Archiginnasio nella sede che le ha dato il nome, l'antico palazzo dell'Università, centosessanta anni fa, esattamente martedì 3 febbraio del 1846. Storia dell'arte, letteratura e musica si sono intrecciate in una giornata unica per celebrare il cuore pulsante della cultura bolognese con una serie di iniziative speciali programmate dall'Istituto e realizzate dal suo personale.

L'apertura straordinaria del palazzo in tutte le sue sale monumentali, con visite guidate condotte dai bibliotecari, è stata preceduta da un'illustrazione della storia della Biblioteca civica e di quella di alcuni suoi tesori, come la serie completa delle opere del bolognese Giulio Cesare Croce, e da un concerto di musiche anch'esso nel solco della tradizione popolare bolognese. Si è trattato quindi di un vero festeggiamento cui ha partecipato un larghissimo pubblico, con più di duemila persone che si sono succedute nelle visite alle sale storiche. Lungo questo percorso di visita è stato evidenziato il legame fra Bologna e la sua Biblioteca, un legame che passa attraverso moltissimi documenti riconducibili alla sua vocazione municipalistica: in occasione del centenario questi documenti sono stati esposti con una piccola serie di opere rare e antiche, a testimonianza anche dell'attività di catalogazione tesa al recupero del libro antico e a dare visibilità a molte librerie private e pubbliche giunte in Archiginnasio in età anche lontane, ma finora poco conosciute e fruite.

Proprio per diffondere la conoscenza delle varie particolarità del patrimonio, raggiungendo il pubblico degli utenti virtuali, sono state inoltre presentate ai convenuti le numerose banche dati on line della "Biblioteca digitale", recentemente inserite nel sito Internet dell'Archiginnasio ( badigit.comune.bologna.it/index.asp): dai cataloghi librari, come il Catalogo storico "Frati-Sorbelli" e la Bibliografia bolognese di Luigi Frati; alle fonti storiche per lo studio di Bologna: le Gazzette bolognesi, i Bandi del fondo Merlani; alla digitalizzazione delle immagini delle Raccolte dei Ritratti e delle fotografie del Fondo teatrale "Antonio Cervi", nonché delle decorazioni parietali araldiche del Palazzo. Il rapporto profondo fra città e Biblioteca è anche a fondamento di una mostra che raccoglie documenti e immagini relativi ai momenti salienti della vita dell'Istituto nell'Ottocento, esposizione curata da Valeria Roncuzzi e Sandra Saccone e allestita nel Quadriloggiato superiore, dove è rimasta aperta ai visitatori fino a tutto giugno 2006.

"La Biblioteca comunale di Bologna all'Archiginnasio. Il 160° della sua apertura al pubblico nell'antica sede dell'Università" si articola per tappe significative che gravitano intorno all'incontro fra Biblioteca e Palazzo circa a metà del secolo XIX: dalla fondazione "rivoluzionaria" di inizio Ottocento alla soglia delle innovazioni biblioteconomiche attuate nel Novecento. Istituita il 30 aprile 1801 con deliberazione del Dipartimento del Reno, per raccogliere i fondi librari delle corporazioni religiose soppresse dalle leggi napoleoniche, la Biblioteca civica avrebbe dovuto affiancare la Biblioteca dell'Istituto delle Scienze, per offrire un più completo e articolato servizio pubblico agli studiosi e ai letterati. Ospitata per i suoi primi anni nel Convento di San Domenico, nel 1837, ripristinato il governo pontificio, la Biblioteca dovette restituire la sede ai padri Domenicani, rientrati nel loro convento. Si trasferì allora nel cinquecentesco palazzo dell'Archiginnasio, abbandonato nel 1803 dall'Università per una più congrua sistemazione in Palazzo Poggi.

L'antico edificio dello Studio era certamente molto prestigioso, ma necessitava di grandi interventi di restauro e adattamento. La Biblioteca, quindi, continuò a rimanere chiusa al pubblico per altri otto anni, dal gennaio 1838 al febbraio 1846. A testimonianza del fervido lavoro che coinvolse sia la parte architettonica sia quella libraria, sono stati esposti alcuni progetti e acquerelli. È stata messa così in evidenza, per esempio, la suggestiva apertura delle porte di comunicazione fra le antiche aule sopra il Pavaglione, un tempo indipendenti, e destinate ora ad accogliere nuove librerie lignee. Si sono mostrati, inoltre, i prospetti per la suddivisione per materie del patrimonio librario, passato in soli vent'anni, fra il 1838 e il 1858, da circa 50.000 unità a più di 84.000 (e oggi non è lontano dal milione); nonché il primo Regolamento dello studio nella Biblioteca, datato 3 febbraio 1846 perché redatto proprio in occasione del giorno di apertura.

Sono stati ricordati, esponendone i ritratti, alcuni illustri cittadini (l'abate Antonio Magnani; il religioso spagnolo, ma bolognese di adozione, Gioacchino Mugnoz; il medico e collezionista Matteo Venturoli; il pittore Pelagio Palagi), i quali hanno contribuito ad arricchire significativamente il patrimonio bibliografico della Biblioteca Civica col dono delle proprie librerie e raccolte private. Per finire, una sintetica carrellata degli eventi più importanti che nella seconda metà del secolo XIX hanno dato lustro all'Archiginnasio, nella sua duplice veste di luogo principe della cultura bolognese e di monumento storico-artistico: la prima esecuzione pubblica italiana dello Stabat Mater di Gioachino Rossini (18 marzo 1842), la visita di papa Pio IX nel 1857, la Cerimonia per la celebrazione dell'VIII Centenario della fondazione dell'Università di Bologna (12 giugno 1888).

Il catalogo della mostra - per la prima volta in Archiginnasio redatto on line dalle curatrici riversando, con l'ausilio informatico del webmaster Rita Zoppellari, testi, immagini, didascalie e notazioni tecniche - riproduce integralmente il percorso e i contenuti dell'esposizione, e dà avvio a un nuovo servizio di mostre virtuali, inserite nel sito dell'Istituto, per offrire al pubblico una sempre più ampia possibilità di fruizione, non vincolata allo spazio e al tempo fisici delle manifestazioni ( www.archiginnasio.it/mostre/160/home160.htm).

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