Rivista "IBC" XV, 2007, 2

biblioteche e archivi / leggi e politiche

Il nuovo Sistema regionale delle qualifiche definisce la figura del “Tecnico dei servizi di biblioteca”, i suoi compiti, le capacità e le conoscenze necessarie.
La competenza si qualifica

Liana d'Alfonso
[IBC]
Monica Ferrarini
[IBC]

Con l’adozione del “Sistema regionale delle qualifiche” la Regione Emilia-Romagna ha inteso dare attuazione alla legge regionale 12/2003 “Norme per l’uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l’arco della vita, attraverso il rafforzamento dell’istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro”. Nella delibera n. 1719 del dicembre 2006 la Giunta ha quindi aggiornato il repertorio delle qualifiche professionali, introducendo tra l’altro, nell’ambito dell’area “Promozione ed erogazione servizi culturali”, la figura del “Tecnico dei servizi di biblioteca”.1

Con questa legge la Regione ha scelto di svolgere in modo chiaro un ruolo di regolazione, indirizzo e sostegno degli interventi nel campo dell’orientamento, dell’istruzione, della formazione e del lavoro. L’obiettivo è promuovere la crescita del livello di istruzione e di formazione di tutti i cittadini, lo sviluppo costante delle loro competenze professionali, l’esercizio del diritto al lavoro e a un lavoro qualificato, collocandosi nel quadro nazionale e comunitario di riflessioni ed elaborazioni normative che riguardano le qualifiche e la certificazione delle competenze.

In attuazione di questo principio, la legge afferma: “Ogni persona ha diritto a ottenere il riconoscimento formale e la certificazione delle competenze acquisite. Il riconoscimento può essere utilizzato, anche in ottemperanza alle disposizioni comunitarie, per conseguire un diploma, una qualifica professionale o altro titolo riconosciuto. A tal fine la Regione promuove accordi con le componenti del sistema formativo e con le parti sociali per la definizione di procedure per il riconoscimento, la certificazione e l’individuazione degli ambiti di utilizzazione delle diverse competenze, nonché per il riconoscimento delle competenze acquisite nel mondo del lavoro, utilizzabili come crediti per i percorsi formativi”.

Il contesto nazionale e comunitario del Sistema regionale delle qualifiche è caratterizzato dall’impegno sulla trasparenza delle qualifiche, delle competenze e dei titoli rilasciati e costituisce anche un supporto alle politiche dell’Unione europea in materia di libera circolazione delle persone e di costruzione di uno spazio europeo di istruzione e formazione permanente. Un impegno a cui la Regione Emilia-Romagna intende contribuire. La libera circolazione tra paesi e regioni, settori e imprese è uno dei principi fondamentali dell’integrazione europea, coerentemente agli obiettivi di realizzazione di uno spazio economico, sociale e politico integrato.

La strategia della trasparenza da una parte, e la libera circolazione dall’altra, comportano conseguentemente una progressiva armonizzazione, nonché un mutuo riconoscimento tra i Paesi europei delle qualifiche, delle competenze e dei titoli rilasciati. Anche in ambito nazionale si sono sviluppate iniziative di progettazione congiunta sui temi della trasparenza delle qualifiche e delle certificazioni, iniziative che vedono impegnato l’insieme delle Regioni italiane. La Regione Emilia-Romagna, attuando quanto previsto dall’articolo 4 della legge regionale 12/2003, ha quindi inteso contribuire alla definizione di un sistema nazionale, e in prospettiva europeo, di standard di competenze e certificazione. Standard che consentano di misurare, capitalizzare e spendere i risultati di un processo di apprendimento nei sistemi dell’istruzione, della formazione e del lavoro, riconfermando la centralità delle qualifiche come codice di comunicazione.

In questo quadro il Sistema regionale delle qualifiche costituisce uno strumento che rende possibile la costruzione di percorsi di apprendimento integrati tra sistemi e la definizione di modalità di passaggio tra un sistema e l’altro, definendo e descrivendo qualifiche che costituiscono un comune riferimento per il mondo del lavoro e per il sistema dell’istruzione e della formazione. Mediante l’esplicitazione e la certificazione delle competenze possedute dai singoli, il Sistema regionale delle qualifiche ne rafforza le capacità di orientamento, collocazione e negoziazione nel mondo del lavoro; inoltre, articolandosi per aree, figure e unità di competenza, esso favorisce la progettazione individuale di percorsi di sviluppo professionale, eventualmente assistita da apposite strutture di servizio.

