Rivista "IBC" XIII, 2005, 3

progetti e realizzazioni

A Bertinoro (Forlì-Cesena) è stato inaugurato il Museo interreligioso: un luogo di incontro tra le tre principali fedi monoteiste.
Una rocca per dialogare

Lidia Bortolotti
[IBC]

Chi si trovi a percorrere senza troppa fretta la Via Emilia tra Forlì e Cesena poserà inevitabilmente lo sguardo sul ben definito profilo di Bertinoro, posta sulle pendici di un erto colle di Monte Maggio; la cittadina, il cui nucleo centrale conserva ancora l'antico impianto medievale parzialmente cinto da mura, è infatti poco distante. Volendo poi dedicarvi un più attento momento di visita si avrebbe l'occasione, oltre che di percorrere un antico e suggestivo borgo, di fare alcune curiose e piacevoli scoperte. Il luogo conserva un'avita vocazione all'accoglienza e all'ospitalità, a cui è stato addirittura dedicato un singolare monumento, la Colonna dell'Ospitalità o dell'Anella che, ripristinato nel 1926, fa bella mostra di sé nella piazza principale. In tempi recenti l'antica propensione ha avuto un nuovo significativo impulso grazie a una serie d'iniziative che hanno coinvolto l'antica Rocca che sovrasta l'abitato.

Dell'edificio si hanno notizie fin dal 1006: edificata a opera dei Conti di Bertinoro, grazie alla particolare posizione dominante la Rocca rappresentò in Romagna una delle più temute opere difensive medievali. Nel corso della sua millenaria storia ospitò numerosi illustri personaggi tra cui l'imperatore Federico Barbarossa, che nel 1177 vi dimorò con la sua corte e le sue milizie. Dal 1584 divenne residenza vescovile e successivamente fu oggetto di svariati ampliamenti e rifacimenti che ne hanno definito le attuali forme. Dal 1985 la Rocca è stata per alcuni anni sede del "Centro per lo studio e la conservazione dell'arredo liturgico e del costume religioso" curato da Franco Faranda, che ha avuto l'indubbio merito di raccogliere, valorizzare e conservare un notevole patrimonio altrimenti destinato a essere disperso.

A partire dal 1994 la Rocca Vescovile, il Rivellino (che ne è parte integrante), e l'ex Seminario, poco distante, sono stati oggetto di un'imponente opera di recupero e adeguamento che ne ha consentito una nuova destinazione. Ceduti dalla Diocesi di Forlì, che ne è la proprietaria, in comodato d'uso all'Università di Bologna e di Romagna, gli edifici sono divenuti la sede del "Centro residenziale universitario". Parte integrante del progetto di recupero dell'antica sede vescovile bertinorese è il nuovo "Museo interreligioso", voluto con grande tenacia e convinzione dal senatore Leonardo Melandri, deceduto a causa di una lunga malattia pochi giorni prima della sua inaugurazione, avvenuta il 10 giugno 2005. Alla solenne cerimonia d'apertura hanno preso parte tra gli altri, in rappresentanza delle tre religioni monoteiste a cui il museo è dedicato: monsignor Pietro Sambi, nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina; il rabbino capo per Ferrara e le Romagne, Luciano Caro; e Mohammad Javad Faridzadeh, ambasciatore della Repubblica islamica dell'Iran presso la Santa Sede.

La gestazione e la realizzazione di questo museo è stata lunga e complessa e ha richiesto da parte dei suoi promotori (Diocesi di Forlì e Bertinoro e Centro residenziale universitario) un rilevante impegno intellettuale e finanziario, quest'ultimo supportato da vari organi di governo sia centrale che locale, compreso l'Assessorato alla cultura della Regione Emilia-Romagna, e da alcune fondazioni bancarie.

