Rivista "IBC" IX, 2001, 3

Dossier: Messinscena... in video e in linea

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Thesaurus teatrale / 1

Marco De Marinis
[docente di Storia del teatro e dello spettacolo all'Università di Bologna]

In questo testo viene trascritta e rielaborata la relazione tenuta dal professor De Marinis in occasione del convegno internazionale "La catalogazione dei video di soggetto teatrale" svoltosi al Teatro della Pergola di Firenze il 9 ottobre del 1999, rivista dall'autore per questa pubblicazione.


Premesse metodologiche

Il nostro thesaurus teatrale è stato progettato e realizzato all'interno di un più ampio progetto sul catalogo collettivo dei video teatrali promosso dalla Regione Emilia-Romagna e dall'Ente teatrale italiano - ETI. Di conseguenza lo si è pensato come strumento destinato in primo luogo, ma non soltanto, ai catalogatori dei video, nei vari giacimenti regionali, per la fase della catalogazione semantica o, più precisamente, della indicizzazione per soggetto.

Alla progettazione scientifica e alla realizzazione di questo thesaurus ha sovrinteso un gruppo di lavoro, coordinato da chi scrive e composto, per un verso, da uno staff scientifico di esperti nelle varie arti dello spettacolo (oltre al sottoscritto, per il Teatro occidentale, Ada D'Adamo - subentrata in corso d'opera a Elisa Vaccarino - per la Danza, Franco Prono per il Cinema e gli Audiovisivi e, per i Teatri orientali, Nicola Savarese, che però non ha mai partecipato direttamente ai lavori, ridimensionando il suo apporto a una consulenza esterna, tuttavia molto significativa, per le ragioni che spiegherò fra un momento) e, per l'altro, da due documentalisti (Vincenzo Bazzocchi e Antonio Tolo).

La filosofia che ci ha guidato nella composizione del thesaurus è stata quella di concepirlo volutamente come un soggettario "non finito", cioè come una lista di voci che possono essere aumentate e anche modificate, un work in progress che "non cede alla tentazione di sistemare definitivamente la nomenclatura relativa alle discipline dello spettacolo". Insomma: uno strumento di lavoro che privilegia la "comodità d'uso" rispetto a impossibili e pericolose pretese di esaustività e definitività.

Detto questo, e una volta messo l'accento sulla scelta empirica del nostro procedimento, va subito aggiunto che abbiamo cercato di attenerci comunque, il più possibile, a tutti i criteri in grado di garantire al massimo grado la correttezza e l'adeguatezza sia formale che sostanziale di uno strumento di ricerca dell'informazione.


Il processo di lavoro

A questo punto, invece di analizzare il risultato del nostro lavoro (cosa che sarà preferibile fare successivamente in altra sede), preferisco ripercorrere brevemente le tappe principali del processo che ci ha portato al prodotto attuale.

I) Ripartizione del campo. Il lavoro è iniziato con la ripartizione del campo in sei vaste aree: Teatro occidentale, Teatri orientali, Danza, Musica, Cinema e Audiovisivi, distribuite fra i quattro membri dello staff scientifico nel modo già ricordato.

II) Fase preliminare. Dopo un attento vaglio dei precedenti esistenti in proposito a livello nazionale e internazionale, si è deciso di partire dall'unico esempio disponibile a nostra conoscenza in Italia, tanto più che il suo curatore era stato cooptato inizialmente nel gruppo di lavoro. Si tratta del Thesaurus per biblioteche di spettacolo redatto da Nicola Savarese e pubblicato in appendice al Catalogo del Fondo D'Amico dell'Università di Lecce (Bari-Roma, Laterza, 1992: da esso sono tratte le frasi citate tra virgolette in precedenza). La fase preliminare del lavoro collettivo è consistita in una revisione attenta di questo lessico condotta individualmente da Franco Prono, che vi ha apportato soprattutto delle integrazioni per le aree di sua più diretta competenza, Cinema e Audiovisivi, sicuramente sottorappresentate nel soggettario leccese (assieme alla Danza).

III) Prima fase del lavoro di gruppo. Si è pensato che per sottoporre questo elenco di partenza ad una seria e rigorosa revisione, oltre che ad una consistente integrazione per le aree della Danza, della Musica e degli Audiovisivi, fosse necessario individuare delle voci generali ("macrovoci" o "macrolemmi" li abbiamo chiamati fra di noi) all'interno delle quali riorganizzare i termini e consentire un lavoro sistematico di controllo, eliminazione e integrazione.

