Rivista "IBC" XX, 2012, 3

convegni e seminari, media, progetti e realizzazioni

"Le biblioteche producono conoscenza. Periodici e archivi di dati per la circolazione pubblica del sapere", Modena, Teatro della Fondazione Collegio San Carlo, 3 maggio 2012.
Le biblioteche producono conoscenza

Enrica Manenti
[bibliotecaria e archivista]

"Le biblioteche producono conoscenza. Periodici e archivi di dati per la circolazione pubblica del sapere" è il titolo del seminario promosso il 3 maggio 2012 dalla Fondazione Collegio San Carlo di Modena, dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna (IBC) e dalla Sezione Emilia-Romagna dell'Associazione italiana biblioteche (AIB). Titolo e sottotitolo indicano chiaramente la necessità di coniugare, da una parte, le esigenze degli istituti bibliotecari impegnati nel rafforzare e ampliare l'offerta di informazione di qualità per tutti, e, dall'altra, lo sviluppo della produzione e del mercato editoriale, anche internazionale.

La prima parte dell'incontro è stata dedicata alle ragioni degli editori, con gli interventi circostanziati di Piero Attanasio dell'Associazione italiana editori (AIE), di Andrea Angiolini del Mulino e di Michele Casalini di Casalini Libri.

Piero Attanasio ha disegnato un'ampia panoramica del mercato attuale, caratterizzato da una significativa concentrazione nelle mani di pochi soggetti: il movimento dell'open access, nato come reazione a questa concentrazione e alla politica editoriale dei pacchetti preconfezionati, in realtà non sarebbe riuscito a riequilibrare la competizione complessiva. In particolare i costi della creazione e gestione di archivi istituzionali a carico del soggetto pubblico sono ancora rilevanti.

A proposito di open access vale la pena di ricordare la posizione dell'AIB, che si è dotata di un apposito osservatorio sul tema (www.aib.it/struttura/osservatori/osservatorio-diritto-autore/) e sostiene il movimento per l'affermazione di modelli alternativi e aperti di comunicazione, nella certezza che l'accesso pubblico alla letteratura scientifica è un diritto di tutti i cittadini ed è condizione necessaria per favorire la ricerca di qualità e lo sviluppo competitivo dell'Europa e dell'Italia.

Per Andrea Angiolini, nel contesto digitale, l'editore attuale non è più solo un produttore di contenuti, anche molto qualificati, ma anche di servizi. Il Mulino, che si concentra soprattutto sulle riviste, cerca di realizzare questi obiettivi adeguando i propri servizi all'abbonato, con l'utilizzo dei metadati e l'attenzione ai contenuti e non solo alla descrizione bibliografica, e punta all'ampliamento dell'orizzonte dei servizi tramite i linked data. Qui, secondo Angiolini, può stare il nuovo ruolo degli editori: la loro funzione di semplici intermediari, senza offrire un valore aggiunto, mostra la corda. Questo nuovo ruolo trova un punto di convergenza con quello giocato dai bibliotecari e dalle biblioteche: su questo versante, il trattamento semantico dell'informazione potrebbe essere una prima risposta alla necessità di creare quel valore aggiunto.

Michele Casalini ha passato in rassegna le riviste digitali italiane di cultura, analizzando la loro diffusione fuori dei confini nazionali. Viste le esigenze delle biblioteche italiane in questo campo - maggiore flessibilità dei pacchetti proposti da aggregatori ed editori; effettiva interoperabilità delle piattaforme - ha provato a metterle a confronto con le esigenze degli altri attori della filiera. Ne è scaturita una proposta di maggiore cooperazione tra editori, aggregatori e biblioteche, con lo scopo comune di diffondere e valorizzare maggiormente le riviste italiane di cultura. I punti su cui ci si potrebbe utilmente concentrare per un'effettiva sinergia sono: la qualità dei contenuti e gli indicatori bibliometrici; gli strumenti di fruizione e accessibilità; i servizi a valore aggiunto per gli autori e l'utenza; gli accessi persistenti e permanenti, il deposito legale.

La seconda parte del seminario è stata dedicata a una tavola rotonda, coordinata dalla soprintendente regionale per i beni librari, Rosaria Campioni. Obiettivo: presentare punti di forza e criticità di alcuni progetti italiani di archivi di dati prodotti dalle biblioteche e, in particolare, le basi dati relative agli articoli di riviste.

Laura Ballestra, dell'Università "Carlo Cattaneo" - LIUC, ha relazionato sull'attività dell'associazione "ESSPER - Periodici italiani di economia, scienze sociali e storia" (www.biblio.liuc.it/scripts/essper/default.asp); Vincenzo Verniti sul progetto "ACNP - Catalogo italiano dei periodici" dell'Università di Bologna (biblioteche.unibo.it/acnp); Giovanna Bonazzi sul progetto "Analecta - Spoglio dei periodici italiani" (www.ibc.regione.emilia-romagna.it/wcm/ibc/menu/dx/04bd/db/ANALECTA.htm) sostenuto dall'IBC. Tutti i progetti presentati si sono dimostrati importanti per la circolazione pubblica del sapere, anche se lamentano una mancanza generale di sinergia.

A questo proposito, Gabriella Contardi, dell'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane, ha rilanciato l'idea che l'Indice del Servizio bibliotecario nazionale (SBN) possa configurarsi anche come uno strumento di ottimizzazione delle risorse, per evitare la duplicazione del lavoro. Il criterio di utilizzare l'Indice è valido sia per la digitalizzazione dei periodici che per gli spogli di periodico, da vedere entrambi come ulteriori strumenti di cooperazione. Contardi ha rassicurato sulla possibilità di unire, all'attività di sviluppo di spoglio dei periodici nel Catalogo nazionale (già da tempo impostata), i progetti che lo vorranno. Si auspica che la proposta di attivare un gruppo di lavoro per il trattamento uniforme degli spogli in SBN trovi un riscontro concreto in tempi brevi. Questa disponibilità del Servizio bibliotecario nazionale ha segnato un importante risultato del seminario, che tra i suoi obiettivi aveva quello di mettere in connessione queste realtà per creare un'area comune di dibattito e confronto in un periodo di crisi.

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