Rivista "IBC" IX, 2001, 2

mostre e rassegne, pubblicazioni

Albione, Marianna e il bersagliere

Andreana Mazzei
[stagista IBC]

L'Ottocento è il secolo in cui emergono con maggiore prepotenza le nazionalità europee; gli stereotipi si diffondono, con essi ci si identifica. Il catalogo Albione, Marianna e il bersagliere, legato all'omonima mostra tenutasi al museo del Risorgimeno di Bologna (dall'1 dicembre 2000 al 29 aprile 2001), è un percorso stimolante in questo "teatrino" fatto di figure allegoriche, animazioni, vignette.

Nella prima parte troviamo i testi dedicati alla storia degli atlanti e alla loro "politicizzazione", seguiti dalle schede sulle riviste satiriche. Nell'Ottocento la mappa diventa un mezzo di percezione simbolica dell'identità nazionale, facilmente assimilabile e dunque ben utilizzabile come strumento di propaganda. L'atlante si trasforma in cartina politica, un puzzle di colori e incastri che esaltano la distribuzione di potenza e le linee di confine. L'alto contenuto simbolico del "discorso cartografico" trasmette un concetto di geografia gerarchizzata, semplificata, con i mezzi della scienza e l'immediatezza delle immagini.

Affinché questi messaggi fossero comprensibili dal popolo, le mappe iniziarono ad animarsi con personaggi caricaturali e la messa in scena della politica internazionale. Le stesse caratteristiche nelle vignette satiriche permettevano l'automatico riconoscimento dei personaggi (o delle nazioni) rappresentati. L'utilizzo di questi mezzi contribuiva alla creazione di un'identità nazionale, rielaborando iperbolicamente le cognizioni geopolitiche del popolo. Se l'Italia è nata nelle mappe come "espressione geografica", dalle vignette emerge come essa sia stata un prodotto squisitamente politico, tant'è che è difficile trovare un'unica simbolizzazione iconica: la donna turrita, il brigante, la bersagliera...

Luogo privilegiato per la satira politica erano ovviamente le riviste, di cui troviamo nel catalogo alcune schede. Già i loro nomi sono evocativi: El blanco y negro; Le chiavari; Il papagallo; Punch; Simplicissimus; La rana. Quest'ultima nacque a Bologna dall'entusiasmo per l'abolizione della censura che aveva seguito le insurrezioni quarantottine, ed è stata pubblicata per quasi cinquanta anni. Perché Rana? Come affermava il suo fondatore Gioannetti, "rana significa bolletta, mancanza assoluta di denaro. Considerando che oggi la bolletta o la rana è comune a tutti, abbiamo detto tra noi: dove trovare un titolo più di attualità e popolare di questo?"

La parte iconografica della pubblicazione è divisa per temi, che riecheggiano coerentemente il percorso logico dei testi: il secolo degli atlanti; la cartina si anima; le nuove marionette; l'altro; bagliori di sciabole; l'Europa esiste? Grazie a queste immagini la nostra storia recente ci appare viva, divertente. Efficacemente rappresentata, come forse solo la satira sa fare.


Albione, Marianna e il bersagliere. Stereotipi nazionali e stampa satirica nell'Europa tra Ottocento e Novecento, a cura di R. Balzani e M. Gavelli, Bologna, Edizioni Nautilus, 2000, 120 p., L. 30.000.

 

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