Una volta individuate, le 64 voci generali (o macrovoci) sono state ripartite fra i componenti dello staff scientifico secondo criteri non rigidi di competenza specialistica. D'altro canto, come risulta evidente dal loro elenco, accanto a soggetti chiaramente settoriali e specifici ve n'erano altri tipicamente trasversali, quali Attore, Autore, Avanguardie artistiche, Corpo, Critica, Estetica, Messa in scena, Pedagogia, Recitazione, Voce e tante altre.

Nell'assegnare a ciascuno di noi un pacchetto di macrovoci - in base alle quali riorganizzare e revisionare sistematicamente l'elenco iniziale dei termini (per brevità lo possiamo chiamare "elenco Savarese-Prono"), aggiungendo, togliendo ecc. - eravamo chiaramente consapevoli che ciò avrebbe portato a ripetizioni e sovrapposizioni; ma abbiamo ritenuto che questo, ben lungi dal costituire un danno, sarebbe stato invece molto utile in vista dei passaggi successivi che il materiale avrebbe dovuto compiere per arrivare alla forma thesaurus.

Qui forse sarebbe necessario spendere qualche parola sui criteri seguiti da ognuno di noi in questa fase cruciale per la riorganizzazione e la revisione sistematica dell'elenco iniziale dei termini sotto le proprie macrovoci. Va da sé che tale lavoro è stato condotto da ciascuno anche attraverso la consultazione comparata dei principali glossari, dizionari enciclopedici e repertori esistenti. Ma l'impegno più delicato e difficile è consistito nell'individuare il giusto punto di equilibrio fra le esigenze di non eccessiva dilatazione delle dimensioni del lessico (e quindi di un contenimento ragionevole del numero dei termini) e quelle di rappresentatività se non di esaustività dei lemmi prescelti rispetto ai vari ambiti di conoscenza. Dopo aver stabilito insieme poche linee generali, ognuno ha proceduto per proprio conto.

IV) Seconda fase del lavoro di gruppo. Revisione collettiva della riorganizzazione e del controllo sistematico dell'elenco Savarese-Prono condotti da ciascuno di noi per le proprie macrovoci. La revisione è consistita fondamentalmente nel cercare di trovare area per area quell'equilibrio fra sinteticità e rappresentatività di cui ho parlato in precedenza. In questa fase, inoltre, il lavoro in équipe è servito a impostare metodologicamente il passaggio successivo, fissandone i criteri di massima (con l'aiuto decisivo dei documentalisti, che ci hanno spiegato quali informazioni deve contenere un soggettario per essere utile ai catalogatori e quindi, poi, agli utenti delle videoteche).

V) Terza fase del lavoro di gruppo. Continuando sempre a lavorare secondo l'organizzazione per macrovoci si è proceduto a fornire ogni termine di una serie di "concetti definitorii" (qualcosa di comparabile con i "Richiami classificati" previsti dall'indicizzazione per soggetto ma con una direzione di solito rovesciata, cioè dalla specie al genere, dal soggetto alla classe), concetti in grado di delimitare l'area semantica del termine, anche in senso storico-cronologico. Nello stesso tempo si è proceduto, sempre ciascuno separatamente per le proprie macrovoci, a inserire i "Rinvii ai termini preferiti" e i cosiddetti "Richiami paralleli a termini affini" ecc. In questo modo le singole voci hanno cominciato ad assumere una forma non troppo lontana da quella richiesta per un thesaurus. Questa fase è stata particolarmente complessa e delicata, soprattutto per la individuazione dei criteri di scelta dei concetti definitorii e poi per la selezione dei concetti stessi. Per attuare questa selezione in maniera uniforme e omogenea è stato necessario passare alla fase successiva.

VI) Quarta (e ultima) fase del lavoro di gruppo. Con l'aiuto degli strumenti informatici si è riunificato tutto il materiale, riorganizzandolo secondo un unico ordine alfabetico. La riunificazione in ordine alfabetico ha permesso di:

a) eliminare le ripetizioni (termini ricorrenti sotto più macrovoci): questo è stato fatto automaticamente dal computer;

b) selezionare per ogni termine i concetti definitorii fra i vari resisi disponibili anche per effetto delle sovrapposizioni;

c) Completare l'inserimento sistematico dei "Vedi" e dei "Vedi anche", cioè dei rinvii e dei richiami paralleli;

d) prevedere, e in qualche caso già inserire, delle note esplicative e delle note di orientamento (quelli che si chiamano anche "Richiami esemplificatorii").


Conclusioni

Sulla base del lavoro di cui ho qui sinteticamente ripercorso le fasi e modalità principali si è proceduto da parte dei documentalisti a definire la struttura del thesaurus teatrale, con la introduzione delle normalizzazioni necessarie a determinare nei suoi aspetti più tecnici tale strumento secondo gli standard attuali del lavoro di indicizzazione.

 

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