Fin dalla fine degli anni Ottanta l'Amministrazione comunale - con l'avvallo dell'Amministrazione provinciale e in collaborazione con la Soprintendenza ai beni artistici e storici di Bologna e l'Istituto regionale per i beni culturali - ha promosso una serie d'iniziative culturali volte ad approfondire la conoscenza di altre culture e di diverse confessioni religiose. Si ricorda in particolare una bella mostra sugli oggetti del culto ebraico, allestita presso la Rocca Vescovile in concomitanza di un importante convegno di studi, "Ovadyah Yare da Bertinoro e la presenza ebraica in Romagna nel Quattrocento", dedicato al celebre commentatore della Misnah vissuto a cavallo dei secoli XV-XVI, noto in tutta la diaspora per l'imponente e rigoroso lavoro: la sua famiglia era originaria di Bertinoro, sede fin dalla fine del Trecento di una significativa comunità ebraica.

Il museo attualmente realizzato intende qualificarsi come luogo d'incontro e dialogo tra le tre religioni abramitiche che nella Bibbia hanno la loro radice prossima o indiretta e che nel Mediterraneo hanno avuto il primitivo alveo, illustrandone gli aspetti fondamentali con l'intento di rispondere efficacemente alla necessità di reciproca conoscenza di una comunità sempre più interculturale e interreligiosa, ed evidenziando un patrimonio di valori comuni che, se correttamente confrontati, possono contribuire positivamente a uno sviluppo armonico dell'attuale società. L'introduzione al museo è significativamente rappresentata dal grande portale d'ingresso, realizzato da un team di qualificati artisti locali, sul quale sono rappresentati i diciotto temi o momenti delle tre religioni: un'imponente struttura di metallo e vetro che accoglie i clipei con i simboli di Ebraismo (Torah, Tavole della Legge, Menorah, Stella di Davide, Shemà Israel, Sofar), Cristianesimo (Annunciazione, Natività, Buon Pastore, Croce, Orante, Monogramma di Cristo) e Islam (Rivelazione dell'unico Dio a Maometto, Corano, Ka'ba, Shahada, Moschea della Roccia, Hilal). Alla base dell'elaborazione di ciascun elemento vi è stata un'attenta ricerca culturale e grafica, mentre nella realizzazione delle singole opere sono state coinvolte competenze tecniche e tradizioni culturali connesse al territorio romagnolo.

Nell'ideazione del percorso espositivo i curatori hanno voluto evidenziare in particolar modo il rapporto tra le due entità fondanti su cui ogni percorso religioso si basa, Dio e l'Uomo, evidenziando come questo rapporto si manifesti nelle tre religioni; diversità e punti in comune sono messi in luce evitando confusioni e sincretismi di comodo, nel rispetto delle specifiche identità di ciascuno. L'intento didattico del museo si realizza poi con l'esposizione di una selezione significativa di materiali che esplicitano i principali dogmi delle tre confessioni e i diversi aspetti del loro culto. Alla tradizionale esposizione di opere e manufatti è affiancata inoltre una ricercata ed efficace architettura espositiva che si avvale di appropriate proiezioni video. Le prime sale sono dedicate ai libri sacri e all'idea di Dio, seguono quelle dedicate alle diverse espressioni dei tre culti attraverso oggetti specifici e selezionati e ambientazioni suggestive e raccolte. Particolare la sezione che affronta il tema del "male" nonché le soluzioni offerte in proposito dalle tre fedi; quest'ultimo settore raccoglie numerose e significative opere di autori contemporanei quali Francesco Messina e Sandro Pagliuchi.

Il museo dispone infine di un interessante spazio, ricavato dall'antica cisterna e dalle grotte recentemente scoperte e recuperate, destinato ad accogliere esposizioni tematiche e manifestazioni culturali in sintonia con i suoi contenuti; perlomeno fino a quando non sarà possibile completare il percorso di visita con la parte storica, dedicata ai rapporti tra le religioni e gli ambiti sociali in cui hanno operato o che esse stesse hanno costruito, nei loro molteplici aspetti: le arti, la società, l'economia, il potere politico, ecc. Per ulteriori informazioni e visite guidate si può contattare il responsabile del museo, Enrico Bertoni, al numero telefonico 0543 446 600.

 

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