Va sottolineato come, nell’ambito del “Sistema formativo regionale”, il Sistema regionale delle qualifiche costituisce il riferimento per la progettazione, la realizzazione e il controllo delle attività formative finalizzate allo sviluppo di competenze riconducibili alle qualifiche e alle unità di competenza, così come, per quanto riguarda le altre attività formative, esso costituisce un supporto informativo per la progettazione degli interventi. Anche al di fuori del “Sistema formativo integrato”, comunque, per le informazioni e le descrizioni che contiene, il Sistema regionale delle qualifiche rappresenta un contributo per tutti coloro che realizzano attività finalizzate allo sviluppo professionale delle persone.

L’attività regionale di definizione e approvazione delle qualifiche professionali e dei relativi standard formativi è iniziata nel 2004 e si è sostanziata in diversi provvedimenti tesi a definire il repertorio delle qualifiche regionali, suddivise per aree professionali, e a integrarlo per quanto necessario con ulteriori qualifiche, individuate mediante precise procedure e con uno stretto rapporto con le parti sociali. È nell’ambito di questo processo di “manutenzione” e aggiornamento che si è rilevata la necessità di inserire una serie di figure nell’ambito dell’area della promozione ed erogazione dei servizi culturali, fra cui quella del “Tecnico dei servizi di biblioteca”. Questa figura è l’erede diretta delle qualifiche di “Assistente di biblioteca” e “Bibliotecario”, già definite nel 1989 dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito di un gruppo di lavoro a cui parteciparono enti locali, associazioni professionali e parti sociali. Il lavoro di revisione ha riguardato sia un adattamento formale alla struttura con cui sono definiti i profili nel nuovo Sistema regionale delle qualifiche, sia un doveroso aggiornamento dei contenuti.

Nella formulazione della qualifica si è cercato, per quanto possibile, di prescindere dalla collocazione all’interno di una struttura specifica o di una posizione gerarchica precisa, com’è del resto nello spirito della legge regionale. I bibliotecari operano in strutture molto differenti quanto a tipologia, complessità organizzativa e appartenenza istituzionale, e nel descrivere il profilo del tecnico dei servizi di biblioteca si è cercato di tenere conto della casistica esistente e di definire una figura idonea per contesti diversi e variamente complessi: dalla piccola struttura in cui il bibliotecario è chiamato a svolgere tutti i ruoli, fino alle realtà più strutturate, in cui l’alta divisione del lavoro richiede figure più specializzate, che non possono tuttavia prescindere da una preparazione di base sulle principali tematiche del lavoro in biblioteca. Il tecnico dei servizi di biblioteca riunisce perciò competenze su tutti i principali flussi di lavoro: assistenza e orientamento ai servizi, reference, gestione dei flussi del prestito e consultazione, gestione del processo di acquisizione e trattamento dei documenti e delle raccolte, catalogazione descrittiva e semantica, nonché attività di promozione della biblioteca e della lettura e di valorizzazione del patrimonio.

Tra le conoscenze considerate indispensabili alla formazione della figura ci sono naturalmente materie specifiche come biblioteconomia e bibliografia; un approfondimento di standard e codici di catalogazione in uso; la normativa di settore, a livello regionale, nazionale e anche internazionale, e la legislazione inerente l’editoria e il diritto d’autore. Si prevede poi, ovviamente, una formazione di tipo informatico e tecnologico, che tratti di hardware e software in uso nelle biblioteche. Completano il profilo conoscenze più generali: la normativa sulla sicurezza nell’ambiente di lavoro; i sistemi di qualità per l’orientamento all’utente; le metodologie di indagine statistica e qualitativa, che trovano applicazione nelle attività di monitoraggio dei servizi sempre più frequentemente utilizzate anche in ambito bibliotecario.

Questa definizione costituisce ora un riferimento per i diversi soggetti che fanno parte del sistema formativo, un “vincolo progettuale” comune per coloro che realizzano percorsi formativi finalizzati al conseguimento della qualifica. Si tratta naturalmente di una tappa in un percorso che, mediante una costante attenzione all’evolversi degli obiettivi nel settore e delle competenze richieste, prevede nel tempo adeguamenti costanti in relazione alle inevitabili modifiche nella domanda e nell’offerta dei servizi culturali.2

 

Dalla scheda descrittiva della qualifica di “Tecnico dei servizi di biblioteca”:

 

Descrizione sintetica

Il Tecnico dei servizi di biblioteca è in grado di presidiare i processi di acquisizione, trattamento, gestione e valorizzazione del patrimonio documentario, assicurando agli utenti la fruizione del medesimo e l’accesso a più ampi servizi informativi

 

Area professionale

Promozione ed erogazione servizi culturali

 

Unità di competenza

Capacità

(essere in grado di)

Conoscenze

(conoscere)

1.

