Rivista "IBC" XX, 2012, 2

Dossier: Le case delle parole - Viaggio nella Romagna dei poeti e degli scrittori

Case-museo dei poeti e degli scrittori di Romagna

Linea adriatica / 1

Casa Pascoli (San Mauro Pascoli)

Il Museo Casa Pascoli, monumento nazionale dal 1924 e oggi gestito dal Comune di San Mauro Pascoli, rappresenta, insieme alla Torre, il centro della memoria pascoliana: i ricordi della casa natale e dei momenti trascorsi a San Mauro durante l'infanzia e la giovinezza rendono questo luogo carico di suggestioni e di poesia. La poesia di Giovanni Pascoli (1855-1912) nasce proprio qui, nel ricordo di un periodo felice che ritorna continuamente nella sua opera.

Il Museo, nonostante i danni subiti durante la Seconda guerra mondiale, conserva intatte alcune strutture: la cucina, dal soffitto a travi in legno, con l'ampio focolare e l'antico acquaio in pietra, la camera dei genitori (dove lo stesso Giovanni nacque il 31 dicembre 1855) con la culla originale e il mobilio dello studio universitario di Bologna.

All'interno del percorso museale, impreziosito da una ricca documentazione fotografica, si possono ammirare alcuni oggetti appartenuti alla famiglia Pascoli, autografi originali come la prima stesura della celebre Romagna, oltre a rarissime prime edizioni delle opere pascoliane con dedica del poeta. Il Museo conserva inoltre due importanti carteggi acquisiti dal Comune di San Mauro Pascoli: la corrispondenza con il migliore amico sammaurese, Pietro Guidi, e quella con l'agente messinese Giuseppe Sala Contarini. La visita si conclude con il giardino, arricchito da un percorso botanico-poetico in cui i versi pascoliani ricordano le piante presenti anche all'epoca della fanciullezza del poeta.

Per valorizzare la figura e l'opera dell'autore, il Museo promuove, oltre a visite guidate ai luoghi pascoliani, mostre documentarie, pubblicazioni, laboratori didattici, convegni, svolgendo inoltre attività di ricerca, recupero e conservazione del patrimonio pascoliano.


Museo Casa Pascoli

via Giovanni Pascoli 46

47030 San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena)

telefono: 0541.810.100

email: info@casapascoli.it

web: www.casapascoli.it - www.casemuseoromagna.it



Linea adriatica / 2

Casa Moretti (Cesenatico)

Per volontà dello stesso Marino Moretti (1885-1979), scrittore tra i più rappresentativi del nostro Novecento, la casa natale che si affaccia sul porto canale di Cesenatico è divenuta, dagli anni Ottanta, una casa-museo, ove si conservano la biblioteca e l'archivio dello scrittore nel suo luogo originario, al fine di garantirne lo studio, la ricerca e quindi la valorizzazione.

L'edificio è divenuto così sede di un importante centro di studi sui temi della letteratura contemporanea, non solo italiana. Fin dalla sua istituzione, Casa Moretti, ospitando i materiali originali dello scrittore, promuove infatti attività culturali e di ricerca, oltre che di conservazione, tutela e valorizzazione del proprio patrimonio, con continue acquisizioni di documenti morettiani o di interesse letterario affine, con l'organizzazione di convegni, seminari di aggiornamento, mostre e incontri per la migliore conoscenza della figura e dell'opera del padrone di casa, ma anche del contesto in cui egli visse e operò.

Dal 1993 Casa Moretti ha istituito un premio biennale riservato a opere di critica e filologia nell'ambito della letteratura italiana dell'Ottocento e Novecento. Nel 1997 è stata avviata la pubblicazione della rivista semestrale "Archivi del Nuovo".


