Rivista "IBC" XXVI, 2018, 2

convegni e seminari

Ricordando lo studioso Carlo Pedretti.
Una vita con Leonardo

Rosaria Campioni
[Già Soprintendente per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna]

“Meglio sarebbe se archivi e biblioteche fossero nuovamente presi d’assalto come s’usava un tempo” affermava una decina d’anni fa Carlo Pedretti nella Lectio doctoralis tenuta in occasione della laurea honoris causa in Lettere conferitagli dall’Università degli Studi di Urbino. (1) L’affermazione dell’insigne studioso, nato a Casalecchio di Reno e scomparso a Lamporecchio il 5 gennaio 2018 (un giorno prima di compiere 90 anni), ci riporta alla sua giovinezza trascorsa a Bologna, città a cui è rimasto sempre legato nonostante che dall’autunno del 1959 si fosse trasferito con la moglie Rossana a Los Angeles. Per ritrovare il clima culturale della Bologna degli anni Quaranta-Cinquanta del secolo scorso basti ricordare la risposta a Salvatore Giannella circa i suoi amici del tempo:

Ci si ritrovava nella libreria Landi, al centro di Bologna. C’erano giovani che poi sarebbero diventati noti come giornalisti (Enzo Biagi e Lamberto Sechi, Giorgio Vecchietti e Sergio Telmon, Augusto Pancaldi), c’era lo scrittore Francesco Leonetti che conversava con un giovane taciturno che veniva da Casarsa del Friuli a portare all’editore le sue prime poesie: era Pier Paolo Pasolini. E poi c’era uno che si infervorava di politica, Agostino Bignardi. A lui appiopparono il soprannome di Onorevole, a me di Leonardo. Per loro ero Leonardo Pedretti, non Carlo. (2)

La passione per Leonardo era cominciata a 13 anni, innescata dalla curiosità per la grafia rovesciata e per gli scritti sul volo, e coltivata attraverso la realizzazione di vari disegni accompagnati dalla grafia mancina che meritarono i rallegramenti di Raffaele Giacomelli e di altri membri della Commissione vinciana. Il primo nucleo della sua biblioteca da ragazzo si accrebbe tramite la frequentazione delle librerie bolognesi, come ribadì nella prolusione sul 1952:

In quei primi anni frequentavo le botteghe dei librai antiquari a Bologna, prestigiosi anche sul piano internazionale come quelle di Banzi e Martelli, mentre quella più modesta del Landi in piazza San Domenico poteva vantare la frequentazione di Pier Paolo Pasolini appena arrivato a Bologna dalla sua Casarsa accolto dal nostro comune amico Roberto Roversi che oltre ad essere un libraio antiquario era pure poeta […] così come lo era un erudito bibliotecario dell’Archiginnasio, Francesco Leonetti […] In un clima come quello, al quale contribuì grandemente la presenza di Francesco Flora, mi fu presto possibile assicurarmi edizioni in facsimile dei manoscritti e dei disegni di Leonardo, prime edizioni in varie lingue del Trattato della pittura e quello sul moto e misura dell’acqua […] Per me erano tutti strumenti di lavoro che però apprezzavo e custodivo con grande cura come avrebbe fatto un bibliofilo. (3)

Nel giorno del V centenario della nascita di Leonardo – il 15 aprile 1952 – Pedretti ebbe il primo contatto con Vinci: insieme all’assessore alla cultura del Comune e a due vigili col gonfalone di Bologna ascoltò sulla piazza centrale i discorsi celebrativi. Pedretti stava già operando per la mostra leonardesca che curò l’anno seguente all’Archiginnasio, corredandola di un ponderoso catalogo: Documenti e memorie riguardanti Leonardo da Vinci a Bologna e in Emilia (Bologna, Editoriale Fiammenghi, 1953). Il giovane ricercatore, oltre alla frequentazione delle librerie antiquarie, era infatti solito recarsi a studiare alla Biblioteca dell’Archiginnasio.

E proprio all’Archiginnasio si è tenuto il 15 maggio 2018 il convegno “Con Leonardo da Vinci a Bologna”, quale omaggio al grande leonardista che ha avviato i suoi primi studi nel capoluogo emiliano. In tale occasione il Comune di Bologna ha conferito la Turrita d’argento alla memoria di Carlo Pedretti per aver onorato la città di Bologna con una straordinaria attività culturale svolta a livello internazionale. Sul programma del convegno è comparso per la prima volta il logo della Fondazione Rossana e Carlo Pedretti, istituita per salvaguardare e valorizzare il prezioso patrimonio librario e documentario raccolto dal professore in una vita dedicata a Leonardo e in costante dialogo con altri ricercatori. Il cospicuo ‘archivio culturale’, conservato nella villa di Castel Vitoni a Lamporecchio (a due passi da Vinci), rappresenterà un centro di ricerca fondamentale per gli studiosi di Leonardo di tutto il mondo anche in vista delle celebrazioni del V centenario della morte.

Note

1 Carlo Pedretti, La tempesta in biblioteca. Il paragone delle arti da Urbino a Ischia, Firenze, Cartei & Becagli, 2003, p. 43.

2 Si veda l’intervista apparsa su «L’Europeo» del 31 agosto 1981.

3 Carlo Pedretti, Prolusione inaugurale: 1952. Da Bologna a Vinci, in Leonardo ‘1952’ e la cultura dell’Europa neldopoguerra, a cura di Romano Nanni e Maurizio Torrini, Firenze, Olschki, 2013, pp. V-XVVIII: VII.

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