Rivista "IBC" XX, 2012, 4

immagini, itinerari, leggi e politiche, pubblicazioni

Viaggio in Appennino, alla scoperta degli alberi monumentali che vivono nel Parco storico di Monte Sole e nel Parco dei Sassi di Roccamalatina.
Narrano i rami...

Carlo Tovoli
[IBC]

"L'albero ha sempre un destino di grandezza. Tale destino lui lo propaga. L'albero fa più grande ciò che lo circonda": così scriveva Gaston Bachelard nel suo La poétique de l'espace del 1957, e le immagini che accompagnano la lettura di questo numero della rivista lo confermano ancora una volta. Si tratta di fotografie che l'Istituto regionale per i beni culturali (IBC) ha pubblicato in due recenti guide ai grandi alberi dell'Emilia-Romagna, dedicate rispettivamente al Parco storico di Monte Sole, nell'Appennino bolognese, e al Parco dei Sassi di Roccamalatina, nell'Appennino modenese.

Il censimento dei grandi alberi si inserisce in una serie di indagini promosse dal Servizio beni architettonici e ambientali dell'IBC sul tema del patrimonio arboreo regionale monumentale. L'Istituto, che gestisce gli esemplari arborei protetti con la Legge regionale numero 2 del 1977, ritiene che questo patrimonio naturale sia da considerare in modo più ampio e da anni ha attivato iniziative per approfondire la conoscenza dei grandi alberi presenti sul territorio, in particolare all'interno dei parchi regionali. Questi esemplari non sono solo importanti dal punto di vista naturalistico e biologico, ma sono elementi significativi dell'ambiente, del territorio, del paesaggio e della cultura.


Nel Parco di Monte Sole gli alberi sono presenze vive e testimoni delle efferate vicende che hanno sconvolto il territorio e distrutto le comunità locali negli anni della guerra. La loro segnalazione entra così a far parte del "percorso della Memoria": all'importanza naturalistica dell'esemplare si sovrappone la memoria che l'albero nel tempo ha portato e mantenuto in sé, diventando il testimone muto di quelle vicende.

Il censimento ha interessato non solo alberi singoli e in gruppo o in filare, ma anche i residui della "piantata bolognese", una presenza ormai quasi scomparsa, e i castagneti. L'indagine si è svolta su tutto il territorio del Parco, con particolare attenzione per gli esemplari presenti nelle aree e lungo i percorsi fondamentali del Parco stesso, in modo specifico l'itinerario del memoriale e quello naturalistico. Tra gli esemplari censiti, spiccano per importanza quelli tutelati a livello regionale, come il popolamento spontaneo di pini silvestri di Monte Termine e la roverella monumentale che si trova in località Caposena. L'indagine ha portato al rilevamento di un totale di 42 esemplari significativi (27 nel comune di Marzabotto e 15 in quello di Grizzana Morandi), di cui 27 singoli, 9 in gruppo e 6 in filare. Le specie maggiormente rappresentate appartengono al genere Quercus, con dimensioni anche significative: la roverella di Caposena, già sottoposta a tutela, ha una circonferenza di 418 centimetri e la roverella di Albareda ne ha una di 395. Si segnala inoltre la presenza di un pioppo bianco, in località La Sberla, con una circonferenza di 328 centimetri.

Le schede della guida sono state rielaborate sulla base dei dati del censimento realizzato da Marco Menarini, su incarico dell'IBC, negli anni 2008 e 2009. Sua è anche la campagna fotografica.


L'indagine all'interno del Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina ha interessato soprattutto il territorio dell'area protetta, con particolare attenzione per alberi significativi presenti lungo gli itinerari naturalistici del Parco, senza escludere alcuni importanti esemplari situati nelle immediate vicinanze. Nel complesso sono stati censiti 30 esemplari singoli, 5 filari, un bosco di betulle; per la loro importanza storico-culturale sono stati rilevati anche due castagneti centenari, testimonianza di un'antica cultura contadina che in questo territorio è oggi recuperata e ben valorizzata.

Gli alberi rilevati si trovano per gran parte nel territorio del Comune di Guiglia, quattro sono in quello di Zocca e infine uno in quello di Marano sul Panaro. Tra questi si segnalano, in particolare, la roverella del borgo antico di Samone, di oltre 360 centimetri di circonferenza, e la cerrosughera di Lame di Zocca, specie protetta e particolarmente significativa, in quanto presente con pochissimi individui in tutto il territorio regionale; entrambi gli esemplari sono sottoposti a tutela regionale come alberi monumentali.

I grandi alberi del Parco per massima parte sono querce (genere Quercus) e in particolare, oltre agli esemplari tutelati già ricordati, meritano di essere segnalate le due roverelle della Vignola, entrambe di dimensioni rilevanti (440 e 360 centimetri di circonferenza) e inserite in un contesto storico-testimoniale di notevole interesse; un cerro di quasi 4 metri di circonferenza e una farnia che, seppur di modeste dimensioni, rappresenta l'unica presenza nota di questa specie all'interno del territorio del Parco.

Sono pure da segnalare i due individui di sambuco (di dimensioni rilevanti per questa specie e completamente addossati agli edifici, tanto da formare un tutt'uno con questi), le due piante di azzeruolo, specie anticamente coltivata per i frutti, e il cipresso di Monte Guerro, che con i suoi 360 centimetri di circonferenza e 20 metri di altezza è visibile fin dalla strada Fondovalle Panaro. E infine "Sofia", un ippocastano particolarmente amato dalla popolazione locale: di grandi dimensioni (oltre 4 metri di circonferenza), colpisce per la forma ad ampio ombrello della sua chioma, frutto della cura che ha ricevuto negli anni da parte della proprietà.

Le schede della guida sono state rielaborate sulla base dei dati del censimento realizzato da Simona Bertesi, su incarico dell'IBC, negli anni 2009-2010. Le immagini fotografiche sono di Simona Bertesi, Alessandro Alessandrini, Elena Iori, Gianluigi Olmi, Teresa Tosetti.


Le due guide sono disponibili gratuitamente nei centri parco (per informazioni: www.parcostoricomontesole.it; www.parcosassi.it) e possono essere scaricate dal sito web dell'IBC: www.ibc.regione.emilia-romagna.it.

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