Rivista "IBC" X, 2002, 4

musei e beni culturali / mostre e rassegne

Due rassegne musicali per riscoprire il patrimonio artistico di Bologna.
Caleidoscopio musicale

Elisabetta Landi
[IBC]

Tra l'estate e l'autunno del 2002 è giunta alla seconda edizione la rassegna "Dalle Palme a San Luca" (2001-2002), itinerari musicali alla scoperta del patrimonio artistico di Bologna, organizzati dall'associazione culturale "Kaleidos" per gli assessorati alla cultura del Comune e della Regione, con la collaborazione dell'Istituto regionale per i beni culturali. Alla manifestazione hanno fatto seguito i concerti di "Caleidoscopio Musicale", promossi dagli stessi enti con l'aggiunta dell'Assessorato alla cultura della Provincia e dei Comuni di San Lazzaro e di Ozzano. Scopo delle iniziative è stato quello di associare all'esecuzione musicale l'illustrazione dei luoghi scelti come sedi dei diversi concerti, nella convinzione che eventi come questi non possano che giovare a una migliore conoscenza del bene culturale. Il pubblico, sempre numeroso, si è lasciato guidare alla riscoperta del patrimonio d'arte della propria città: chiese, oratori, palazzi, ville suburbane. Importanti monumenti attraverso i quali hanno ripreso vita pagine significative di storia cittadina.

Compito dell'Istituto raccontare con programmi di sala e brevi conferenze i luoghi che di volta in volta hanno ospitato le esecuzioni musicali. Con attenzione particolare per gli edifici restaurati, presentati al pubblico per l'occasione nel loro rinnovato splendore. La rassegna si è infatti aperta con una serie di serate in importanti oratori restaurati: l'oratorio di San Filippo Neri, fiore all'occhiello del rococò bolognese realizzato nel 1730 da Alfonso Torreggiani; la chiesetta dello Spirito Santo, in via Val d'Aposa, con la celebre facciata rinascimentale scolpita in cotto dallo Sperandio da Mantova; l'oratorio di Santa Maria della Vita, capolavoro dell'architettura controriformata di primo Seicento, quello bentivolesco di Santa Cecilia, con gli affreschi di Costa, Aspertini e Francia, l'oratorio di San Rocco, decorato dal giovane Guercino, quello di San Carlo, dal soffitto affrescato a prospettive, e quello della Trinità, con teleri dell'età barocca, tra i più grandi di Bologna. Dopo gli oratori le chiese: prima fra tutte Santo Stefano, luogo sacro d'eccezione e cuore antico della Bologna cristiana, seguito da Santa Maria dei Servi, tra i più importanti edifici gotici della città. Luoghi d'intenso misticismo, ricchi di storia e di opere d'arte, rilette ed inquadrate nel momento storico di esecuzione.

Altri fili conduttori di questo intreccio attraverso la storia cittadina: la topografia delle acque, importantissima nel tessuto urbanistico di Bologna, illustrata nella chiesa della Santissima Annunziata a Porta Procula per cura del Museo civico medioevale, e la civiltà della vita in villa, evocata nella stagione estiva in dimore e parchi storici del contado: da villa Cicogna a villa Dolfi Ratta, fino alle ville Angelica e Isolani alla Quaderna. Dalla campagna alla città, nell'autunno 2002 il percorso è ripreso nelle sale di alcuni palazzi senatori, Hercolani, Malvezzi, Segni Masetti, per finire quindi con l'ambiente musicale e la quadreria straordinaria di padre Martini, allestita nell'omonimo Conservatorio che figura tra le sedi più rappresentative della cultura cittadina.

 

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