Rivista "IBC" XIII, 2005, 3

pubblicazioni

G. Pollastri, La Croce di San Geminiano. Costruzione e misteri della Croce sulla fronte del Duomo di Modena, Argelato (Bologna), Minerva edizioni, 2005.
I misteri di una croce

Enrico Cipressi
[laureato in Conservazione dei beni culturali all'Università di Parma]

Nel Duomo di Modena, come in altri dell'epoca e nelle cattedrali francesi dei due secoli successivi, gli studiosi non esauriscono il rinvenimento di segreti e ogni volta la loro spiegazione suscita stupore e ammirazione. È singolare, poi, riscontrare che nei numerosi studi già condotti sul Duomo, fino ad oggi nessuno si fosse ancora occupato della cosiddetta Croce di San Geminiano. Questa lacuna è stata colmata da Giorgio Pollastri nel volume La Croce di San Geminiano. Costruzione e misteri della Croce sulla fronte del Duomo di Modena, recentemente pubblicato dalla Minerva Edizioni, in cui altri segreti sono svelati.

La Croce, collocata nel punto più alto della facciata, tra gli spioventi della navata centrale, è realizzata in una tarsia marmorea di elementi geometrici, che formano un particolare disegno dove si associano, ai quattro bracci, cinque cerchi e otto triangoli. Giorgio Pollastri è riuscito, in questo studio, a decifrare le intenzioni dello sconosciuto progettista e i contenuti più nascosti dell'opera, evidenziando una sorprendente ricchezza di significati e di possibilità di letture, e ha concluso definendo la Croce come "magnifico ed eccezionale contenitore dai connotati magici".

Le prime indagini riguardano la costruzione geometrica dell'opera. Attraverso vari tentativi l'autore perviene alla scoperta di rapporti tra le parti della composizione, basati sulla sezione aurea, e individua nella griglia modulare su cui è impostata la Croce i precisi richiami numerici alle date della fondazione del Duomo e della traslazione del corpo di San Geminiano. La stessa costruzione geometrica racchiude una grande varietà di simbologie, più o meno celate, che rapportano la Croce a quel complesso di significati che anche nel Medioevo venivano attribuiti a figure geometriche, numeri, segni dello zodiaco e pianeti. Lo stesso estremo rigore compositivo, riscontrato nei procedimenti progettuali analizzati, ha un significato: è il simbolo della massima perfezione raggiungibile dall'uomo sulla terra, nell'avvicinarsi all'armonia celeste. Come insegnavano i pitagorici, la geometria è espressione dell'armonia universale e possiede la capacità di porre in relazione il mondo reale e la vita terrena con le "cose" celesti.

La correttezza dell'indagine costruttiva condotta dall'autore è avvalorata dalla perfezione delle corrispondenze geometriche, che si rinvengono di nuovo mentre ci si addentra anche nei più piccoli dettagli compositivi. L'intrico delle linee costruttive, nello spazio in cui è impostata la Croce, genera tutta una serie di figure geometriche, che la cultura medioevale caricava di una simbologia ricca e molteplice. Queste figure concorrono anche a definire gli stessi elementi che compongono la Croce, a ulteriore prova dell'esattezza del procedimento compositivo ricostruito da Giorgio Pollastri.

Lo studio prosegue con una minuziosa analisi delle molteplici letture possibili della Croce. Vi ritroviamo la rappresentazione geometrica delle stagioni, dei mesi, dello zodiaco, fino alle fasi dell'anno liturgico, al ciclo delle ore della giornata, relazionate anch'esse con gli avvenimenti della liturgia, e ai rapporti esistenti tra microcosmo e macrocosmo. Particolarmente interessante è la lettura che potremmo definire eliocentrica. Ritroviamo al centro della Croce il Cristo-Sole, mentre le diverse lunghezze e gli spessori dei bracci richiamano il variare delle distanze tra la terra e il sole durante i solstizi di inverno e d'estate. Il tutto con riferimento al secolo XI, in vigenza del modello geocentrico.

La Croce di San Geminiano riassume, quindi, ancora una volta quella determinata concezione medioevale che pone in relazione conoscenze matematiche, geometriche, numerologiche, astronomiche, astrologiche e magiche con le problematiche religiose e gnostiche, e presenta la forma incrociata come simbolo terreno della creazione, considerata architettonicamente armonica e perfetta. Giorgio Pollastri conclude il suo studio attribuendo, con fondate motivazioni, il progetto e la realizzazione della Croce allo stesso Lanfranco. Il quale volle, attraverso quest'opera, offrire a San Geminiano un voto di devozione che, per la sua eccezionale complessità di lettura e decifrazione, fosse sottratto alla comprensione dei più: del resto un voto è, per sua natura, intimo e personale.

 

G. Pollastri, La Croce di San Geminiano. Costruzione e misteri della Croce sulla fronte del Duomo di Modena, Argelato (Bologna), Minerva edizioni, 2005, 168 p., _ 18,00.

 

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