Rivista "IBC" XXV, 2017, 3

linguaggi, pubblicazioni

Testi a confronto su un paese e la sua lingua.
I due ritratti di Badi

Ivan Orsini
[IBC]

Si è rivelato una piacevolissima sorpresa il confronto, all’interno dello stesso libro, tra le voci di due cultori e studiosi del dialetto, distanti più di mezzo secolo, impegnati nell’esplorazione del vernacolo e delle tradizioni orali di un piccolo paese, Badi, posto sui crinali dell’appennino tosco-emiliano.

Situata entro i confini della provincia di Bologna, quasi a metà strada, in linea d’aria, tra il capoluogo emiliano e Pistoia, questa minuscola frazione del Comune di Castel di Casio non offre, né ha mai offerto, particolari attrattive, tuttavia nel corso del Novecento prima Tito Zanardelli nel 1910 e poi nell’ultimo scorcio del Novecento Renzo Nerattini hanno rivolto uno sguardo attento e curioso alla sfera della cultura dialettale di questo territorio.

L’interesse si è orientato in entrambi i casi alle tradizioni e alla parlata locale, di area emiliana ma con importanti suggestioni e influenze toscaneggianti. Il badese dimostra anche alcuni tratti arcaici che in certo qual modo condivide con dialetti contigui.

Zanardelli e Nerattini hanno raccolto numerosi testi in prosa e poesia, quali racconti, filastrocche, indovinelli, stornelli, proverbi e modi di dire, di ciascuno dei quali viene fornita la versione originale, mentre solo il secondo, più recente studioso, Nerattini, propone al lettore anche la versione italiana: probabile sintomo, questo, del fatto che ormai era o pareva difficile, da parte di un italofono, comprendere il badese. Questo aspetto, assieme ad altri, rappresenta un momento di discontinuità con i tempi del primo cultore, quando sicuramente gli abitanti del Bolognese avevano una maggiore dimestichezza con il cangiante universo dialettale.

I curatori dell’opera, Borghi, Filipponio e Zagnoni, concorrono – ognuno dall’angolatura peculiare del proprio campo di ricerche – a tratteggiare la cornice storica, geografica, antropologica e linguistica di Badi entro le coordinate di una profondità prospettica da cui possa emergere il ruolo storico tenuto da questa frazione.

Se Zanardelli dimostra una propensione particolare al confronto intertestuale dei testi badesi con quelli di località contermini, soprattutto su versante pistoiese, alla ricerca di analogie e divergenze, Nerattini pare più incline a una presentazione didattica della materia, ai fini di quella salvaguardia del dialetto che ormai rappresenta un imperativo imprescindibile man mano che, con il passare del tempo, si spengono le generazioni più longeve e, di conseguenza, le possibilità di una sopravvivenza del vernacolo. Non sarà quindi un caso che Nerattini abbia ritenuto opportuno inserire in fondo al proprio lavoro un’appendice grammaticale che, pur estremamente laconica (coniugazione dei verbi “essere” e “avere” e elencazione dei numeri cardinali), può comunque un po’ aiutare nella comprensione dei testi.

Non dimentichiamoci, poi, che entrambi offrono succinti vocabolarietti e frasari, solo però dal badese all’italiano e non in direzione inversa: il dialetto è percepito come un codice comunicativo da capire, non da utilizzare. Soprattutto nel saggio di Nerattini affiora l’idea di una battaglia di retroguardia per salvare un mondo in lenta ma progressiva estinzione.

Dai testi emerge un immaginario popolare denso di paure, credenze e pulsioni, non dissimile da tante altre realtà isolate, che rappresentava e, forse, rappresenta ancora, seppure in parte, la bussola della piccola comunità. I protagonisti di questi canti e storie sono gli stessi membri della comunità montana, popolani in cui gli altri possono riconoscersi, anzitutto attraverso il dialetto, che sin dalle strutture morfosintattiche e dal repertorio lessicale dimostra quanto Badi sia stato crocevia di culture e, per riprendere un passaggio di Renzo Zagnoni presente alle pagg. 18 e 19, “luogo del passaggio di uomini e di merci, ma anche di idee e di mentalità e infine di parole, lingue e dialetti”.

Libro:
Renzo Nerattini, Tito Zanardelli, Cent’anni di dialetto e cultura tradizionale fra Emilia e Toscana. Il caso di Badi, a cura di G.P. Borghi, L. Filipponio, R. Zagnoni, Gruppo di studi alta valle del Reno, Porretta Terme, 2016.

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