Rivista "IBC" IX, 2001, 3

convegni e seminari

La terra degli elefanti

Fiamma Lenzi
[IBC]

Quando si parla di elefanti al passato remoto oppure si pensa a questi animali evocatori per eccellenza di scenari ambientali e di ecosistemi del tutto dissimili da quelli dell'odierno paesaggio italiano, la mente corre spontaneamente all'audace impresa annibalica nel fronteggiare con indomita risolutezza - elefanti al seguito - la catena alpina. Quasi che la storia di questi pachidermi in suolo italiano fosse cominciata proprio di lì, in un tempo in fondo così prossimo al presente. Risalendo a Pirro, si guadagna al più un altro secolo.

Paleontologia e paletnologia, sin dai loro esordi di discipline scientificamente strutturate, insegnano invece che il cammino dei proboscidati muove da assai lontano, precedendo e poi spesso accompagnando la vicenda terrena dell'uomo a cominciare dal suo primo affacciarsi nella penisola. Naturale, dunque, che giacimenti e archeositi ricchi di resti delle loro spoglie ricompongano anche nel nostro paese un corposo atlante che, per limitarsi sommariamente alla sola Emilia-Romagna, vede allinearsi in successione lo scheletro di Archidiskodon cf. gromovi del fiume Panaro ammirabile al Museo di Savignano, i molari di Elephas antiquus segnalati dal Capellini sulle colline sanlazzaresi ed oggi custoditi nel museo universitario bolognese che porta il nome dello scienziato, le ossa di Mammuthus aff. meridionalis estratte dalle Sabbie Gialle di Imola e conservate dal Museo Civico "G. Scarabelli", la zanna dell'Olmatello, il cranio e le zanne sempre della stessa specie ascrivibili al Quaternario antico ospiti del Museo civico di Storia Naturale di Faenza, gli importanti resti di proboscidati recuperati durante i lavori estrattivi nella Cava S.E.I. a Settepolesini di Bondeno.

Vi sono poi regioni come il Lazio ove il vulcanesimo e alcune condizioni sedimentarie hanno favorito meglio che altrove la preservazione di depositi faunistici e antropici includenti ingenti vestigia di mastodonti. Da tale circostanza e dalla musealizzazione di due importanti giacimenti prossimi a Roma - Casal de' Pazzi e La Polledrara - ben noti alla comunità scientifica nazionale ed europea, è scaturita la felice intuizione di dedicar loro un ambizioso convegno internazionale, il primo nel suo genere, che avrà luogo in Campidoglio nel mese di ottobre. I proboscidati diventeranno così campo privilegiato di osservazione sotto molteplici punti di vista che vanno dalla tassonomia alle problematiche della conservazione delle specie attuali, dall'ecologia al ruolo degli elefanti e delle materie prime derivate nei cicli produttivi e nelle attività di sussistenza organizzati dall'uomo.

Per il carattere di assoluta novità, che sottolinea la trasversalità dell'approccio ai più diversi aspetti collegati agli animali, intendendo quindi superare la tradizionale separatezza fra discipline scientifiche propriamente dette e scienze dell'area umanistica, merita una citazione a parte la sezione del convegno riservata al tema degli Elefanti nell'immaginario collettivo. Saranno le testimonianze archeologiche e artistiche prodotte dai nostri predecessori, unitamente alle fonti storiche e iconografiche custodi della memoria del passato a restituire con vividezza il mosaico di immagini che l'uomo ha costruito intorno a questi straordinari animali così precocemente entrati a far parte della civiltà figurativa, con una tale varietà di declinazioni da generare infiniti esempi. Ne scegliamo, desiderando rimanere in terra padana, uno per tutti : la testa di elefante (indiano) che fu nell'emblema dei Malatesta, signori di Romagna.

Il convegno "La Terra degli Elefanti" si terrà a Roma dal 16 al 20 ottobre 2001 presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio. Sito web: www.elephants2001.org; e-mail: info@elephants2001.org.

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