Rivista "IBC" XI, 2003, 3

didattica, pubblicazioni

M. L. Tomea Gavazzoli, Manuale di Museologia, Milano, ETAS, 2003.
Imparare la museologia

Stefano Luppi
[storico dell'arte collaboratore della Biblioteca "Poletti" di Modena]

Si fa un gran parlare, da alcuni anni a questa parte, di museologia e museografia, intendendo con il primo termine la disciplina che studia in tutti i suoi aspetti e finalità il funzionamento di un museo, e con il secondo la più ristretta attenzione posta ad allestimenti e collezioni. Il primo vocabolo quindi contiene, come significato, il secondo, anche se la cosa davvero buffa è che, per il dizionario Sabatini Coletti, il termine "museografia" nasce nel 1939 mentre "museologia" appena vent'anni dopo. La cosa in realtà non deve stupire e la premessa non deve sembrare una questione solo terminologica. A ben pensarci è chiaro come la pratica, anche qui, preceda la teoria: prima gli studiosi si sono dedicati agli oggetti esposti e solo dopo (molto dopo) si sono accorti che anche altre erano le questioni da tenere presenti nell'organizzazione di un museo.

Al grande pubblico, che pure negli ultimi tempi, da quando il dibattito sull'arte si è fatto davvero pressante sui media, è un poco più attento e sofisticato nelle scelte, queste argomentazioni possono sembrare prive di appeal. In ogni caso ne subisce le conseguenze, per cui visitando un museo "pensato" secondo moderne teorie museologiche - tra l'altro, non così astruse come parrebbe alla prima occhiata - il grado di utilità e divertimento culturale che se ne trae è senza dubbio maggiore rispetto a un contenitore più "trasandato" e improvvisato.

A tutta una serie di volumi che analizzano queste tematiche si è da poco aggiunto il Manuale di Museologia di Maria Laura Tomea Gavazzoli, storica dell'arte, direttrice dei Musei civici di Novara e docente universitaria di museotecnica a Milano. Si tratta del primo titolo della collana "Teoria e pratica del museo" diretta da Giovanni Pinna, presidente della sezione italiana dell'International Council of Museums (ICOM). Lo stesso Pinna, nella prefazione, giustamente rileva come ormai il cittadino comune non identifichi più nel museo una istituzione polverosa e priva di importanza, quanto piuttosto un organo dalla notevole rilevanza sociale, politica, economica e culturale. Questa consapevolezza nasconde comunque delle insidie, a cui lo stesso Pinna fa pensare quando rivolge il testo solo ai professionisti del settore e agli studenti. Occorre invece evitare che il cittadino, dopo aver compreso l'importanza del museo, se ne tenga lontano perché lo percepisce come troppo "elevato" rispetto alla sua cultura e alla sua quotidianità. Al contrario - nella patria che, con la galleria degli Uffizi, ha in sostanza inventato la forma moderna di istituzione museale - è fondamentale far capire come i musei non siano poi così difficili da comprendere, neppure nel loro funzionamento "dietro le quinte".

Non a caso il volume di Gavazzoli - scritto con un linguaggio piano anche se non banale e suddiviso in capitoli ben distinti nel loro contenuto dedicato alla missione, all'incremento delle raccolte, alla ricerca scientifica, alla tutela, all'economia e alla comunicazione e gestione - va indirizzato anche a un pubblico più ampio di quello degli addetti ai lavori.

 

M. L. Tomea Gavazzoli, Manuale di Museologia, Milano, ETAS, 2003, 240 p., Ç 22,50.

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