Rivista "IBC" XI, 2003, 2

musei e beni culturali / mostre e rassegne, pubblicazioni

Bandiera dipinta. Il tricolore nella pittura italiana 1797-1947, a cura di C. Collina, E. Farioli, C. Poppi, Milano, Silvana Editoriale, 2003.
Una storia in bianco, rosso e verde

Elisabetta Landi
[IBC]

È una rassegna importante sulla pittura italiana dell'Ottocento e dei primi decenni del secolo successivo il volume Bandiera dipinta. Il tricolore nella pittura italiana 1797-1947, catalogo della mostra allestita nei Chiostri di san Domenico di Reggio Emilia dal 23 marzo all'8 giugno 2003. Curato, insieme all'esposizione, da Claudia Collina, Elisabetta Farioli e Claudio Poppi, il volume documenta la storia e il significato della bandiera italiana sull'arco di due secoli, dalle più nascoste allusioni della pittura ufficiale di primo Ottocento alle esplicite rivendicazioni risorgimentali, fino alle moderne allegorie del Novecento.

Un percorso di lettura di forte impatto visivo, articolato in un'ottantina di dipinti che documentano il ruolo delle arti nella diffusione dell'idea patriottica. Suddivise nelle sezioni tematiche della mostra illustrate dal catalogo di corredo, le opere presentate individuano i temi fondamentali che caratterizzano la simbologia della bandiera italiana, dalla sua proclamazione nel 1797 a Reggio Emilia, nella Sala del Tricolore del palazzo municipale, dove le città di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara si unirono nella Cispadana, fino alla codifica istituzionale nel 1947.

Introducono alla prima sezione, dedicata alla Storia tra stabilità e rivoluzione, i saggi storici di Fiorenza Tarozzi e Silvestra Bietoletti sul processo di unificazione nazionale fino alle guerre mondiali. Segue poi, per Il volto dell'Italia, un saggio di Claudia Collina sulla ritrattistica in relazione al simbolo unitario del Tricolore. Un excursus sulle tipologie formali prevalenti, nel genere del ritratto, tra il "contrefait au vif", ovvero la descrizione immediata e per via diretta del soggetto in posa, e il metodo del "pourtraire", il ritrarre elaborato a lungo dal pittore nel suo studio. E un percorso attraverso l'evoluzione di quel genere di pittura dal ritratto intimista di inizio Ottocento - Bossi, De Albertis, Carnovali - all'evoluzione della ritrattistica borghese di Fattori e Puccinelli fino a Guttuso, "sviluppo storico del ritratto di Stato di quella nuova classe sociale emersa nel corso del Regno d'Italia" (Collina).

I temi dell'Allegoria della patria e della Costruzione pedagogica della nazione, introdotti da Claudio Poppi ed Elisabetta Farioli, vedono in successione opere macchiaiole che documentano con scene domestiche e di vita comunitaria i valori postunitari che nel tempo si trasformeranno nell'Immagine forte della nazione, sezione conclusiva interamente dedicata al primo e al secondo futurismo, con opere di Balla e Depero presentate da uno studio di Enrico Crispolti (Appunti e spunti sul Tricolore per i futuristi).

 

Bandiera dipinta. Il tricolore nella pittura italiana 1797-1947, a cura di C. Collina, E. Farioli, C. Poppi, Milano, Silvana Editoriale, 2003, 215 p., Ç 36.

 

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