Rivista "IBC" IX, 2001, 4

musei e beni culturali / mostre e rassegne, pubblicazioni

Figure come il naturale

Elisabetta Landi
[IBC]

Strumento utilissimo per l'indagine sulla ritrattistica bolognese tra Seicento e Settecento, il catalogo della mostra "Figure come il naturale. Il ritratto a Bologna dai Carracci al Crespi", curato da Daniele Benati, rende conto delle nuove, importanti acquisizioni introdotte dall'esposizione allestita fino allo scorso 18 novembre nelle sale del castello di Dozza Imolese (Bologna). Sull'argomento si attendeva da tempo uno studio unitario, seppure concentrato, dopo il percorso avviato da Renato Roli (1977) sulla vicenda degli artisti operanti a Bologna e i numerosi contributi sparsi rinvenibili in cataloghi e monografie.

Spunto per questa provvida ricognizione la nuova attribuzione del telero, celeberrimo, del castello di Dozza, il gran ritratto Malvezzi già ricondotto al Cittadini e ora riconosciuto documentatamente a Lorenzo Pasinelli. Merito di Carmela Baroncini, altra autrice del volume, stimolare con l'importante ritrovamento la rilettura della pratica ritrattistica bolognese. Un genere in autonomia progressiva dall'aprirsi del Seicento, quando la moda del quadro da stanza e le diversificate strutture sociali prescrivevano alla committenza le nuove icone dello stato raggiunto da consegnare alla posterità. Nessun dubbio che l'esigenza di tramandare rappresentando dal vero favorisse prima in area lombarda e quindi a Roma l'attenzione al reale, esperita nei ritratti e nelle teste di carattere soprattutto da Annibale Carracci. Nasce a Bologna allo scadere del XVI secolo lo studio delle fattezze fisionomiche allargato alle attitudini spirituali: una pratica che fino ai Gandolfi ed oltre ancora percorre tutta la produzione pittorica locale.

È questo il caso del Bevitore di Domenico Maria Canuti, quadro famoso ispirato a Guercino, o degli studi di Lorenzo Pasinelli dove la verità degli affetti svolge con gesti gravi e con moti impercettibili dell'animo tenui contenuti morali, collegabili alle tematiche care a Monsù Bernardo, il fiammingo Eberhard Keilhau. Altre esercitazioni neocarraccesche si scorgono nelle guizzanti pennellate su fondali notturni delle teste di carattere di Giovanni Antonio Burrini, di tale suggestione settecentesca da anticipare Creti, mentre grandeggia su tutti Giuseppe Maria Crespi, vero erede di Ludovico, che accede a una qualità espressiva di diffusione veramente europea. Torri, Stringa, Cantarini, svolgono la lezione dei maestri con fedeltà all'"idea" e alla "natura" che spetterà a Gennari, a Savolini e più tardi a Torelli e a Luigi Crespi condurre fino ai fasti del ritratto di parata. Alla pratica del dipinto aristocratico e borghese rimanda inoltre la presenza, pressoché inedita prima d'ora, dell'inglese Carlo Lucy, che a Bologna introdusse, nel primo Settecento, la figura del pittore specializzato in un genere di ambito europeo.

 

D. Benati, Figure come il naturale. Il ritratto a Bologna dai Carracci al Crespi, Milano, Skira, 2001, 134 p., L. 60.000, Euro 30,98.

 

Azioni sul documento

Elenco delle riviste

    Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna - Cod. fiscale 800 812 90 373

    Via Galliera 21, 40121 Bologna - tel. +39 051 527 66 00 - fax +39 051 232 599 - direzioneibc@postacert.regione.emilia-romagna.it

    Informativa utilizzo dei cookie

    Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271
    Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it