Casa Moretti

via Marino Moretti 1

47042 Cesenatico (Forlì-Cesena)

telefono: 0547.792.79

email: casamoretti@cesenatico.it

web: www.casamoretti.it - www.casemuseoromagna.it



Linea adriatica / 3

Casa Panzini (Bellaria)

La costruzione della Casa Rossa, così chiamata per via dell'intonaco esterno, risale al 1906, quando Alfredo Panzini (1863-1939), incoraggiato dai proventi delle prime opere letterarie, decise di fabbricarsi un villino a Bellaria, dove da anni si recava in villeggiatura con la famiglia, ospite di contadini e pescatori. In estate la Casa Rossa diventava l'epicentro della vita culturale del territorio, grazie alle visite di importanti letterati e artisti e agli incontri organizzati dalla moglie Clelia Gabrielli, raffinata pittrice, di cui, nelle stanze della Casa, si possono ancora ammirare alcuni dipinti. Fino all'autunno del 1938, l'anno che precedette la sua morte, Panzini trascorse alla Casa Rossa i periodi più lieti, ispirati e significativi della sua vita di uomo e di scrittore.

Questa casa, prima in affitto e poi acquistata, diventa per Panzini un luogo di rifugio ma anche un osservatorio privilegiato. Da qui egli segue le trasformazioni del mondo, da qui egli osserva, irridendoli, i nuovi riti della borghesia. Qui vengono scritte molte delle opere importanti, qui lo vengono a trovare gli amici romagnoli: Marino Moretti, Antonio Baldini, Renato Serra, Alfredo Oriani. E questa casa, dopo anni di abbandono, dopo il rischio della distruzione, oggi ritorna al pubblico con i suoi colori originari, con i suoi muri e soffitti affrescati (significativo il motto "STRACCI" che si trova nelle quattro pareti del salone d'ingresso), con alcuni dei suoi mobili semplici ma pieni di grazia.

Quello che si ripropone al pubblico non è un monumento come gli altri ma un luogo di meditazione, un luogo del pensiero e della scrittura, una casa che va visitata per capire chi era Alfredo Panzini, quali misteri si nascondono ancora dietro le lenti dei suoi occhiali e al suo volto rubicondo, un po' da curato di campagna, un po' da fattore astuto. Il volto di un professore che conosceva bene i suoi contemporanei e sapeva come inchiodarli all'eternità con l'arma più innocente e terribile: la penna.


La Casa Rossa di Alfredo Panzini

via Pisino 1

47814 Bellaria (Rimini)

telefono: 0541.343.746-747

email: g.gori@comune.bellaria-igea-marina.rn.it

web: www.alfredopanzini.it - www.casemuseoromagna.it



Via Emilia / 1

Casa Serra (Cesena)

La casa natale di Renato Serra (1884-1915) è museo e sede operativa della Fondazione a partire dal 2008, quando il Comune di Cesena ha deciso di dedicare un luogo della memoria al suo illustre cittadino.

Cresciuto in Romagna, quando era ancora viva l'eco del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, e laureatosi nella Bologna classicistica di Carducci, Serra decise di tornare nella città natale, dove si era alimentata la libertà del suo spirito, e fu nominato, giovanissimo, direttore della Biblioteca Malatestiana, dove oggi è custodito l'archivio delle sue carte. Pur restando in provincia, Serra divenne uno degli intellettuali di punta dell'Italia di Croce e di Giolitti. Egli fu una delle voci più limpide della critica letteraria del Novecento. La sua coscienza, il suo stile e la sua capacità di analisi ne hanno fatto un modello assoluto di modernità.

Nella casa-museo si dispiega una galleria di gessi, dipinti, disegni, incisioni, che offrono al visitatore un percorso attraverso le memorie non solo dell'esistenza di Serra, ma anche della vita artistica e culturale di Cesena a cavallo tra Ottocento e Novecento. Tra i ricordi e i cimeli si segnala la divisa militare con cui Serra morì sul fronte del Podgora (Gorizia) nella Prima guerra mondiale. Nel museo sono rievocati i luoghi e i volti di Serra e del suo tempo. Inoltre sono esposte le opere di artisti coevi originari di Cesena o attivi in Romagna.


Casa Renato Serra

Fondazione Renato Serra

via Carducci 29

47521 Cesena

telefono: 0547.295.57

email: fondazioneserra@comune.cesena.fc.it

web: www.casemuseoromagna.it



Via Emilia / 2

Villa Saffi (Forlì)

L'edificio, originariamente convento dei Gesuiti (all'esterno della facciata sono ancora visibili tracce della loro cappella), venne acquistato dal conte Tommaso Saffi, nonno di Aurelio, e utilizzato in prevalenza come residenza estiva. Dal 1988 è di proprietà del Comune di Forlì.

