Rivista "IBC" XI, 2003, 4

musei e beni culturali / mostre e rassegne, pubblicazioni

La cattedrale scolpita. Il romanico in San Pietro a Bologna, a cura di M. Medica, Ferrara, Edisai, 2003.
Il romanico ritrovato

Elisabetta Landi
[IBC]

"La cattedrale scolpita. Il romanico in San Pietro a Bologna" - la mostra allestita al Museo civico medievale di Bologna dal 13 dicembre 2003 al 12 aprile 2004, promossa dai Musei civici d'arte antica di Bologna in collaborazione con la Curia arcivescovile - rende conto di una fase importantissima ma ancora poco nota della civiltà del romanico padano. Dal duomo di Piacenza al battistero di Parma, fino alle cattedrali di Modena e Ferrara, nella costellazione dei cantieri lungo la via Emilia mancava sino ad ora la presenza dell'officina bolognese. Oggi, grazie ad un fortunato ritrovamento verificatosi nel corso dei restauri avviati dal 1999 nella torre campanaria della cattedrale, per la supervisione di Roberto Terra, è stata finalmente recuperata questa civiltà che a Bologna si è rivelata di qualità artistica sorprendente. Capovolte alcune lastre di pavimentazione, sono emersi inaspettatamente quattordici bassorilievi che decoravano originariamente l'antica fabbrica romanica di San Pietro.

Il primo gruppo di bassorilievi è riferibile al periodo precedente l'incendio che distrusse quasi completamente San Pietro nel 1141; il secondo si ricollega invece al cantiere successivo terminato nel 1184, quando la cattedrale, riconsacrata con la benedizione di Lucio III, era l'edificio di culto più monumentale della città. La qualità rilevantissima dei frammenti rinvenuti, soprattutto per quanto riguarda gli stipiti del portale maggiore, testimonia in maniera inedita della decorazione di quegli anni compresi tra il 1160 e il 1180, vale a dire da Nicolaus all'Antelami: un ventennio finora scarsamente rappresentato e adesso finalmente documentato dai ritrovamenti esposti dopo il restauro.

Sorprendente l'intreccio delle influenze artistiche composite che si leggono nelle raffinatezze degli ornati a trapanatura, prossimi ai modi di Nicolaus, attivo nei vicini cantieri di Verona e di Ferrara, ma adeguate, non di meno, ai modelli dell'area adriatica e bizantina. Parlate differenti di maestranze che si incontrarono a Bologna, incrociandosi e producendo quel linguaggio particolarissimo del quale era esempio, fino ad ora, la croce di Porta Ravegnana, eseguita nell'officina di Pietro d'Alberico e datata 1159: un modello sicuramente ben presente agli artisti impegnati nel cantiere della cattedrale. Proprio il livello dei pezzi recuperati suggerisce la presenza di una civiltà lapidea imponente, nella quale si esprimeva, nell'XI e XII secolo, l'immagine di Bologna, oggetto della mostra. Una città con un clima intellettuale rilevante, caratterizzato dalla vitalità dei rapporti tra lo studio e la cattedrale; anche in quegli anni non facili, quando la politica del Barbarossa si incuneava pericolosamente nella vita cittadina.

Di questi scambi testimonia uno tra i frammenti più interessanti dello stipite interno, raffigurante l'episodio di Gesù tra i dottori, commentato da un'iscrizione dotta e di altissima qualità di stile. Un'iconografia desueta per la decorazione dei portali, almeno a quelle date, ma che si spiega come allusione alla vita culturale nella cattedrale bolognese, dove avevano luogo i diplomi. Questo spiega la presenza, nel percorso espositivo, di codici miniati: il codice Angelica, di argomento liturgico musicale, il Decretum Gratiani, di diritto canonico. Completano la rassegna opere di scultura - dalla Croce di Porta Ravegnana, al Telamone del Museo del Duomo di Ferrara, fino ai Dolenti della Crocefissione lignea in San Pietro - scelte dal curatore Massimo Medica per illustrare le vicende del romanico in Emilia; soprattutto in rapporto ai pezzi recuperati, che si potranno ammirare, a mostra conclusa, nella cripta della cattedrale.

 

La cattedrale scolpita. Il romanico in San Pietro a Bologna, a cura di M. Medica, Ferrara, Edisai, 2003.

 

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