Rivista "IBC" XIII, 2005, 3

pubblicazioni

V. Baldacci, Il sistema dei beni culturali in Italia. Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale, Firenze, Giunti, 2005.
Non ci resta che progettare

Stefano Luppi
[storico dell'arte]

Ecco un volume agile, informato, di semplice scrittura e quindi da consigliare a chiunque voglia una visione puntuale del mondo dei beni culturali oggi in Italia: lo ha scritto Valentino Baldacci e pubblicato Giunti di Firenze. Il sistema dei beni culturali in Italia. Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale è infatti uno di quei testi - si può pensare anche ad Altro che Musei di Silvia Dell'Orso, edito da Laterza nel 2002 ["IBC", XI, 2003, 1, p. 83] - che, pur trattando una materia complessa, la cui normativa soprattutto degli ultimi anni ha acceso infinite discussioni, ha il "potere" di fornire informazioni chiare e concise e riflettere sulle leggi, sui soggetti istituzionali interessati, sulla comunicazione, valorizzazione e marketing che possono far vivere il patrimonio culturale italiano senza snaturarlo.

Non a caso, a conferma della funzione didattica dello scritto, l'autore parte con la definizione di "bene culturale". Sembra una banalità ma non la è se si pensa che non solo il "Codice dei beni culturali e del paesaggio" attualmente in vigore (Decreto legislativo n. 41/2004, dal primo maggio 2004) ma anche il precedente "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali" (Decreto legislativo n. 490/1999) sostanzialmente non definiscono il bene culturale ma, come evidenzia l'autore nelle prime righe, elencano solo le varie tipologie di beni presenti in Italia. E allora viene ripescata la definizione data dalla commissione parlamentare Franceschini "Per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico e paesaggistico" del 1964 dove si dice che il bene culturale è "bene che costituisca testimonianza materiale avente valore di civiltà".

Da questa terminologia, analizzata spesso dalla rivista on line Aedon ( www.aedon.mulino.it), parte la disamina su ogni aspetto del settore senza dimenticare - importantissimo per i molti laureati in beni culturali che le nostre università sfornano - le nuove professionalità relative alla comunicazione e alla progettazione culturale legate a singole iniziative di valorizzazione territoriale. Le parti più interessanti del volume di Valentino Baldacci - docente proprio di Progettazione e comunicazione culturale all'Università di Firenze - sono quindi quelle relative alla legislazione e agli strumenti della comunicazione culturale.

Per quel che riguarda la norma giuridica il prefatore, il soprintendente ed ex ministro Antonio Paolucci, non poteva che partire dalla "Legge Bottai, la mitica 1089 del 1939 che era e resta un capolavoro di civiltà e sapienza giuridica", per raccontare come l'Italia dopo la Seconda guerra mondiale ha visto migrare la gente dal Sud al Nord, dalla campagna alla città, dalla montagna alla pianura mettendo in grave pericolo il sistema del "museo diffuso" che ha fatto della Penisola un unicum.

Tutto vero - la speculazione edilizia soprattutto nelle regioni del Sud ha distrutto tesori paesaggistici inestimabili senza che nessuno abbia pagato per questi abusi - ma serve ottimismo: l'Italia negli ultimi cinquant'anni è enormemente cambiata, è cresciuta divenendo una delle più ricche nazioni del globo e ha cercato di attuare procedure giuridiche che, pur tra mille difetti, hanno fatto sì che la "fruizione e la valorizzazione" della cultura (termini che spesso gli intellettuali odiano perché preferivano forse i tempi in cui l'arte era legata all'Accademia e a un mondo chiuso fatto di soli esperti) divenisse appannaggio di ogni strato della popolazione, anche di chi non conosce nulla di Leonardo da Vinci ma ha letto il Codice di Dan Brown e vuol per questo vedere la Gioconda.

Li sentiamo già gli improperi che giungono dalla classe colta, ma crediamo che conoscere la Gioconda anche attraverso queste fuorvianti operazioni editoriali sia meglio che non conoscerla affatto. E poi anche lo stesso autore spande ottimismo quando ricorda che nonostante errori, miraggi di guadagni economici esorbitanti per i privati e quant'altro, il "patrimonio culturale continua a essere visto come il segno più forte dell'identità nazionale".

 

V. Baldacci, Il sistema dei beni culturali in Italia. Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale, Firenze, Giunti, 2005, 155 p., _ 12,50.

Azioni sul documento

Elenco delle riviste

    Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna - Cod. fiscale 800 812 90 373

    Via Galliera 21, 40121 Bologna - tel. +39 051 527 66 00 - fax +39 051 232 599 - direzioneibc@postacert.regione.emilia-romagna.it

    Informativa utilizzo dei cookie

    Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271
    Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it