Rivista "IBC" XXIV, 2016, 2

media, progetti e realizzazioni

Cos’è Museomix: tanta innovazione, prima di tutto culturale, per la prima edizione in 4 musei italiani

Elena Bertelli
[BAM! Strategie Culturali, Fondatore Museomix Italia]

Lo scorso 11 novembre al Museo Tolomeo di Bologna, al Museo Carlo Zauli di Faenza, al Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara e al CAOS – Centro Arti Opificio Siri – di Terni ha preso il via Museomix, la makeathon creativa di 3 giorni, inaugurando la prima edizione italiana, con il supporto di BAM! Strategie Culturali, IBC Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna e NEMO, Network of European Museum Organisations.

Durante la maratona creativa – in corso in contemporanea in 17 luoghi del mondo – comunicatori, designer, maker, programmatori informatici, esperti delle collezioni e mediatori culturali (definiti museomixer), riuniti in squadre da 6 persone, con competenze diverse, hanno lavorato insieme nel museo. L’obiettivo comune trasformarlo in un’officina in cui si sono progettati e realizzati strumenti innovativi di mediazione, utili a migliorare la fruizione e coinvolgere nuovi pubblici.

I 4 musei per prepararsi all’evento hanno lavorato senza sosta per oltre 6 mesi, dialogando con altre community internazionali per conoscere al meglio il processo organizzativo che Francia, Belgio, Svizzera e Canada hanno ormai tradotto in un format davvero consolidato ed efficace, scandito da fasi e tempi definiti. I 3 giorni sono iniziati con un’approfondita visita ai musei e la spiegazione dei terreni di gioco (filoni tematici individuati dagli organizzatori dopo un attento esame delle collezioni e del contesto). Arriva poi il momento di radunare i “museomixer” in squadre e supportarle nello sviluppo dell’idea, con l’obiettivo di concepire un progetto da sviluppare concretamente.

Conclusa la fase di design, nel secondo e terzo giorno le squadre si sono concentrate nella produzione del prototipo: tra chi materialmente ha costruito l’oggetto progettato, servendosi del fablab, del laboratorio di bricolage e del magazzino tecnologico, detto “techshop” (installati per l’occasione all’interno del museo) e chi ne ha elaborato il racconto e il brand o sviluppato la parte elettronica/software. Tutta la macchina organizzativa ha operato per installare i prototipi e accogliere il pubblico, chiamato a sperimentarli, l’ultimo giorno, dalle 16 del pomeriggio. Domenica pomeriggio, in questa fase conclusiva dell’evento, tante persone sono accorse a curiosare e testare quanto è stato prodotto dalle équipe al lavoro nei 4 musei, facendo registrare oltre 700 persone in visita durante la manifestazione.

Facendo un bilancio consuntivo, cercando di sintetizzare in poche righe i tanti effetti che l’evento ha prodotto nei musei e sui partecipanti da Ferrara a Terni, passando per Bologna e Faenza, si può affermare che Museomix ha dimostrato che il museo si può vivere e pensare in modo diverso rispetto a come siamo abituati, invertendo la logica che porta l’ente a dotarsi di nuovi dispositivi e nuove tecnologie. Mentre in un normale rapporto cliente-fornitore il museo individua un bisogno e chiede a un professionista la soluzione migliore ed economicamente più vantaggiosa per soddisfarlo, attraverso Museomix il museo si apre a un gruppo di professionisti, si lascia esplorare e dà loro ampio margine d’azione, accetta nuovi sguardi, critiche e idee che dalle mancanze o dalle ricchezze individuate nella collezione possono scaturire. Dà loro tre giorni e tanti strumenti per realizzarle, senza porre vincoli o influenze di sorta e, allo stesso tempo, apre al pubblico uno spazio vivo e dinamico, ricco di nuovi stimoli e intrecci.

13 prototipi prodotti, 80 persone coinvolte dai musei nell’organizzazione dell’evento, oltre 80 “museomixer” provenienti da tutta Italia, 4 fablab attivi per l’intero weekend e molte istituzioni e aziende che hanno scelto di essere partner e sostenitori dell’evento (Nemech, Puglia Musei, Aster, TryeCo, Roma maker, Hacklab Terni, MakeInCo, Freitag, Alcenero, Spazi Indecisi, GetCoo, Lions Club di Ferrara, CNR di Bologna, Un Altro Studio, per citarne solo alcuni). Museomix ha convogliato nelle quattro città e nei quattro musei protagonisti, eccellenze territoriali e nazionali e si è fatto notare. Si contano, infatti, oltre 90 uscite sui media locali e nazionali, con articoli cartacei sulle principali testate locali e post dedicati su portali di riferimento come Artribune, Che Futuro! e Living de Il Corriere della Sera. Non solo articoli ma anche e soprattutto video: una delle caratteristiche di Museomix infatti sono i video racconti delle giornate, prodotti quotidianamente nella cosidetta “Mixroom”, di ogni museo e condivisi in tempo reale sul canale YouTube di Museomix Italia. Questo strumento si rivela la forma più immediata per restituire all’esterno l’idea della vivacità e dell’entusiasmo che regna nei musei e dei risultati ottenuti ogni giorno, un passo alla volta, lavorando in squadra.

Risultati che fanno ben sperare per nuove candidature e nuovi musei, pronti per mettersi in gioco e prepararsi a una seconda edizione italiana di Museomix. E, ora, la parola ai musei remixati in Emilia-Romagna!

 

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