Rivista "IBC" XIII, 2005, 4

mostre e rassegne, pubblicazioni

Mauro Guidi tra utopia e realtà (1761-1829), a cura di M. Gori e D. Savoia, Cesena, Brighi e Venturi Litografi, 2005.
Atlanti cesenati

Elisabetta Landi
[IBC]

Rivive una pagina importante della storia cesenate nella mostra "Mauro Guidi tra utopia e realtà (1761-1829)", organizzata dal Comune di Cesena e dalla Biblioteca Malatestiana, dove è stata allestita dal 21 maggio al 16 ottobre 2005 con il patrocinio della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico di Bologna e della Facoltà di architettura "Aldo Rossi" di Cesena. Occasione per l'esposizione, resa possibile grazie all'impegno congiunto della locale Fondazione Cassa di risparmio e di CBC Costruzioni, il recupero degli undici Atlanti del "perito e Professore di Architettura Civile" Mauro Guidi, restaurati da Nicolangelo Scianna presso il Laboratorio di restauro del libro dell'Abbazia del Monte. Merito del Rotary Club di Cesena aver contribuito alla salute di quest'opera monumentale conservata presso la storica Biblioteca, così da ricordare con un gesto significativo e duraturo per la vita culturale cittadina il suo centenario di istituzione ( www.malatestiana.it/sezioni/mostre/guidi.htm).

Sono più di mille i disegni che documentano il sogno dell'architetto Mauro Guidi, progetti in prevalenza mai realizzati per edifici civili e religiosi, case coloniche, monumenti ed elementi dell'arredo urbano con i quali richiamare all'ordine il "mal Costume" e l'"Inreligione" conseguiti alla vittoria delle armate rivoluzionarie francesi. Su "Disordine, Libertinaggio e Scandalo" era naufragato il suo mondo, ispirato da una moralità troppo austera per essere compresa dai contemporanei. Un'idealità regressiva, persino, che si traduceva in progetti ambiziosi di riqualificazione urbana, e perciò sociale, che il razionalismo architettonico d'oltralpe sembrava adatto a sostenere. Come si legge nell'albo 48, intitolato Cesena Nuova. Una Cesena idealizzata, ispirata all'edilizia progressista ma che nessuno gli permise di realizzare. Colpa, nel caso, di un eccessivo formalismo esente dalla più moderna analisi della funzione (Matteucci), nella quale furono maestri Morelli e Pistocchi.

Ma specialmente alla storia della sua città Guidi fu attento. Tanto da consegnare ai posteri un regesto preziosissimo della cronaca cittadina in anni storicamente densi, dal 1781 al 1829, nei quattro tomi del suo Giornale, pure conservati alla Malatestiana. Fu Nazzareno Trovanelli, storico locale, a riscoprire agli inizi del secolo scorso questo patrimonio ignorato. Un diario lungo cinquant'anni e una fonte inesauribile di informazioni sulla quotidianità locale. Che Mauro annotava dal quartiere della Chiesa Nuova, dov'era nato nel 1761 e dove visse in reclusione volontaria ma privilegiata, perché da quell'osservatorio si potevano registrare i movimenti sulla piazza contigua e il via vai delle carrozze da Bologna. Come nel caso dell'elezione di Giovanni Angelo Braschi, dal 1775 papa Pio VI, celebrato con un mondo effimero di stucco "a far supporto a un'illusione di architetture".

Un'illusione fu, in effetti, la sua produzione, papalino intransigente com'era, e incapace di comprendere le inquietudini del secolo dei lumi e gli ideali progressisti che di lì a qualche anno gli "Alberi della Libertà" avrebbero sintetizzato sulle piazze di Cesena. Ciononostante, Mauro li ritraeva fedelmente, come tutti gli eventi trascritti volta a volta, lasciando una testimonianza di inestimabile valore. Erano schizzi di buona qualità, oltreché una miniera grafica dove addentrarsi per arrivare al cuore della vita storica cesenate.

A questo patrimonio, che si aggiunge agli Atlanti, si collega una cartella di 65 disegni, inediti in gran parte, provenienti dal fondo "Comandini". Si tratta in prevalenza di elaborati relativi al patrimonio architettonico cittadino: dal Ponte Clemente, attuale Ponte Vecchio, ai palazzi più importanti dell'aristocrazia locale. Opere di qualità, perché è vero che a Mauro Guidi venne riconosciuto il premio dell'Accademia di San Luca, a Roma, dove si trasferì negli anni compresi tra il 1787 e il 1793, all'indomani dell'apprendistato presso il ticinese Azzolini.

Di questa produzione sterminata rende conto l'ampio repertorio dei disegni, la "Laboriosa fantastica opra di Mauro Guidi architetto cesenate", illustrato dal catalogo della mostra, a cura di Daniela Savoia e Mariacristina Gori. Un densissimo strumento di studio, e una rassegna sul vasto corpus documentario dell'artista, esaminato dai saggi delle curatrici, di Francesco Ceccarelli e di Anna Maria Matteucci, il cui studio sull'"utopia regressiva" di Guidi, apparso sulla rivista "Daidalos", aprì per primo nel 1983 la strada alle indagini sull'argomento.

 

Mauro Guidi tra utopia e realtà (1761-1829), a cura di M. Gori e D. Savoia, Cesena, Brighi e Venturi Litografi, 2005, 207 p., s.i.p.

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