Assistenza orientativa al sistema biblioteca

• trasferire all’utente elementi conoscitivi per la corretta accessibilità ai servizi di biblioteca, secondo i regolamenti, Carta dei servizi, condizioni d’accesso, ecc.

Gli elementi costitutivi del sistema biblioteca

Metodologie e tecniche di ricerca e consultazione bibliografica

Metodologie di strutturazione e utilizzo delle bibliografie

Biblioteconomia

La dimensione comunicativa (faccia a faccia, telefonica, diretta e indiretta) e le forme di ascolto

La qualità nell’orientamento all’utente

Metodi e tecniche di catalogazione

Il Servizio Bibliotecario Nazionale

Programmi e applicativi informatici di gestione e consultazione del patrimonio documentario

Elementi di almeno una lingua straniera, preferibilmente l’inglese, inerenti al settore di riferimento

Tecniche di utilizzo di apparecchiature tecnologiche multimediali

Normativa nazionale, regionale ed europea di settore

Normativa sull’editoria e sul copyright

Normative sulla sicurezza relative al settore di riferimento (L. 626/94 e successive modifiche e integrazioni, prevenzione incendi, ecc.)

Metodologie di indagini statistiche quali-quantitative

• interpretare i bisogni informativi degli utenti indicando non solo strumenti a disposizione in sede, ma anche le risorse esterne e i percorsi migliori per ottenere risposte adeguate

• selezionare informazioni sulle raccolte per indirizzare l’utente alla scelta più efficace dei documenti posseduti dalla biblioteca

• trasferire all’utente le conoscenze necessarie per indirizzarlo all’uso efficace dei cataloghi e degli strumenti di ricerca disponibili

2.

Gestione flussi prestito e/o consultazione documenti e raccolte bibliotecarie

• applicare procedure amministrative utilizzando anche strumenti e applicativi informatici per l’accettazione, la registrazione e il monitoraggio del flusso di prestito e consultazione sia in sede che nell’ambito del sistema bibliotecario di riferimento

• individuare le informazioni e le risorse non reperibili in sede, favorendone l’accesso anche facendo ricorso al prestito interbibliotecario e il document delivery

• individuare e adottare modalità definite per la risoluzione di eventuali criticità rilevate nella procedura di prestito/consultazione

• valutare i dati relativi al flusso di consultazione e prestito, locale e interbibliotecario, al fine della politica delle acquisizioni e del miglioramento dei servizi

3.

Gestione processo di acquisizione documenti e raccolte bibliotecarie

• valutare le novità editoriali e i desiderata degli utenti sulla base delle politiche di acquisizione adottate istituzionalmente e della mission della biblioteche per elaborare proposte d’acquisizione

• applicare specifiche procedure di evasione di adempimenti amministrativi e valutare la congruità delle nuove acquisizioni

• adottare prassi e procedure predefinite per la scelta del fornitore e dei supporti documentari più adeguati, tenendo presente le necessità di razionalizzazione della spesa

• utilizzare strumenti e applicativi informatici per l’evasione della procedura d’ordine: attivazione procedura, chiusura progressiva ordine, ecc.

4.

Trattamento documenti e raccolte bibliotecarie

• individuare spazi fisici adeguati per la collocazione del patrimonio, nel rispetto della corretta conservazione dei documenti sui differenti supporti e della normativa tecnica vigente

• applicare metodologie di catalogazione descrittiva e semantica dei documenti coerentemente alle esigenze specifiche della biblioteca e secondo gli standard nazionali e internazionali in uso

• adottare le migliori soluzioni organizzative circa le raccolte e i punti di servizio della biblioteca, con riferimento alle esigenze specifiche delle diverse sezioni (multimediali, emeroteca, ragazzi, locale, ecc.), per favorirne la fruizione

• individuare iniziative di ricerca, espositive, didattiche, convegnistiche, editoriali, anche rivolte a specifiche fasce d’utenza per promuovere la lettura e favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio

 

 

Note

(1) Giunta della Regione Emilia-Romagna, delibera n. 1719 del 4 dicembre 2006: “Approvazione delle qualifiche professionali e dei relativi standard formativi – IV provvedimento”.

(2) Per ulteriori informazioni si può consultare il sito web “Form-azione” (www.form-azione.it) curato dalla Direzione generale cultura, formazione e lavoro della Regione Emilia-Romagna. Per approfondimenti soprattutto dedicati agli operatori della formazione che intendano organizzare corsi professionali specifici: www.form-azione.it/operatori/operatori.htm.

 

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