Dal 1867, con la moglie Giorgina Craufurd (1827-1911), vi si stabilì Aurelio Saffi (1819-1890). Il suo ricordo e quello delle vicende storiche di cui fu protagonista o partecipe sono assai presenti negli arredi, in particolare nello studio, nei materiali cartacei e decorativi qui conservati, senza dimenticare che, ancor prima, la villa fu sede di riunioni carbonare e, in quanto tale, indicata in linguaggio cifrato come "Vendita dell'Amaranto".

All'interno della villa va ricordata la testimonianza lasciata dall'artista Amerigo Bartoli Natinguerra (1890-1971), che nel 1937 dipinse a trompe-l'oeil la cosiddetta "stanza del ping-pong". Attigui all'abitazione padronale sono l'abitazione del custode, un'ampia casa colonica e una costruzione probabilmente utilizzata, in origine, come scuderia. Circonda la villa un suggestivo parco, dominato da un secolare cedro del Libano; nella parte retrostante, un boschetto di querce ombreggia una neviera (al momento non accessibile).


Villa Saffi

Via Firenze 164

47121 Forlì

telefono: 0543-712.659

email: servizio.pinacoteca.musei@comune.forli.fc.it

web: www.casemuseoromagna.it



Nel Ravennate / 1

Casa Monti (Alfonsine)

La casa natale del poeta Vincenzo Monti (1754-1828) è un edificio completamente ristrutturato nel rispetto delle caratteristiche architettoniche settecentesche. In questa casa, sita nel podere dell'Ortazzo, nacque il poeta. Il padre, Fedele Monti, agrimensore dei marchesi Calcagnini, aveva personalmente costruito l'abitazione dove nacquero i suoi undici figli, tra cui appunto Vincenzo.

Al piano superiore è ospitato il Museo Montiano, articolato in tre sale, dove sono esposte numerose editiones principes, alcune delle quali di notevole rarità, alcuni autografi e altri oggetti e cimeli che aiutano a ricostruire la vita del poeta, principe del Neoclassicismo.

La casa-museo, che al piano terra ospita anche il Centro di educazione ambientale e il Centro visite della Riserva naturale di Alfonsine, fa parte del Sistema museale della Provincia di Ravenna ed è stata aperta al pubblico nel maggio del 1998, dopo un ultimo rigoroso restauro conservativo.


Casa Monti

via Passetto 3

48011 Alfonsine (Ravenna)

telefono: 0544.869.808

email: casamonti@comune.alfonsine.ra.it

web: www.casemuseoromagna.it



Nel Ravennate / 2

Il Cardello (Casola Valsenio)

In questo singolare edificio, che si trova presso Casola Valsenio, Alfredo Oriani (1855-1909) trascorse quasi intera la vita e scrisse tutte le opere: oggi costituisce un monumento di indubbio interesse, la cui austera suggestione è accentuata dalla stupenda cornice del parco.

L'interno del Cardello è un raro esempio di abitazione signorile romagnola ed è caratterizzato da una notevole coerenza fra struttura architettonica e arredamento. Nell'ampio sottotetto è conservata la famosa bicicletta con cui Oriani, nel 1897, compì il viaggio solitario fra Romagna e Toscana che gli ispirò La bicicletta, il libro più bello dedicato in Italia al ciclismo.

Attento e appassionato osservatore degli avvenimenti politici e culturali che influenzarono profondamente la sua attività di romanziere, scrittore teatrale, saggista, polemista, giornalista, Alfredo Oriani è visto oggi come fondamentale testimone e originale interprete di un'intera epoca della nostra storia, dal decollo dello Stato unitario al fascismo.

Oltre a essere un'istituzione museale, il Cardello (una delle sedi della Fondazione Casa di Oriani di Ravenna) è anche teatro di variegate attività culturali: conferenze, convegni, mostre, concerti.


Il Cardello

via Il Cardello 9

48018 Casola Valsenio (Ravenna)

telefono: 0546.731.35

email: biboriani@sbn.provincia.ra.it

web: www.casemuseoromagna.it



Nota

Per le informazioni sulle singole case-museo si ringraziano: Agnese Alteri, Dante Bolognesi, Rosita Boschetti, Andrea Donati, Gualtiero Gori, Luciana Prati, Manuela Ricci.

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